Un intervento di Nello Trincali, della Federazione dei Verdi di Catania. Piano Regolatore Generale di Catania: festival del cemento: Nessuna speranza per la crescita civile e sociale di Catania
Prima di entrare nel merito del Piano Regolatore Generale (PRG), il mio personale ricordo e il saluto dei Verdi, va a Umberto Chisari, presidente della Federazione dei Verdi di Catania e tesoriere regionale, scomparso improvvisamente la notte di Natale. Di Lui ricordo la grande affabilità e umanità, l’abnegazione che ha profuso nell’impegno politico. L’incarico di un intervento che, spero di onorare in sua memoria, mi era stato affidato da lui personalmente.
La Federazione Dei Verdi di Catania fa proprie le pregiudiziali al PRG da parte dei
partiti dell’Unione e cioè :
a) Illegittimità della Variante al PRG
b) Assenza localizzazione area servizi
c) Sovradimensionamento aree risorsa
d) Perimetrazione del centro storico
La nostra federazione ritiene che l’ipotesi di incontrollata cementificazione prevista
dal PRG renda irreversibile la questione urbanistica rispetto alle emergenze dell’inquinamento
ambientale e alla possibilità di uno sviluppo ecosostenibile.
In particolare devono essere escluse dalla cementificazione le aree costiere ( scogliere ,borghi marinari ecc…) per la particolare bellezza paesaggistica che la natura ci ha donato e che è già stata devastata dalle precedenti privatizzazioni e saccheggi dei pochi e soliti speculatori. La saga dei Cavalieri, per Catania, sembra non debba mai finire.
Le critiche e le proposte delle organizzazioni ambientaliste, Legambiente,Italia Nostra, W W F, LIPU, sono largamente condivisibili.
L’idea di creare un parco urbano costiero è da perseguire e sviluppare. E’ necessario
stabilire che la costa e il mare, dall’oasi del Simeto a Cannizzaro sono una risorsa naturale da preservare e di cui si deve definire la vocazione naturalistica, compatibile solo con attività ludico-turistiche non invasive. A proposito del “ Water-Front “ , un americanismo che fa pensare ad un colossal americano e che, per il rispetto della nostra identità e autonomia culturale, dovremmo abolire dal nostro linguaggio. Un termine che impoverisce, cementifica e appiattisce anche nel parlato una ricchezza naturalistica e paesaggistica senza confronti. Restituiamo anche alla lingua quella ricchezza di fraseggio, quella biodiversità architettonico/urbanistica che le previsioni cementificatorie del PRG vorrebbero fare sparire dal territorio catanese.
Il centro storico deve essere alleggerito dalla cementificazione e dal traffico caotico,
sanato da ferite speculative ormai cinquantennali che offendono profondamente i cittadini catanesi.
E’ fuori da ogni logica e buon senso l’ipotesi di un tunnel sotterraneo che dal Faro Biscari immetta e velocizzi nuovo traffico sul centro storico o sulla fascia costiera cittadina, che anzi deve essere attrezzata per la libera fruizione dei catanesi con attività senza impatto ambientale ( veliche,sportive, subaquee,piccola pesca ecc.. ).
Catania assomiglia più all’Idra dalle cento teste alla perenne ricerca di un Eracle
( Istituzione o classe intellettuale illuminata ) che ne decapiti quelle distruttive e restituisca a questa bistrattata città la propria multiforme identità. Di volta in volta è una città portuale, Milano del sud, città commerciale, Etna valley,city,città turistica ecc... .
In realtà non ha ancora una identità pur possedendo risorse naturali, paesaggistiche e culturali uniche. Non ha saputo svilupparsi in modo armonioso nella conservazione, nel rispetto rigoroso e nello sviluppo delle proprie risorse territoriali. Anzi proprio il PRG dimostra come dal dopoguerra in poi, la classe politica abbia prodotto nulla di meglio che il saccheggio incontrollato del territorio. Le ultime creazioni architettonico/urbanistiche significative risalgono ai primi del ‘900. Il liberty siciliano, in gran parte distrutto, ne è un esempio.
