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Giovani a perdere a Carlentini, Francofonte e Lentini

Aumentano i giovani che bighellonano per le strade dell’ex "triangolo agrumicolo" della provincia di Siracusa

di Emanuele G. - martedì 10 maggio 2011 - 3021 letture

E’ un fenomeno nato in sordina perché le c.d. “istituzioni” – ma anche tutti noi cittadini al di sopra di ogni sospetto – hanno preferito voltarsi dall’altra parte. Sapete è meglio occuparsi dei propri pasticcetti o intrallazzi. Ci si guadagna di più. Che ce ne frega della realtà che ci circonda? Appunto…

Non so se prendete tempo di osservare quanto accade attorno a voi. Vi invito a perderne un po’ per girare le strade di Carlentini, Francofonte e Lentini. Cosa notate oltre il vuoto che attanaglia ormai da tempo immemore le tre cittadine? Frotte sempre più numerose di giovani che bighellonano in ogni dove. Senza una meta. Senza un perché. Dei perfetti sbandati.

Li notate subito perché sembrano tutti indossare la medesima uniforme. Giubbottino da aviatore o di finta pelle. Pantaloni sdruciti. Anche i pantaloni della tuta di ginnastica possono andare bene. Il look, poi, è patibolare Sguardi smunti, privi di espressione. Tipico di persone che hanno perduto ogni cognizione di vivere una vera vita. Capelli quasi rapati a zero. Occhiali da sole. Piercing. Orecchini di varia forma e forgia. Tatuaggi. Insomma un gran bel spettacolo. Indice di una perdita di identità non solo loro, ma dell’intero comprensorio del nord della provincia di Siracusa.

Si organizzano in bande. Pallidi imitatori di “Greese” o “Gioventù Bruciata”. Si muovono con scooteroni ultimo modello. Rombanti. Sfrecciano veloci per la strada. Il casco? Su dai… In alternativa le macchine più trendy e caciarone del momento. Non danno certo l’impressione di essere cultori della legalità. E si badi bene. Non appartengono solo alle classi più povere e marginalizzate. Questo è il modello del giovane in voga a Carlentini, Francofonte e Lentini. I giovani che hanno voluto cambiare scenario di vita, invece, hanno fatto le valigie e se ne sono andati.

Una domanda sorge spontanea. Visto che in apparenza non fanno nulla come passano il tempo? Già bella domanda. Anzi come fanno a permettersi scooteroni che costano parecchie migliaia di euro, capi griffati, il telefonino di ultima generazione e altri beni espressione di una fatua civiltà del consumo? A me pare che tutta questa marmellata di brutta gioventù costituisca la “manu militari” della delinquenza locale. Vivono di facili espedienti. Spaccio di droga. Estorsioni. Pizzo. Controllo del territorio. Micro delinquenza. Quando poi ci sono le elezioni sono volentieri i galoppini dei politici per fare il lavoro sporco nei quartieri.

Tutti noi – more solito – non ci accorgiamo di questo allarmante fenomeno che è sotto i nostri occhi perché preferiamo dormire sonni tranquilli. Che beati che siamo! Vogliamo rappresentare la parte dei borghesi piccoli piccoli. Il borghesismo ci ha infiacchiti a tal punto da essere noi stessi un nulla chiassoso. La nostra indifferenza ci condanna a mai reagire. Ad essere glabri fantasmi di noi stessi. Quante volte ogni giorno rinunciamo ad essere CITTADINI? Ho perso il conto. Purtroppo… Il problema si affronta quando c’è una società viva e consapevole. Ma qui siamo solo dei morti viventi! E non mi venite a dire che si tratta di una questione afferente all’ordine pubblico. Le forze dell’ordine fanno quello che possono in un clima di profonda ributtante omertà. Quando reagiremo?


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