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Alluvioni in Kenya e Somalia, nuova emergenza umanitaria dopo la siccità

Come spiega Amref, il fiume Galana in Kenya, è esondato per poi riversarsi nelle sue antiche pianure alluvionali. (Fonte: www.agire.it)
di Redazione - martedì 8 maggio 2018 - 1298 letture

Kenya e Somalia si trovano ad affrontare una nuova emergenza umanitaria causata dai fortissimi nubifragi che hanno colpito estese zone dei due paesi africani. Dopo la lunghissima siccità che ha reso aridi e desertificati i terreni, da marzo si sono abbattute piogge torrenziali prolungate che hanno provocato alluvioni di grande intensità. In Kenya, secondo dati della Croce Rossa keniana, sarebbero ormai un centinaio i morti per il maltempo, mentre arriverebbero a 200.000 gli sfollati. La capitale Nairobi e le sue baraccopoli non sono state risparmiate e si contano ancora i danni. Molte scuole restano chiuse in tutto il paese dopo la chiusura per le vacanze pasquali.

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Alluvioni Kenya e Somalia

Come spiega Amref, il fiume Galana in Kenya, è esondato per poi riversarsi nelle sue antiche pianure alluvionali. Ma queste zone, sfortunatamente, non erano disabitate. Molte persone nel corso degli anni hanno stabilito proprio in quelle che erano verdi terre le loro dimore. Poi negli ultimi giorni è arrivata la pioggia, così tanta che a un tratto è sparito il confine tra cielo e terra. Gli argini del fiume non hanno tenuto e d’improvviso è stata solo acqua, acqua e fango. A migliaia sono stati improvvisamente costretti ad abbandonare le loro case. Famiglie che hanno perso tutto quello che avevano.

“In pochi giorni circa 3.000 persone sono state tratte in salvo dalle alluvioni“, racconta Arthur Mwai, operatore di Amref in Kenya. “La risposta all’emergenza è stata finora positiva, con l’esercito kenyota che ha attivato la sua flotta aerea per recuperare e spostare le persone verso terreni più alti e presso rifugi e campi per sfollati gestiti dalle varie ONG presenti sul territorio”, prosegue Arthur. “L’evento atmosferico ha chiaramente sconvolto le comunità”.

Le aree più colpite sono: la zona di Madunguni (i villaggi intorno a Madunguni) che si trova nel distretto di Kakuyuni. Qui risultano allagati diversi villaggi; l’area di Garashi, che si trova nella sotto-regione Magarini, oltre il fiume; alcune parti della contea di Lamu, intorno alle aree del delta del Tana.

In Somalia sono le regioni centrali le più colpite dalle alluvioni. Le agenzie dell’Onu stimano che siano circa mezzo milione gli sfollati che necessitano di aiuto immediato. Il governo somali si è attivato con il supporto della missione di pace (AMISOM) ma non riesce a coprire gli enormi bisogni di una popolazione già duramente provata. Le migliaia di sfollati, a causa della siccità e dell’instabilità politica, alloggiano in ripari di fortuna e non hanno potuto trovare protezione dalle piogge. Il presidente somalo Farmaajo in visita nell’area di Belet Wyene ha fatto appello alla comunità internazionale per convogliare risorse e aiuti a favore delle oltre 150mila persone colpite nella regione e delle 500mila a livello nazionale. Secondo la FAO, le alluvioni degli ultimi mesi sono tra le peggiori che il paese abbia mai sperimentato.


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