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Potenza delle folle o Impotenza della politica?

Sabato 17 febbraio 2007 a Vicenza, capoluogo democristiano, leghista e produttivista per eccellenza, è scesa in piazza la Rappresentanza Diretta, comandata, per interposta persona, dalle istanze, comunitarie...

di Giuseppe Morrone - mercoledì 21 febbraio 2007 - 3555 letture

Potenza delle folle o Impotenza della politica? Si potrebbe marchiare, a fuoco, con tale immanente questione sociologica l’impressionante dimostrazione di forza fornita dal Movimento (ci piace etichettarlo semplicemente così…) al Potere eternamente disattivato, forse in troppe inutili istanze aggrovigliato.

Sabato 17 febbraio 2007 a Vicenza, capoluogo democristiano, leghista e produttivista per eccellenza, è scesa in piazza la Rappresentanza Diretta, comandata, per interposta persona, dalle istanze, comunitarie, politiche, ideologiche, della miriade di soggettività che il momento social/culturale italiano sta provvedendo ad esprimere. Quando Massimo D’Alema, e le sue casse di risonanza mediatiche, verranno a spiegarci per l’ennesima volta che “l’incoscienza di certa sinistra è disarmante” (cogliendo, fra l’altro, un notevole quanto veritiero giudizio di merito anagrammatico…) potremo rispondergli francamente che se la maturità si misurasse a permanenti compromessi coi poteri economici e finanziari saremmo ben contenti di restare eternamente dalla parte del torto.

Nessuno, a parte quelli duri solo a parole, vuole negare l’evidenza e seppellire sotto terra le importanti azioni intraprese, in tema di politica estera, dal governo di centro-sinistra: i paraocchi servono soltanto a chi millanta improbabili rivoluzioni proletarie o venerande sommosse armate. Con altrettanta forza dovremmo coerentemente ri-badire, soprattutto dopo la manifestazione, che la derubricazione ad irrisoria formalità urbanistica del raddoppio (perché di questo trattasi…) della base americana nel cuore della città di Vicenza, ha costituito uno schiaffo irricevibile e radicalmente contestabile per la locale popolazione, per le sedimentate realtà decentrate in opposizione modernizzatrice (No Tav, No Mose, No Ponte…), per una consistente fetta d’elettorato dell’attuale maggioranza di governo, per le persone che da anni scendono in piazza a reclamare il rispetto di un architrave, fondamentale quanto virtuale, della nostra Costituzione, per coloro che di quest’ultima pretendono lo strenuo rispetto dello stesso articolo 9 (“la Repubblica… tutela il paesaggio e il patrimonio artistico della nazione”), così ovvio da non poter esser calpestato neppure col pensiero, per quei cittadini americani che lucidamente si oppongono ad ogni tentativo di controllo dei loro stessi movimenti corporei, oltre ché mentali.

La questione è integralmente Politica (lo ripeteremo fino alla noia…) ed investe oscure infezioni mai sanate dalla nostra democrazia sorvegliata, denotando al contempo il grado massimo di separatezza che il potere ufficialmente esecutivo ha determinato rispetto a quello che dovrebbe essere il suo contesto d’azione privilegiato, le persone e le condizioni materiali, e che invece, al contrario, si trova ad essere forsennatamente ignorato.

Non si creda che il sussurrato spostamento, di qualche chilometro, della futura base, magari in campagna piuttosto che adiacente al centro storico, possa riuscire a contentare le sacrosante aspirazioni di una comunità decisa a rivendicare il proprio diritto all’autodeterminazione, o quantomeno alla consultazione dirimente (leggasi referendum, foss’anche autogestito…), sul territorio in cui soggiorna, fino ad ipotizzare rimedi estremi (occupazione dei cantieri…), e sostenuta nel suo intento da una forza umanamente critica non sottovalutabile ed irriducibilmente protesa verso l’idealità di una condizione eticamente superiore a qualsiasi sotterfugio pragmatico.

La bussola di Prodi, fra l’altro, ha convenuto di perdere qualche colpo, quando ha preteso di sintonizzare il suo rassicurante conformismo sulle frequenze del programma elettorale, lì dove di Vicenza nemmeno s’accenna e, se ci riferisce al tema delle basi (N.a.t.o. o americane) l’unica indicazione è quella di convocare una necessaria Conferenza per ridiscutere il tema generale delle servitù militari. Una ulteriore considerazione s’impone e riguarda le voci che aleggiano nell’aria a proposito della rinascita del Movimento. Esso non è mai sortito, né morto, né resuscitato: è chiaramente carsico, stante la frammentarietà permanente delle situazioni, ma quando ri-prende quota ri-esce a fugare ogni dubbio ed irrompe nel Reale con la forza compatta e tranquilla della protesta ragionata.

Presentandosi mescolato, fino all’indistinguibile, perfino nella sua composizione concreta rappresenta un’onda che ingloba l’orizzonte del possibile ed esprime l’imponderabile vivacità sovvertitrice. Scompagina servizi d’ordine, spezzoni contingentati e polizia, divelte vincoli ed appartenenze, ruggisce con un’unica voce, pur nella molteplicità dei suoi toni, scuote il grigiore dei vertici di palazzo e li colora di contraddizioni. Tutto questo è accaduto a Vicenza e da Vicenza s’irradia al buio delle italiche coscienze. Ecco la sostanza.

Le chiacchiere, preventive e posteriori, sull’andamento tranquillo o meno del corteo nemmeno dovrebbero scalfirci; soltanto chi non è stato mai a raccogliere, attraversare e vivere le pulsioni del popolo in giusta rivolta può permettersi arrampicate sugli specchi tanto azzardate, allo scopo di ripulirsi la coscienza e promulgando la perbenista immagine dei paladini dell’ordine agli occhi della massa sprovveduta e passiva.


- Ci sono 1 contributi al forum. - Policy sui Forum -
Potenza delle folle o Impotenza della politica?
23 febbraio 2007, di : sarvax

andiamo tutti insieme ad andare?

la mia sinistra non sa ora cosa fa la mia destra..

siamo un ammasso estremamente proiettato?

io sto qua, e tu dove sta?

io non pavo e tu?

amare il prossimo? (mm...)

nessuno dei papaveri rimase dopo l’orda.. (anche senza apostrofo)

e io, ora, mi cogghiu a strata?

muonnu stuortu!

(da Latina)