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L’Italia obiettivo del terrorismo globale?


L’Italia è a rischio: si è ritagliata a pieno titolo un posto nella psicosi da attentati terroristici. Il terrorismo islamico per voce di Al Queda ha messo la nostra nazione ai vertici dei prossimi paesi obiettivi degli attentati terroristici globali.
giovedì 15 aprile 2004, di Tano Rizza - 5998 letture

L’Italia è entrata a pieno titolo nella psicosi attentati. Il terrorismo islamico per voce di Al Queda ha messo la nostra nazione nella Hit-parade dei sei paesi prossimi obiettivi degli attentati terroristici globali. Questo è il dato più allarmante. Ma il governo Berlusconi parla di nessun pericolo specifico, e tenta di fare entrare le Brigate Rosse nella lista dei terrorismi mondiali, al pari dell’Eta e degli integralismi islamici. Ma questa è un’altra storia.

Un clima quasi da guerra permanente, una tensione palpabile. Gli 007 italiani parlano di allerta massima, e rafforzano i controlli nelle principali infrastrutture. I numeri parlano di 9000 obiettivi a rischio, con 12.700 uomini schierati per la loro protezione in tutto il territorio nazionale. Sono ben 162 gli obiettivi protetti da 4000 militari e 702 le persone sotto scorta. Ed il governo non dichiara alcun pericolo specifico.

I servizi segreti stabiliscono la massima allerta fino al Primo Maggio, ma non pensiamo che il rischio dopo quella data non esista. I luoghi di ritrovo come gli stadi ed i concerti sono definiti "obiettivi sensibili", per buona pace della socializzazione della collettività. Tra i possibili obiettivi di un attentato in Italia figura "Città del Vaticano" luogo della massima espressione per la cristianità e ricordo delle crociate per gli integralisti islamici. Sinagoghe, moschee, ambasciate, consolati, scuole straniere e sedi istituzionali sono altri possibili obiettivi.

Intanto l’allarme è forte nelle nostre città, un allarme crescente che la popoloazione percepisce sulla propria pelle. Provate a fare un giro in una grande città qualsiasi in questo periodo, prendete una metropolitana in un’ora di punta, la gente ha il volto grigio dalla tensione; guarda con sospetto chiunque abbia un viso più scuro del suo, e magari porta uno zainetto dietro le spalle. Stessa storia se vi trovate in una stazione ferroviaria o in un’aereoporto. Una situazione che si sta inizando a fare seriamente pesante. Le città si militarizzano e questa cosa non trasmette sicuramente sicurezza. Dal canto suo il governo continua ad affermare di non preoccuparci. Quello spagnolo prima dell’11 marzo non era affatto preoccupato...

L’Europa sta sentendo vacillare le proprie certezze, soprattutto dopo l’attentato di Madrid; in tutto il continente si cerca di rinforzare il controllo antiterrorismo con il risultato di una crescente militarizzazione delle città. Il risultato è ancora una volta la diffusa incertezza e il sentimento di paura crescente dei cittadini che non si sentono protetti dai loro governi. Una prospettiva che non ha nulla di buono.

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> L’Italia obiettivo del terrorismo globale?
20 aprile 2004, di : Dante Razzino

ogni terrorismo ha un ricco mandante ed è contrario agli interessi del povero:il mandante spesso può essere anche lo stato nominalmente democratico, oppure organizzazioni sovranazionali economiche che lucrano, uccidono e distruggono e che questi stati tranquillamente permeano o che addirittura adoperano.Riconsideriamo tutto alla luce di tutto e tutti!
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