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A Siena una tre giorni di eventi sul ’68 per ripensare le lotte partendo dal basso

L’obiettivo, tenendo distinte le abissali mutazioni storico/politico/sociali/culturali intervenute nel frattempo (spesso e volentieri determinate proprio dalla frattura del ’68), vuole essere quello di creare una rete di discussione.

di Giuseppe Morrone - martedì 27 maggio 2008 - 10085 letture

Gli ultimi scampoli di primavera, a Siena, fra i locali della Facoltà di Lettere e Filosofia e quelli della Corte dei Miracoli, segneranno un appuntamento estremamente interessante: l’assemblea degli studenti di Filosofia dell’Università di Siena (con l’adesione, e la partecipazione, di altre realtà senesi quali il Siena Jazz e l’associazione Intrecci), completamente autogestita e senza nessun appiglio istituzionale, ha organizzato, infatti, per il 29, 30 e 31 maggio prossimi, un evento di livello nazionale dal titolo: “Ricominciamo dal ’68”.

Con proiezioni, musica all’aperto, mostre, laboratori, spazi di dibattito, letture collettive e conferenze (fra gli altri, saranno presenti Mario Capanna, Mario Tronti, Ida Dominijanni, Maria Luisa Boccia, Franco Piperno, Alberto Olivetti, Paolo Pietrangeli), si invitano i corsi di laurea di tutte le facoltà d’Italia a partecipare a questa “tre giorni”, durante la quale gli studenti si riscopriranno protagonisti.

Il senso, non meramente “memorialistico” (e, in effetti, di commemorazioni, fondamentalmente acritiche, ma non mancano le eccezioni, sul movimento del ’68, in questo suo quarantennale, ne abbiamo avute, fin ora, già un diluvio), è caratterizzato da una considerazione che, partendo dalla rivisitazione dell’esperienza storica del ’68 (specie italiano), attraverso le sue molteplici espressioni (Marcuse, l’operaismo, il femminismo, per non fare che tre esempi), le connetta alle pur diffuse, quanto frammentarie, Resistenze al Presente.

Un momento di catarsi collettiva per provare a ripartire, e riorganizzarsi, con nella mente un esempio eccezionale di presa di coscienza, rottura e, in fondo, rivolgimento (non necessariamente in senso positivo) delle, materiali, condizioni di vita.

L’obiettivo, tenendo distinte le abissali mutazioni storico/politico/sociali/culturali intervenute nel frattempo (spesso e volentieri determinate proprio dalla frattura del ’68), vuole essere quello di creare una rete di discussione, e d’azione, su tutto il territorio nazionale (e magari internazionale), partendo da una critica profonda del deficit di partecipazione attuale (in tutti i contesti, non solo in quello universitario, lì dove, tuttavia, il tasso di conformismo, passività e a-conflittualità intellettuale, spesso, raggiunge il culmine, per responsabilità e della prosopopea dei docenti e della banalità degli studenti) oltre che da una consapevolezza che vorrebbe la soggettività studentesca quale effettivamente, e politicamente, attiva negli interstizi reali della società contemporanea.

Come si sarebbe detto, esattamente a partire dal ’68: “dalle università alle fabbriche alle piazze uniti nella lotta per l’alternativa di società”. Le pratiche di svolgimento della “tre giorni” saranno, in ragione di quelli che sono i presupposti, assolutamente orizzontali oltre che interculturali (dimensione politica, dimensione ludica, cinema, musica, mostre): il nucleo dell’evento sarà costituito dai laboratori tematici, sorta di sperimentazione di riflessioni prodotte autenticamente “dal basso”, ma non solo, in quanto le stesse conferenze tenute dai personaggi che abbiamo in precedenza richiamato, si svolgeranno in forma di “tavola rotonda”.

L’idea che sta alla base di tutto il complesso di “Ricominciamo dal ’68” è quella dello Spazio altero, comune, totalizzante (si pensi ad altri due tasselli: i pasti collettivi, grazie alla collaborazione della mensa Bandini, e gli affitti solidali garantiti agli studenti che verranno da fuori) riconquistato all’atomizzazione del singolo, entro il quale far maturare la condivisione dei saperi, delle conoscenze e delle esperienze, fin minute, di ciascuna e ciascuno; in fin dei conti, l’idea, elaborata fin dal movimento senese dell’autunno 2005, di trasformare l’Università in un altro luogo possibile, multiverso, sovversivo e creativamente vissuto; ed è su questo crinale che va riconosciuta la pervicacia, e la complicata autonomia, mostrate, nell’organizzazione e nella realizzazione, dagli studenti di Filosofia di Siena.

