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Le piogge hanno devastato il Bangladesh

Emergenza alluvioni in Bangladesh: un paese in ginocchio
di ActionAid - venerdì 26 luglio 2019 - 1052 letture

Nelle scorse settimane, forti alluvioni hanno devastato il Bangladesh. Circa 300.000 persone non hanno più una casa, e si trovano ora nei campi di emergenza e nei rifugi, dove scarseggiano cibo, medicine e acqua potabile.

Le potenti piogge, che continuano a minacciare molte aree, hanno già distrutto strade e dighe, interrotto i collegamenti ferroviari, devastato molti raccolti e costretto tante scuole a chiudere.

Già dalle prime ore ci siamo occupati di assistere tante famiglie nei distretti di Bandarban e Kurigram, tra i più colpiti dalle alluvioni, fornendo loro cibo, kit igienici e supporto, occupandoci in particolare dei bambini, stremati da questa difficile situazione.

Siamo al lavoro nei distretti di Bandarban, Kurigram e Madargonj fin dalle prime ore dall’emergenza per assistere le famiglie fornendo cibo, kit igienici e un riparo sicuro.

Le potenti piogge hanno causato molti danni e rappresentano tutt’ora una minaccia. Tante persone sono costrette a lasciare la propria casa per cercare un posto più sicuro.

Un report di ActionAid sul Bangladesh, pubblicato il 23 settembre 2016

Il Bangladesh è un Paese dove il 36 per cento della popolazione vive in condizione di povertà estrema. Ed è un Paese che ogni anno deve contare le vittime e i danni causati dalle violente alluvioni.

La situazione

L’estrema povertà del Bangladesh non fa che peggiorare le conseguenze, già di per sé gravi, delle alluvioni.

•Nel 2014, le abitazioni di 150mila persone furono completamente distrutte dalle inondazioni.

•Cicloni e tempeste diventano sempre più devastanti e mettono a rischio soprattutto le vite di donne e bambini.

•Ogni anno, un terzo del territorio del Bangladesh è soggetto a inondazioni, che colpiscono più di dieci milioni di persone ogni volta.

•Durante i disastri climatici come le alluvioni, le bambine potrebbero subire pressioni per sposarsi giovani o lasciare la scuola. Si consideri che in Bangladesh circa tre milioni e 300mila bambini non vanno a scuola. Le storie

Sabita ha 42 anni, tre bambini e vive nel distretto di Patuakhali. Questa zona è spesso colpita da disastri naturali che ogni anno diventano sempre più intensi. “Chi ha vissuto sulla propria pelle un’alluvione o una siccità sa quello che sto dicendo. E sa che in testa si ha un solo pensiero: fare in modo che la prossima volta non accada la stessa cosa”.

Lamia ha 10 anni e vive a Char Bangla. Con molta probabilità, nel 2007 è sopravvissuta al ciclone soltanto grazie all’adozione a distanza. “Gli insegnanti ci dicono che quando arriva ci sono dei venti fortissimi e succedono molte cose brutte”.

Taslima ha 35 anni e vive con i suoi cinque bambini in una baracca costruita sull’argine di un fiume. Le tempeste, sempre più frequenti, hanno distrutto la loro casa già due volte. “Quando i miei bambini piangono per la fame, sento come una fitta al cuore”.

Cosa possiamo fare

Gestire le conseguenze dei cambiamenti climatici è uno degli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Proprio a causa di tali cambiamenti le alluvioni in Bangladesh sono sempre più disastrose.

Per far fronte a questo problema, bisogna approntare piani per la gestione delle emergenze, consolidare gli argini dei fiumi e formare dei gruppi di primo intervento. E possiamo fare tutto questo grazie all’adozione a distanza.

Dati: ActionAid.org.uk

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