Il Comune di Firenze si doterà di un regolamento
etico che non permetterà agli istituti di credito implicati nel commercio
d’armi di avere rapporti economici con l’amministrazione.
Il consiglio comunale di Firenze ha approvato, con il voto unitario del
centrosinistra e della sinistra alternativa, la mozione sulla finanza etica
proposta dalla consigliera Ornella De Zordo della lista dei movimenti
"Unaltracittà/Unaltromondo". La mozione obbliga il Comune di Firenze a definire
un regolamento comunale che impedisca all’amministrazione di intrattenere
rapporti economici con le cosiddette "banche armate", ovvero quegli istituti di
credito inseriti nella relazione annuale della Presidenza del Consiglio dei
Ministri perché attivi, in base ai principi della legge 185 del 1990*, nel
favorire l’esportazione, l’importazione e il transito di materiale di
armamento.
Per fare solo un esempio i servizi di tesoreria comunale potranno
essere gestiti solo dalle banche non implicate nel commercio d’armi. "Con
questo regolamento - ha affermato Ornella De Zordo - Firenze si pone a livello
nazionale come punto di riferimento avanzato rispetto al rapporto fra finanza
etica e istituzioni. E in un epoca storica segnata dalla guerra permanente mi
sembra un’ottima risposta per la costruzione dal basso, con piccoli ma
significativi gesti quotidiani, di una pace solida, coerente con i principi
della nonviolenza."
Ornella De Zordo nel luglio scorso aveva denunciato l’operazione da 80milioni di
euro che la giunta Domenici, appena insediata, aveva concluso con Banca
Nazionale del Lavoro, banca armata per eccellenza, sostenendo come "l’impegno
per la pace non si può esaurire con l’invito a esporre le bandiere arcobaleno
alle finestre ma deve essere costruito attraverso comportamenti concreti, tra i
quali l’interruzione dei rapporti con le banche armate."
Oggi, a soli due mesi
di distanza il comune di Firenze ha deciso di dotarsi del regolamento sulla
finanza etica, che se approvato in tempi brevi consentirà alla città toscana di
mantenere il ruolo di operatrice di pace. "Nella scrittura della mozione è
stato fondamentale l’apporto dei gruppi consiliari di tutto il centrosinistra,
segno che - sostiene ancora De Zordo - l’opposizione a Berlusconi e al
berlusconismo può essere vincente se riesce a lavorare unitariamente su
contenuti forti, etici, rispettosi della dignità della persona, contenuti che
l’elettorato progressista ha già nel suo dna ma che spesso non vede perseguire
dai sui rappresentanti politici".
http://www.banchearmate.it/Dati/Relazioni/2004/Banche2003.xls
FONTE: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Relazione sulle operazioni
autorizzate e svolte per il controllo dell’esportazione, importazione e
transito dei materiali di armamento nonché dell’esportazione e del transito dei
prodotti ad alta tecnologia (Anno 2003), Roma, Senato della Repubblica, Atti
Parlamentari, Doc. LXVII n. 1, 2004 (cfr. Tabella S nell’Allegato E: Relazione
del Ministero dell’Economia e Finanze, Dipartimento del Tesoro-Direzione III)
Per un’analisi approfondita della Relazione 2004 sull’export di armi italiane si
segnala l’articolo "Armi e armi ancora" di Giorgio Beretta, apparso sull’ultimo
numero di Mosaico di Pace, rivista edita da Pax Christi Italia/Rete Lilliput: http://italy.peacelink.org/mosaico/articles/art_5637.html
Il pezzo è stato diffuso da: Agenzia Metamorfosi -
Comunicare il Cambiamento Sostenibile
http://www.metamorfosi.info