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E’ nata una stella: Loop (Urok) di Isti Madarasz, è il miglior film dello Sci+Fi Film Festival di Trieste 2017

Reportage conclusivo del nostro corrispondente Vincenzo Basile dal Sci+Fi Film Festival di Trieste
di Vincenzo Basile - sabato 11 novembre 2017 - 2303 letture

L’annunciato Oscar della Fantascienza, ovvero il Premio Méliès d’or, assegnato dalla EuropeanFantastic Film Festival Federation al migliore dei sette film vincitori dei festival del circuito, è stato assegnato a: THELMA di Joachim Trier (Norvegia).

Il Méliès d’Or per il cortometraggio è stato assegnato a EXPIRE di Magali Magistry (Francia).

Il Premio Méliès d’argent del Trieste Sci+Fi FF – in collaborazione con la European Fantastic Film Festivals Federation,riservato alle lungometraggi di genere fantastico, di produzione europea è stato assegnato a LOOP (Hurok) di Isti Madarász.

La giuria, composta da Giuseppe Colella, responsabile della sezione cinema del COMICON, dall’ attrice Valentina Romani e dal regista Giancarlo Soldi, così si è espressa “una storia d’amore può essere raccontata in mille modi e qui il regista Isti Madarász sceglie di condurci in un labirinto di possibilità. La bellezza del racconto non è negli effetti speciali bensì nei personaggi speciali; la sceneggiatura infatti lascia loro il compito di condurci verso un finale semplice, ma inaspettato.”

THE MAN WITH THE MAGIC BOX di Bodo Kox è il vincitore del premio Asteroide assegnato alla Migliore Opera Prima (lungometraggio) di Fantascienza in concorso. Lo ha deciso la Giuria Internazionale di Trieste Science+Fiction Festival, composta dal disegnatore e scrittore Stefano Disegni, dal direttore artistico del Film Festival di Amsterdam Chris Oosterom e dal regista serbo Milan Todorović. Questa la motivazione dela giuria:

“Il regista racconta una storia autentica nella tradizione del cinema nazionale del suo paese. Con una scenografia impressionante, crea un universo che ricorda Orwell e Kafka, con echi del passato scuro di quel paese. In tal modo, egli mescola perfettamente stili del passato e del futuro. La sceneggiatura scritta sapientemente porta i personaggi coinvolgenti attraverso diverse epoche, proponendo un forte commento alla società odierna”.

Premio del pubblico, assegnato al film che riceve il maggior numero di voti dal pubblico in sala:

SALYUT-7 di Klim Shipenko

Premio CineLab, in collaborazione con DAMS discipline delle arti della musica e dello spettacolo, Corso di studi interateneo Università degli Studi di Udine e Università degli Studi di Trieste:

FRAMED di Marco Jemolo

“La scelta di premiare questo cortometraggio si è basata su vari aspetti: la stop-motion, usata sia come tecnica d’animazione che come soggetto della storia, la tematica meta-cinematografica dell’oggettificazione della persona e dell’attore, e una perfetta combinazione di tecnica e idee. Framed, nel campo della science-fiction, spicca per la potenza del messaggio e la claustrofobia coinvolgente”

Premio Stars’ War della Critica Web:

(assegnato da BadTaste, Cineblog, CineClandestino, Cinelapsus, Cinematographe, Long Take, Quinlan, Sentieri Selvaggi)

ZOMBILLENNIUM di Arthur De Pins, Alexis Ducord

Premio Rai 4, assegnato in partnership con il canale televisivo nazionale che trasmette film, serie televisive e produzioni originali:

COLD SKIN di Xavier Gens

“Per la felice sintesi tra i dispositivi spettacolari e narrativi di genere e l’ambizione a un apologo morale su un mondo alle soglie di una guerra mondiale, in un alternarsi di potenti immagini naturali, estenuanti attese, allucinanti apparizioni, notazioni sulla natura e sull’uomo; un cinema immaginato per schermi grandi, che non teme la classicità e non ha paura di emozionare lo spettatore ma neppure di impegnarlo in riflessioni su temi complessi. Un cinema che ci manca.”

Premio Nocturno, assegnato dalla redazione della rivista specializzata in cinema di genere fantastico e horror:

HOSTILE di Mathieu Turi

Premio alla Carriera Urania d’Argento, in collaborazione con la rivista «Urania» edizioni Mondadori:

SERGIO MARTINO

Stefano Bollani l’ospite d’eccezione del Trieste Science+Fiction Festival, con un concerto unico al Teatro Rossetti, ha eseguito il commento musicale di alcuni grandi capolavori del cinema muto di fantascienza, da Méliès a Novelli si sono visti o rivisti "Voyage à traversl’impossible" (Francia, 1904), "Voyagedans la Lune" (Francia, 1902) e "Lesquat’ centsfarcesdudiable" (Francia 1906), di George Méliès, "Voyageautour d’une étoile" di GastoneVelle (Francia 1906) e "Matrimonio interplanetario" di Enrico Novelli (Italia 1910)

Premio CineLab, in collaborazione con il DAMS interateneo Università di Udine e di Trieste a FRAMED di Marco Jemolo

«Non so se si possa già parlare di una nuova età dell’oro,ha detto in chiusura Daniele Terzoli,direttore della manifestazione, ma dal 2000, quando il nostro festival è rinato le case indipendenti hanno ricominciato ad affrontare il genere sci-fi a basso costo, non puntando più sugli effetti speciali ma riflettendo sul presente in prospettiva futura, rispondendo alle domande su come viviamo e con qual tipo di immaginazione». Alcuni fra i migliori esempi di questa fantascienza “filosofica” sono passati in questi anni al Science+Fiction, da “Moon” a “Looper”, da “Coherence” a “Monsters”.

E’ un trend che non fa che autolegittimarsi a ogni successiva edizione.

- Photo credits:

La foto di copertina e quelle in allegato sono dell’autore dell’articolo.


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