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La CIA dietro la morte di Alexei Navalny?

Non so se sia la CIA a fornire le “veline” da pubblicare alle agenzie di stampa cui attingono i giornali, ma è però certo che tutti i giornali all’unisono si scoprono giornali d’inchiesta in chiave anti-Putin.

di Natale Salvo - mercoledì 28 febbraio 2024 - 619 letture

Sono già 48 i morti, suicidi o “altre cause”, nelle carceri italiane al 23 febbraio. Quasi uno al giorno. Furono 157 nel 2023 e addirittura 171 nel 2022 [1]. Suicidi indotti dal vivere in un ambiente inumano o dalla paura di uscire e tornare in un ambiente dove starebbero senza certezze se non quella di essere emarginati. “Altre cause” poco chiare.

Dal 16 febbraio, data della comunicazione della morte del detenuto russo Alexei Navalny [2], solo il giornale online Open, ha pubblicato 37 articoli! Più di tre al giorno!

E quindi, « l’ipotesi avanzata da più parti dell’avvelenamento » appare il 18 febbraio alle 8:06 su Open [3] senza alcuna specifica su chi “avanza” questa “ipotesi” e sulla base di quale “straccio” d’indizio (non parliamo assolutamente di prove).

Ma alle 14:51 ancora Open [4] segnala, in un titolone, che « sul corpo ci sono lividi ». La gente si ferma lì, al titolo di solito. Nell’articolo i lividi sono infatti spiegati con convulsioni connesse ad un attacco cardiaco, proprio come da versione ufficiale russa. Ma allora c’è la spiegazione anti-putiniana che scatta: « Asfissia e arresto cardiaco sono tra gli effetti del Novichok, agente nervino con cui Navalny era stato avvelenato nel 2020 » ( ma stranamente sopravvisse! ).

Sulla teoria del veleno si ritorna subito dopo. « Una morte per crisi cardiaca improvvisa? Una cosa che ci si aspetta da un 80enne » riflette la redazione di Open il 21 febbraio [5] sotto un titolo allusivo: “avvelenato con il Novichok?”. Il giornale esprime quella che per lui è una seria preoccupazione: « si rischia che le indagini tossicologiche siano negative: un avvelenamento senza veleno »! Che non ci sia alcun avvelenamento è un’ipotesi che non sfiora la propria granitica certezza di Open.

Ma erano le 5:20 del mattino. Poi nella redazione di Open si “svegliano”, prendono il caffè e cambiano versione. Alle 11:46, secondo Open [6]: « Alexei Navalny sarebbe stato ucciso dai suoi carcerieri con un pungo dritto al cuore, una famigerata tecnica di marchio Kgb ».

Il 26 febbraio Open [7] invece scopre (?) che Alexei Navalny « doveva essere rilasciato nell’ambito di uno scambio di prigionieri con gli Usa e la Germania » ma « poi Putin avrebbe però deciso di uccidere Navalny per poi ottenere la liberazione di Krasikov con un altro detenuto politico ». Mah! Non si vede la logica, il nesso causa – effetto. Sparisce qui, tuttavia, il “come” Putin avrebbe ucciso Navalny.

Vien da credere che la morte di Navalny sia un affare per la CIA, gli Stati Uniti e l’operazione di propaganda anti-Russia. E quando si deve cercare un colpevole occorre sempre prima domandarsi “Cui prodest?”, a chi conveniva? Il colpevole è giusto trovato.

Mentre Open, e il resto della stampa portavoce del regime italiano, imperterrita, continua ad “indagare” sulla morte del russo Alexei Navalny, nessuno sa dirci come e perché, nel carcere di Trapani, tanto per citare un esempio, sia morto di “attacco cardiaco” un detenuto ad agosto scorso. Che c’entri anche lì il Novichok?

Fonti e Note:

[1] Ristretti, “Morire di carcere”.

[2] Open, 16 febbraio 2024, “Alexei Navalny è morto in carcere. Le autorità russe: «Si è sentito male dopo una passeggiata». Putin «informato» dei fatti”.

[3] Open, 18 febbraio 2024, “Le ultime ore di Navalny prima di morire: la «passeggiata» a -40 gradi, le telecamere rotte e il corpo nascosto”.

[4] Open, 18 febbraio 2024, “Morte Navalny, la rivelazione di Novaya Gazeta: «Sul corpo ci sono lividi». Le ipotesi dei paramedici”.

[5] Open, 21 febbraio 2024,“Alexei Navalny avvelenato con il Novichok? «L’autopsia in ritardo, ogni traccia sparirà»”.

[6] Open, 21 febbraio 2024, “«Tenuto al gelo per due ore e mezza, poi ucciso con un pugno al cuore». Ecco come sarebbe morto Alexei Navalny”.

[7] Open, 26 febbraio 2024, “«Navalny doveva esser scambiato con l’ufficiale russo Krasikov». La fondazione del dissidente punta il dito su USA e Germania”.

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