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Perdonami figlio mio

Una lettera da Gaza, pubblicata su L’Osservatore Romano il 29 febbraio 2024.

di Redazione - venerdì 1 marzo 2024 - 562 letture

Un giovane padre palestinese, rifugiato con la sua famiglia da oltre quattro mesi nella parrocchia della Sacra Famiglia di Gaza City per sfuggire ai bombardamenti israeliani, ha scritto al nostro giornale [L’Osservatore Romano]. Pubblichiamo la lettera ricevuta, che ha indirizzato al figlio in occasione del compleanno nella tragica circostanza della guerra in corso.

In questo giorno, quattro anni fa, Dio mi ha benedetto con il dono più bello e più prezioso: mio figlio Maher. Egli è la mia anima, la mia vita, il mio cuore, è tutto per me.

Perdonami, figlio mio.

Non avevo consapevolezza o non sapevo che questo sarebbe successo a noi.

Non potevo immaginare di vederti usare un bagno che non fosse quello della tua stanza o che tu avresti dormito lontano dal tuo cuscino, dai tuoi giocattoli, dalla tua stanza, dai colori per dipingere e dal calore del focolare. Non potevo sapere che avresti dormito in un materassino sul pavimento in un luogo strano per te.

Non potevo immaginare di sentire un giorno da te che sarebbero arrivati aiuti dal mare... legna da bruciare per cuocere il pane o il cibo. E tu non sai che qui non possiamo comprare il cibo nei mercati, perché non c’è, e non si trova nemmeno un barattolo della cioccolata che tu ami.

Non potevo avere coscienza che tu, figlio mio, avresti saputo cosa è la morte e la paura, avresti conosciuto cosa significa spostarsi di notte e né che saresti diventato un esperto militare, per saper distinguere i suoni degli aerei, delle bombe e dei cannoni dei carri armati... E non riesco nemmeno a sentire una tua parola... qual è la nostra colpa?

Perdonami, figlio mio, non avevo consapevolezza e non sapevo.

Perdonami, ho dimenticato che tu hai appena quattro anni di vita.

Questo è il nostro destino.

Bader Maher Tarazi


Questa Lettera è stata diffusa da L’Osservatore romano.


Censurato su Facebook

Il link a questo articolo, pubblicato su FaceBook (nel nostro gruppo Girodivite Fb), è stato sottoposto con nostro grande stupore a censura da parte del social network. Evidentemente l’Osservatore Romano rappresenta per FaceBook una fonte di notizie e informazioni eversive e che minano l’integrità morale dei suoi utenti.

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Screenshot dell\’avviso di censura su Facebook del 3 marzo 2024

Solo dopo le nostre proteste, e trascorse 24 ore, il link è stato ripristinato.



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