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La Romania è in Europa. Intervista a Cristian Colteanu ambasciatore della Romania in Italia

Da tempo la nostra testata ha deciso di intraprendere un percorso di conoscenza dell’Europa dell’Est. Un percorso lungo e certamente non esaustivo in quanto si tratta di una realtà complessa e multiforme. Oggi è il turno della Romania.

di Emanuele G. - martedì 10 aprile 2007 - 7781 letture

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bandiera della Romania

Dal primo gennaio di quest’anno l’Unione Europea si estende ancora di più ad Est con l’adesione della Bulgaria e della Romania. E’ stato un percorso difficile e non privo di ostacoli che ha comportato a questi paesi un severo monitoraggio delle loro attività sia interne che esterne. Al fine di conoscere meglio l’attuale situazione della Romania abbiamo deciso di intervistare il suo Ambasciatore in Italia, S.E. Cristian Colteanu. Prima di passare all’intervista desidero ringraziare la Dr.ssa Maria Artene e il Dr. George Bologan per il prezioso supporto ricevuto nella programmazione dell’intervista.

Lei è Ambasciatore della Romania in Italia dal 2003. Come giudica lo stato delle relazioni fra la Romania e l’Italia?

“Come ben noto, la Romania è legata all’ Italia per antichi vincoli di cultura e amicizia, vincoli che, durante l’ ultimo decennio, sono andati consolidandosi sempre più. Sono infatti passati 10 anni da quando l’Italia e la Romania hanno firmato la Dichiarazione di Partenariato strategico mirando ad un’ approfondita collaborazione nei campi politico-diplomatico, economico, culturale, turistico ecc. Tra questi un ruolo di fondamentale importanza ha rivestito la collaborazione economica, sulla quale vorrei soffermarmi. Sin dal 1997, l’ Italia si è costantemente collocata al primo posto tra i partner commerciali della Romania, con un interscambio che, alla fine del 2006, ha superato 10 miliardi di euro. Aggiungerei che, ad oggi, in Romania sono registrate oltre 21.000 società con partecipazione di capitale italiano, mentre negli ultimi tre ani si è notato un aumento dell’interscambio pari ad un miliardo di euro ogni anno. Si sono inoltre registrati dei mutamenti di rilievo per quanto riguarda la presenza delle società italiane in Romania: dalle piccole e medie imprese, prevalenti negli anni ’90, si è arrivati al coinvolgimento di grandi società, il che ha rappresentato non solo un salto di qualità, ma anche un elemento catalizzatore dei progressi registrati dall’economia romena negli ultimi anni. Inoltre, vorrei sottolineare che il mercato romeno è stato sempre più favorevole per i prodotti italiani. Viceversa, durante l’ultimo decennio, e soprattutto negli ultimi anni, si è manifestato un interesse crescente da parte dell’ imprenditoria romena per l’ Italia. Secondo una ricerca della Camera di Commercio di Milano, pubblicata all’ inizio del 2007, in Italia sono registrate attualmente oltre 17.000 imprese a titolare romeno, soprattutto nei settori delle costruzioni, del commercio, delle attività manifatturiere e dei trasporti. Tutti questi rapporti incrociati ci hanno permesso di conoscerci meglio, hanno fatto aumentare la fiducia reciproca. In questa prospettiva, stimo che l’ ingresso della Romania nell’ Unione Europea contribuirà ad accrescere ulteriormente la collaborazione tra i nostri Paesi, in un clima ancor più disteso e usufruendo delle nuove opportunità che offre la qualità di membro UE della Romania.”

Quali sono i settori a cui si sta lavorando per rafforzarle?

“Nella Dichiarazione congiunta firmata dai premier romeno ed italiano il 16 gennaio scorso, in occasione della visita ufficiale a Bucarest del Presidente Romano Prodi, si ribadisce che i nostri Paesi “intendono coordinarsi per perseguire i propri comuni obiettivi e rafforzare ulteriormente la loro collaborazione di reciproco interesse”, nonché “il comune impegno a cooperare a livello regionale ed europeo, nell’ambito dei Fori internazionali, all’insegna delle comuni origini latine che uniscono i due popoli da quasi due millenni”. La Romania è un Paese che dispone di potenzialità di mercato particolarmente interessanti. La presenza di importanti risorse naturali, il mercato di oltre 22 milioni di abitanti, la manodopera qualificata e a costi competitivi, la facilità di un’ estesa navigazione fluviale e marittima, una politica fiscale attraente (l’aliquota unica del 16% sarà mantenuta anche nel prossimo futuro) possono contribuire ulteriormente alla crescita dell’ interesse degli investitori italiani. Ci sono ampi spazi d’ investimento, soprattutto nell’ agroalimentare, nelle opere infrastrutturali, nei settori dell’energia, dell’ ambiente e del turismo. Inoltre, come già accennato, la Romania godrà di un insigne pacchetto finanziario europeo. La partecipazione ai programmi di sviluppo finanziati con fondi europei rappresenta un’opportunità reale anche per le società italiane.”