I successivi interventi urbanistici rappresentano quanto di più brutto esista nel panorama costruttivo. Costruzioni che dietro il paravento della modernità,rimangono ferite non rimarginate e che, pur avendo solo 50/60 anni, sono già architettonicamente vecchie. In realtà ha perfettamente ragione il consigliere Beretta che in consiglio comunale ha denunciato come, dietro il PRG, si nascondano interessi in cui il cemento e il mattone rappresentano l’unico valore.
In confronto la “ roba “ di verghiana memoria è pura poesia. Ciò che purtroppo colpisce è il grande vuoto, culturale e politico, di una classe dirigente che non ha la fantasia e il buon senso per immaginare una città multiforme, dinamica, moderna, efficiente, completa di infrastrutture e servizi, che partendo dalla tradizione entri definitivamente nella modernità: una città finalmente a misura d’ Uomo. Il provincialismo culturale è tale che neppure le idee di geniali e famosi urbanisti come Kenzo Tange hanno resistito allo stravolgimento del territorio. Si chiamano in causa, di volta in volta, Barcellona ( Gaudì ! ) e altre grandi realtà urbane mettendo in evidenza purtroppo il solco che ci separa da esse. Non esiste realtà che accumulando decenni di ritardi dello sviluppo, non rischi di rimanere periferica ed emarginata ( non è un caso il 123° posto nella classifica “Sole-24 ore“).
Si utilizzi l’occasione del PRG per stabilire criteri di innovazione progettuale, efficienza e risparmio energetico, ipotesi di sviluppo ecosostenibile che sono i soli e necessari per le emergenze dell’immediato futuro. In Germania, una città come Friburgo fra pochi anni applicando questi criteri nell’edilizia, nei trasporti e utilizzando fonti energetiche alternative, avrà il 30% dei consumi energetici da fonti rinnovabili, da efficienza energetica e nel massimo rispetto dell’ambiente.
I catanesi devono, attraverso il PRG, recuperare un rapporto più integrato con l’ambiente naturale della città. E’ inconcepibile che mentre tutte le città più avanzate vanno verso un recupero ambientale delle aree, Catania vede sparire progressivamente e rapidamente le aree verdi pubbliche e private. E’ pertanto assurdo che si spendano 19 ml di euro per manutenzionare la villa Bellini, ed esistono evidenti incongruenze, quando con la stessa somma si potrebbero creare altri parchi verdi in città. Altro dubbio rimane sull’ubicazione dell’ospedale San Marco in una zona aeroportuale che per un ospedale non è certo la migliore.
Forte preoccupazione nutriamo per la metropolitana che nel centro storico attraversa siti archeologici.Il pericolo è che si distruggano questi beni o si blocchino i lavori della metropolitana.
In riferimento ai criteri di premialità a fronte di interventi innovativi di efficienza
energetica, noi siamo nettamente contrari che vadano a vantaggio di maggiore cubatura edificabile;
si devono prevedere invece criteri di abbattimento di costi per opere di urbanizzazione e servizi.
Piano regolatore portuale
Le attività portuali richiedono un riordino generale che preveda la dislocazione delle attività commerciali e della pesca industriale nel porto e si restituisca la originale funzione a quelli turistici riservando ad essi attività di diporto velico–sportivo, piccola pesca, sport nautici con standard rispettosi dell’ambiente.
In atto c’è una grande confusione oltre che a un degrado ambientale di difficile recupero dovuto alla presenza di attività nautiche private che hanno cambiato e la morfologia e la destinazione d’uso, molto spesso sotto l’occhio distratto delle autorità marittime e portuali.
Porto Ulisse, uno degli scenari costieri più belli è quasi sparito e non è più suggestivo come quello ripreso da Germi e immortalato dalla coppia Mastroianni . Sandrelli. Purtroppo a dispetto del mito Porto Ulisse assomiglia di più a una discarica a cielo aperto.
I due porticcioli previsti a nord e a sud del porto grande saranno, se costruiti, per la loro allocazione, un vero disastro ambientale.
Mobilità e Trasporti
Dati forniti dal quotidiano locale, risalenti al 1998, vedono una presenza giornaliera in città di 150 mila mezzi, di cui 70mila per mobilità interna alla cintura urbana e 80mila provenienti dalla provincia. Altri dati recenti e attendibili non si conoscono.