Giuseppe Morrone e Stefano Casulli

PROGRAMMA

GIOVEDI 29 MAGGIO: Riprendere a pensare.

11.00: presentazione della “tre giorni” da parte degli studenti assieme al prof. Alberto Olivetti. Lancio dei workshops, della mostra editoriale e delle proiezioni, nonché spiegazione del programma. AULA H, PALAZZO DI FIERAVECCHIA; 13.00: pranzo presso la mensa universitaria; 15.00: inizio dei workshops; 17.00: “Il ’68 tra temporalità e soggettività”: conversazione con Franco Piperno, leader di Potere Operaio, e il prof. Alberto Olivetti. AULA 1, BASILICA DEI SERVI; Cena tutti insieme a mensa o in giro per la città; 21.30: concerto del gruppo Madeke Sound presso la CORTE DEI MIRACOLI.

VENERDI 30 MAGGIO: Rielaborare, ripensare quel tempo, il nostro tempo.

10:00-20.00: workshops; 10.30: “Femminismo, nonostante il ’68” con la presenza della prof. Maria Luisa Boccia e Ida Dominijanni. AULA A-B, PADIGLIONE ESTERNO SAN NICCOLO’; 13.00: pranzo presso la mensa universitaria; 17.00: “Domande sul ’68” confronto con il prof. Mario Tronti. AULA 356, SAN NICCOLO’; Cena tutti insieme; 21.30: concerto tenuto dai maestri del Siena Jazz e spettacolo con i giocolieri e gli acrobati presso la CORTE DEI MIRACOLI.

SABATO 31 MAGGIO: Siamo realisti, vogliamo l’impossibile.

9.00-11.00: workshops; 11.00: chiusura dei workshops ed elaborazione di un documento per fare il punto sulla “tre giorni”. AULA A-B PADIGLIONE ESTERNO SAN NICCOLO’; 13.00: pranzo tutti insieme; 17.00: tavola rotonda con il cantante Paolo Pietrangeli ed il leader del Movimento Studentesco, Mario Capanna: “1968-2008: pensieri tra passato, presente e futuro”. AULA A-B, PADIGLIONE ESTERNO SAN NICCOLO’; 20.00: cena condivisa alla Corte dei Miracoli; 21.30: concerto di Paolo Pietrangeli che ripropone le musiche del ’68 e pezzi nuovi del 2008, presso la CORTE DEI MIRACOLI.

Per maggiori informazioni: www.filosofiasiena.org


- Ci sono 9 contributi al forum. - Policy sui Forum -
A Siena una tre giorni di eventi sul ’68 per ripensare le lotte partendo dal basso
1 giugno 2008, di : Silvio

Ancora a parlare di lotte? Non vi bastano tutte le colpe del comunismo.
A Siena una tre giorni di eventi sul ’68 per ripensare le lotte partendo dal basso
1 giugno 2008, di : sicuro

Ancora col ’68? Non è meglio un 69?
A Siena una tre giorni di eventi sul ’68 per ripensare le lotte partendo dal basso
1 giugno 2008

Lotte? Ma fatemi il piacere! La maggior parte dei sessantottini lavorano in banca!
A Siena una tre giorni di eventi sul ’68 per ripensare le lotte partendo dal basso
1 giugno 2008, di : Federica

Se ci liberassimo, anche solo in parte, degli schemi e delle categorie che ci tengono imbrigliati ad un certo tipo di realtà allora esitereste a fare critiche di questo tipo! Non si vuole parlare ancora di lotta, ma di PARTECIPAZIONE, prerogativa indispensabile per "essere società"... Sono stati giorni di confronto e di crescita, di scambio e di convivialità. L’entusiamo e la voglia di lavorare sono il punto di partenza per creare una rete tra gli atenei italiani,per dare vita a nuove iniziative e per cercare di ribellarci alle gravi imposizioni forniteci imperativamente dall’alto. Cerchiamo di essere consapevoli della portata dell’evento e lavoriamo per far sì che anche le nostre posizioni abbiano voce in capitolo!
A Siena una tre giorni di eventi sul ’68 per ripensare le lotte partendo dal basso
2 giugno 2008, di : Giuseppe

Condivido in pieno quello che scrive Federica: riflessione e partecipazione. Ed è quello che si è visto durante la "tre giorni": laboratori creativi, dibattitti densi, rapporti umani coltivati all’insegna della spontaneità, privilegiando la dimensione del dialogo, così spesso drammaticamente alienata. Le polemiche scaturite dai tre messaggi precedenti sono evidentemente prive di costrutto. Nessuno vuole esimersi dall’imbastire un confronto critico sul ’68 e le sue contraddizioni (e detto questo, è da notare come l’iniziativa sia stata pienamente proiettata sul presente, come da intenzioni, scontata una pur necessaria presa d’atto storica), ma con argomenti non con battute superficiali e dementi.
A Siena una tre giorni di eventi sul ’68 per ripensare le lotte partendo dal basso
8 giugno 2008

Cari Federica e Giuseppe gradirei molto poter vedere pubblicati gli atti finali del convegno di Siena sul ’68.