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S.E. Cristian Colteanu, Ambasciatore della Repubblica di Romania in Italia

Considera che la “cordiale entente” fra le due nazioni è fattore di stabilità per l’area mediterranea e balcanica?

“Senza dubbio. D’ altronde, la Romania, così come l’ Italia, manifesta un interesse speciale per lo sviluppo della politica dell’UE nella regione balcanica e nel bacino mediterraneo. Questo interesse si deve sia ai legami politici, economici e culturali tradizionali con i paesi dell’area, sia all’importanza che la i nostri Paesi annettono al ruolo della politica europea di vicinato per lo sviluppo di un’area di sicurezza e stabilità ai confini esterni dell’Unione. Lo sviluppo della cooperazione nell’ambito della Politica Europea di Vicinato deve perseguire l’avvicinamento dei paesi confinati agli standard europei di democrazia e stato di diritto, economia di mercato, istruzione e rispetto dei diritti sociali. Inoltre, la Romania accorda un ruolo importante allo sviluppo, nell’ambito PEV, dei progetti di cooperazione che possono interconnettere l’area balcanica e del bacino sud-mediterraneo con la regione del Mar Nero, proficuo dal punto di vista politico, economico e culturale per le relazioni tra l’UE e i paesi confinati. Da questa prospettiva, la cooperazione bilaterale romeno-italiana nella regione del Mar Nero e del Mediterraneo reca un importante contributo al consolidamento della pace, della stabilità e della sicurezza che riguarda l’intero continente.”

La Romania è appena entrata nell’Unione Europea. Come si sta adeguando il vostro Paese alle richieste della medesima Unione Europea?

“Il clima che si respira a Bucarest è senz’ altro uno ottimistico. D’ altronde, i romeni sono ben conosciuti per il loro “euro-ottimismo”. In tal senso, non è privo di significato il fatto che oltre due terzi della popolazione si è dichiarata a favore dell’adesione all’UE. Lo stesso ingresso della Romania nell’Unione è stato percepito dall’intero popolo romeno come un momento storico. L’adesione all’Unione Europea è stata considerata un obiettivo strategico nazionale: durante il processo di adesione, le autorità romene si sono impegnate ad implementare le riforme necessarie nel rispetto dei criteri di Copenaghen ed ad adottare le regole vigenti nell’ UE, con la quale condividiamo gli stessi valori. Dal punto di vista politico, l’integrazione vuol dire: una democrazia e uno Stato di diritto solidi; libertà, sicurezza, giustizia per i cittadini; società aperta, sistema politico pluralista. Dal punto di vista economico, la costruzione di un mercato libero e concorrenziale, con opportunità per le imprese e vantaggi per i consumatori; più posti di lavoro – risultato della crescita del medio d’affari. Ciò significa investimenti, sviluppo, prestazione che induce un tenore di vita sempre migliore. Le analisi delle istituzioni europee ed internazionali hanno messo in luce i successi registrati dalla Romania per il mantenimento della stabilità macro-economica e la promozione delle riforme strutturali. Le rilevazioni statistiche per gli ultimi anni illustrano, a loro volta, la dinamica dell’economia romena. La ristrutturazione o la privatizzazione di importanti società del settore energetico e bancario, l’ introduzione dell’ imposta unica di 16% sui redditi, la ri-denominazione della moneta nazionale, rappresentano ulteriori passi sulla strada dell’ adeguamento dell’ economia romena alle esigenze di un mercato moderno. Le autorità romene hanno manifestato una speciale attenzione per il miglioramento dell’ambiente d’affari, per l’attrazione di un volume sempre maggiore di investimenti stranieri diretti nell’economia. E’ questa la direzione nella quale si intende procedere anche in futuro, approfondendo le riforme, usufruendo al massimo del quadro e delle opportunità offerte dal mercato, europeo e non solo. La Romania sarà un partner europeo affidabile, dotato di prestigio politico nella regione e con una posizione geostrategica importante. Inoltre, essa rappresenterà un mercato economico di grandezza media, il settimo per dimensione e popolazione, offrendo delle opportunità concrete all’ economia europea. Le nuove strategie economiche della Romania quale membro a pieno titolo dell’ UE prevedono tra l’ altro: una maggiore attenzione al triangolo investimenti-innovazione-esportazioni, l’aumento della capacità di assorbi-mento dei fondi europei (circa 31 miliardi euro nel periodo 2007-2013), il mantenimento di un ritmo di crescita del PIL elevato, l’ individuazione di nuovi motori di crescita (IT e software), la promozione decisa del decentramento, il mantenimento di una fiscalità attrattiva ecc.”

Lei ha accumulato una più che decennale esperienza nel campo delle relazioni internazionali. Cosa bisogna fare per migliorarle?