E’ necessaria una vera rivoluzione culturale e strutturale per invertire una situazione ormai diventata caotica.
E’ indispensabile che le infrastrutture di intermodalità intercettino il traffico interurbano lungo la cintura urbana rappresentata in via di massima dalle zone confinanti della tangenziale.
La sola metropolitana sarà necessaria ma non sufficiente a impedire l’ingresso dei mezzi privati in città. Si dovranno individuare mezzi di trasporto di superficie alternativi per rendere il trasporto pubblico efficiente e conveniente rispetto ai mezzi privati. Sarà un paradosso, ma i vecchi
tram e filobus esistenti a Catania erano più attuali e rispettosi dell’ambiente degli attuali bus.
L’ipotesi di collegamento con i comuni limitrofi con mezzi di collegamento stradale su gomma (così detta metropolitana leggera che tale non è ) è da respingere a favore di infrastrutture fisse sopraelevate o sospese che possano integrarsi nel panorama paesaggistico pedemontano, diventando non solo un mezzo di trasporto sicuro e non inquinante ma anche una attrazione turistica.
Per definire la soluzione più innovativa si lanci in concorso di idee di alto livello.
I mezzi pubblici urbani dovranno essere alimentati con biocarburanti nell’attesa del passaggio definitivo alle celle a combustibile e all’idrogeno.
I mezzi pesanti come i tir non dovranno avere accesso in città, ma trasferire le merci su mezzi più piccoli e non inquinanti. Non è più possibile assistere a intere vie cittadine bloccate da mezzi pesanti o incroci di vie centrali ( etnea – Monserrato ) attraversati da tir che non riescono a svoltare, bloccando il traffico, sotto gli occhi dei vigili urbani.
Dalle dichiarazioni del sindaco e dei vari assessori della attuale amministrazione attraverso i mass media locali, risulta che a Catania non esiste inquinamento da traffico. Evidentemente il signor sindaco e i suoi onorevoli assessori non hanno l’abitudine di attraversare la città a piedi ( tranne che a S.Agata ). Se camminassero a piedi sicuramente sentirebbero i profumi che 150mila mezzi giornalmente scaricano nelle più belle e frequentate vie cittadine . Ma una domanda mi sorge spontanea. Come mai i rilevamenti non rivelano inquinanti se la cittadinanza ne soffre ?
L’amministrazione (che in genere e spesso viene smentita dai dati nazionali) risponde che le particolari condizioni atmosferiche locali favorevoli rendono l’aria pulita. E’ vero in parte, se così non fosse, dovremmo camminare tutti con le maschere antigas. Ma rimane il dubbio sulla attendibilità dei dati rilevati. Il trucco c’è ma non si vede. Almeno per i non addetti ai lavori.
L’attendibilità dei dati dipende da diversi parametri quali la quantità e qualità dei campionamenti e soprattutto la loro localizzazione. La maggior parte delle stazioni di rilevamento a Catania sono assenti dai punti critici dell’inquinamento e presenti in zone molto arieggiate. Sarebbe come rilevare il fumo delle sigarette, non nel locale fumatori, ma fuori della finestra. Altri dubbi esistono sugli enti (sconosciuti) gestori del servizio e su chi li controlla.
A Bolzano, dove il sistema funziona ottimamente, esistono 3 enti pubblici di controllo indipendenti l’uno dall’altro. Ma la vera chicca è che il nostro comune sta studiando nuovi filtri per le navi da crociera che, secondo recenti dichiarazioni del sindaco su un noto quotidiano di disinformazione locale, giornalmente inquinano come 14mila auto.
Allora io mi chiedo. Perchè una nave da crociera (o 14mila auto) inquinano e 150mila auto (cioè 10 volte di più) invece profumano?
E ‘ evidente a tutti che questa amministrazione gioca con i bilanci come con la salute dei cittadini catanesi.
Concludo dicendo che oggi il nostro compito non è solo quello di definire nel PRG quante case si devono costruire. Ma creare le condizioni migliori per un ambiente naturale e sociale che possa essere goduto dalle future generazioni. C’è ancora qualcuno che ama Catania e le sue bellezze? Grazie a voi tutti e buon lavoro ecosostenibile.
Catania 29/1/2007
Nello Trincali - Federazione dei Verdi di Catania