Soprattutto vorrei capire due cose: 1) E’ ancora utile nel PRESENTE il ’68? & 2) Come è stato attualizzato nel PRESENTE un evento del PASSATO?

Vi pongo questi due interrogativi in quanto mi interesserebbe comprendere l’evento secondo la filosofia di Nietzsche ossia sulla necessità di andare oltre alla dicotomia PASSATO-FUTURO.

Il PASSATO spesso non è causa di infelicità?

A Siena una tre giorni di eventi sul ’68 per ripensare le lotte partendo dal basso
10 giugno 2008

Magari riusciamo pure a rinverdire i fasti dell’Italia stragista.. che ne dite?
A Siena una tre giorni di eventi sul ’68 per ripensare le lotte partendo dal basso
10 giugno 2008

Cosa dice Nice sulla dicotomia spazio temporale assiomatica presupposta dal precedente interventore attivo non so, quel che so è che nel presente c’è smpre meno spazio per il passato e troppo vuoto generato da un futuro solo illusorio. Conclusione: o siamo in un buco nero a massa zero oppure il phon è andato a massa dentro la vasca da bagno in cui mi stavo sciacquando gli zebedei.

Vi prego solamente di lasciare Nice al suo presunto nichlismo. In una sua dichiarazione postuma scrisse: io non sono nichilista, combatto il nichlismo sociale.. Risultato? Il nazismo ovviamente.

A Siena una tre giorni di eventi sul ’68 per ripensare le lotte partendo dal basso
12 giugno 2008, di : Giuseppe

Anzitutto, proviamo a firmarci. O si ha il coraggio delle proprie posizioni o si sta zitti. Questo, per la precisione. Provo a rispondere, anche se credo che, specie l’ultimo intervento sia dettato da un tasso di schizofrenia altamente variabile (la quale non è detto che sia un male...), forse perfino dettato da una malsana volontà scherzosa.

1) la "tre giorni" non rappresentava assolutamente un convegno sul ’68, come specificato dal programma posto in evidenza; indi per cui, mi dispiace, ma non ci saranno atti da pubblicare, bensì una pratica di partecipazione, e lotta, da portare avanti, semmai stimolata dalle questioni, e dalle critiche, emerse durante i laboratori e gli incontri;

2) a proposito del superamento della dicotomia passato/presente (e sua utilizzazione in questo caso); ho ben presente che Nietzsche, dall’alto della strutturazione dell’intero suo pensiero teso alla destrutturazione sistematica di tutto il Prima, la ponga in una luce particolare; non ho pretese di volere controbattergli (e tanto meno questo sarebbe il luogo), ma, semplicemente, di fare, modestamente, presente che, per quanto concerne i fenomeni sociali, culturali e politici, la continuità passato/presente, anche valorizzando le rotture sovente intervenenti, non può essere negata in nessun modo, pena lo scadimento nella teoria della contingenza pura e semplice (ma pure essa, se non è originata da una serie complessa di costrutti, perfino estemporanei, non ha modo di esistere). E’ questo un cardine sia della scuola conservatrice, sia di quella liberale, sia di quella marxista. So che Nietzsche se ne discostava, ma ciò non cambia il mio giudizio.

3) se vogliamo, e qui entriamo nel novero delle contraddizioni realmente discutibili di cui sopra, proprio a partire dal ’68 interviene una traccia di pensiero neo-nietzschiano nel processo d’identificazione dei movimenti di contestazione, la quale porterà, per il tramite del dogma della mercificazione assoluta imposto dalla fase di iper-capitalismo, alla società vuota, atomista ed opulenta odiena, con la scomparsa di un senso collettivo quale motore dell’agire sociale e politico.

Nietzsche non era nichilista? Non direi, checchè ne dica lui stesso... E, comunque, il nazismo, più che Nietzsche, lo hanno teorizzato (seppure nella forma concreta vi siano elementi assolutamente innovativi) pensatori del calibro di Fichte, Herder, Taine, Bàrres e Spengler, certamente non nichilisti, bensì portatori di una posizione definita e precisa, quella della Reazione alla democrazia progressista (e socialista) in nome della Nazione, della razza, della comunità storica, delle istituzioni cristallizzate nel tempo e non riformabili dalla volontà razionale dell’uomo.

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