“Come tutte le attività umane, anche le relazioni internazionali sono perfettibili. Ciò non significa che spariranno alti e bassi, confronti e disaccordi. D’altronde, anche questi sono parte della dinamica dell’ esistenza. Perciò non credo in un futuro idilliaco. Confido però che un maggior rispetto delle regole condivise, il perseguimento dei valori collaudati quali la democrazia, il rispetto dei diritti umani, lo sviluppo sostenibile ecc. possono condurre ad un’ ulteriore miglioramento anche nel campo dei rapporti internazionali. Così come sono convinto che la diplomazia, vista anche come l’ arte del compromesso, può portare un contributo non indifferente al rasserenamento di tali rapporti. In questa prospettiva, stimo che il desiderato potenziamento della voce dell’ Europa unita, portatrice di un’ antica tradizione democratica, sul palcoscenico internazionale è destinato a offrire un ulteriore stimolo all’ instaurazione di un clima di maggiore fiducia tra gli attori dello scenario mondiale.

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la Romania, cartina geografica

Come riesce a governare una Nazione sapendo che l’estero ricopre un sempre maggiore ruolo nella determinazione delle politiche nazionali?

“La globalizzazione e l’ interdipendenza sono diventate sempre più le assi portanti dello sviluppo, dello stesso progresso del mondo contemporaneo. In questo ambito, l’ atteggiamento altezzoso, nazionalistico, non porterebbe che in un vicolo cieco, ad un isolamento con gravi conseguenze per le popolazioni o per gli stati che lo dovessero subire. Certo, ciò non vuol dire l’ abbandono dei propri cittadini, la confusione dei ruoli a favore di qualche più o meno indeterminata entità estera. Le politiche nazionali dovranno però saper governare con saggezza e senso dell’ equilibrio questa fase dell’ evoluzione della società globale, senza preconcetti oppure vane quanto inutili paure, in rispetto delle peculiarità e degli interessi propri a ciascuno, ma, per quanto possibile, anche in armonia con gli altri soggetti internazionali. Nel contesto europeo, c’è da augurarsi l’ ulteriore consolidamento di una politica estera propria dell’Unione Europea, frutto della convergenza delle linee tracciate dai singoli governi degli stati membri.”

Ha un sogno? Cosa vorrebbe veder realizzato grazie al suo diurno impegno all’ Ambasciata della Romania in Italia?

“Ritengo che l’ aver vissuto, a Roma, lo storico evento del ricongiungimento del mio Paese all’ Europa, al quale ho contribuito secondo le mie possibilità e competenze, rappresenta per sé stesso una gratifica grande quanto un sogno avverato. Inoltre, ricordando quanto mi sono speso lungo tutti questi anni per l’approfondimento dei già intensi e amichevoli rapporti tra i nostri popoli e paesi, provo la soddisfazione di averli visti raggiungere un grado di eccellenza che mi auguro di mantenere. Dovremo, insieme, fare di più per la conoscenza reciproca, anche su un piano strettamente umano. Tra la Romania e l’ Italia c’è un’ amicizia di vecchia data. Ci lega un patrimonio comune di lingua e di storia, di rapporti di lungo percorso. Nonostante ciò, la mia sensazione è che, soprattutto per quanto riguarda le ultime generazioni, non ci conosciamo abbastanza. Credo che sia gli italiani che i romeni dovrebbero approfondire la cultura dell’altro, per molti versi simile; fare sì che ciascuno conosca meglio l’altro, ne parli la lingua, ne studi la storia, ne apprezzi il patrimonio di tradizioni e di costumi. In tal modo si potrebbe approfondire la comprensione, si possano fugare i preconcetti e approfondire l’ amicizia. Per concludere, vorrei rivolgere un caldo invito a tutti i vostri stimati lettori, di venire a incontrarci anche a casa nostra, in Romania, dove avranno modo di scoprire un ricco patrimonio naturale, artistico, culturale e spirituale. D’ altronde, per una felice coincidenza, il 2007 la città di Sibiu, una delle più belle città medioevali della Romania, è, accanto a Lussemburgo, capitale europea della cultura. Un’ opportunità in più, dunque, a incontrare la Romania, a conoscerci meglio! “Buona Pasqua” a tutti!”

Presidenza della Repubblica di Romania

Governo della Repubblica di Romania

Ambasciata della Repubblica di Romania in Italia

Ambasciata d’Italia in Romania

Agenzia Rompres

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La Romania è in Europa. Intervista a Cristian Colteanu ambasciatore della Romania in Italia
14 aprile 2007

La Romania è in Europa. I rumeni invece sono in Italia, che in Europa c’è e non c’è. Tutti vogliono l’Europa e tutti fuggono da essa? Perchè?

La risposta è una sola: il titolo più corretto sarebbe dovuto essere ’La romania entra nell’euro’. Perchè per l’appunto allo stato attuale l’Europa si esaurisce nell’euro. Brindiamo dunque a questo nuovo successo economico che andrà a vantaggio delle grandi imprese europee, non scordando il minutino di silenzio per le vittime dell’euro: i cittadini europei.

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