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Scialla

Regia di Francesco Bruni. (Italia, 2011, commedia, 95 min.) Con Fabrizio Bentivoglio, Filippo Scicchitano, Barbara Bobulova, Vinicio Marchioni.

di Orazio Leotta - sabato 3 settembre 2011 - 5692 letture

Dieci minuti di applausi in Sala Grande a Venezia alla proiezione di “Scialla”, film in concorso nella sezione Controcampo Italiano. Una commedia più che definirla lenta, da definire sorniona, ambientata a Roma e intrisa di gerghi giovanili, molti dei quali prettamente romaneschi.

D’altronde il grande sceneggiatore Francesco Bruni, qui anche regista, in passato è stato anche insegnante nonché rappresentante di classe per cui ha acquisito molta dimestichezza coi neologismi dei giovani. Impariamo ad esempio che “na certa” è il diminutivo di “a una certa ora”, così come “me s’accolla na cifra” indica una persona appiccicosa e poi “Bru” e “Bro” stanno per Bruno (Fabrizio Bentivoglio) e Brother, così come affettuosamente viene chiamato Luca (Filippo Scicchitano).

Barbora Bobulova E finanche il titolo “Scialla” sta per “Stai sereno, non c’è problema”. Le vicende ruotano attorno alla figura del professor Bruno Beltrame, un tempo scrittore ed insegnante molto amato dai suoi alunni, ora svogliato che dopo aver smesso con la professione si limita a impartire ripetizioni a studenti ancora più svogliati di lui. In più si dedica a scrivere libri per altri, biografie di calciatori, personaggi TV.

Per adesso è impegnato a redigere la vicissitudini di Tina, pornostar, ora anche produttrice di film hard. La sua vita avrà una scossa quando la madre di un alunno a cui dà ripetizioni è costretta a lasciargli il ragazzo, perché costei deve abbandonare l’Italia causa un nuovo lavoro di sei mesi in Africa e non può portare il bambino con sé. Ma al contempo gli fa una rivelazione choc: il padre del bambino è proprio lui. Francesco Bruni

La storia a questo punto spicca il volo, seguiranno colpi di scena a ripetizione, ove la dolce parlata padovana di Bentivoglio si mescolerà in un contesto romanesco molto particolare, ove s’incastona ad esempio la trovata del boss del quartiere particolarmente erudito, appassionato di Pasolini (quanto ce manca Pasolini, una delle sue citazioni a effetto) che toglierà le castagne dal fuoco al professore in un momento di particolare difficoltà, oppure del parallelismo figlio/padre con Enea/Anchise, studiato durante le ripetizioni.

Il mattone di fondazione di tutto il film è senz’altro Fabrizio Bentivoglio, attore a volte sottovalutato, ma qui assolutamente sontuoso, elegante, l’uomo giusto per questo ruolo. Francesco Bruni ha sentito talmente suo questo film che ha voluto dirigerlo personalmente (è infatti all’esordio come regista) e merita menzione anche un eccezionale sonoro, che per un film italiano è una positiva sorpresa - d’altronde Mario Iacone è il miglior fonico nostrano, che ha scelto fra l’altro sempre dialoghi puliti, senza sovrapposizioni di musica, rumori o dialoghi.


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