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Sanità pubblica, prorogare di un anno tutti i precari, fino alla stabilizzazione

USB chiede al ministro della Salute Roberto Speranza, alla Conferenza Stato-Regioni e a tutti i presidenti di Regione la proroga di tutto il personale precario del SSN attualmente in servizio, fino al raggiungimento dei requisiti necessari per ottenere la stabilizzazione.

di Redazione Lavoro - mercoledì 29 dicembre 2021 - 959 letture

Non è accettabile che migliaia di lavoratrici e lavoratori siano appesi al filo di continue proroghe ed è indispensabile che i contratti in scadenza il 31 dicembre 2021siano prorogati fino al 31 dicembre 2022, come è stato fatto nel Lazio e in Campania, grazie anche alle lotte e alle mobilitazioni di USB. Questo provvedimento, anche alla luce della circolare del Ministero della Salute che esorta le regioni ad attrezzare strutture Covid ospedaliere e territoriali per far fronte alla prevista fase acuta della pandemia, non è assolutamente rinviabile e chiediamo che venga adottato in tutte le regioni.

La stabilizzazione del personale precario deve essere accompagnata da immediate assunzioni dalle graduatorie concorsuali attualmente in essere perché c’è la consapevolezza, dati alla mano, che le previsioni fra uscite e ingressi danno nel 2024 un saldo negativo di circa 10000 unità di personale e questo, a fronte di una situazione di endemica sofferenza delle piante organiche, rischia di compromettere definitivamente la tenuta della sanità pubblica.

Circa 54.000 lavoratrici e lavoratori precari - fra medici, infermieri, oss e tecnici sanitari - sono stati reclutati in urgenza e impiegati nei momenti più duri della pandemia, gettati nei reparti Covid senza adeguata formazione e senza nemmeno il riconoscimento economico ottenuto dai loro colleghi a tempo indeterminato. Pensare, ancora una volta in un momento di forte recrudescenza della pandemia e di impennata dei contagi, di prorogare i contratti fino al 22 marzo, teoricamente il termine fissato per la fine per la fine pandemia, è miope e, per certi versi, immorale.

C’è l’assoluta e urgente necessità che la sanità pubblica sia messa in sicurezza e che - la pandemia ce lo ha insegnato e ce lo impone – si investa fortemente sulle risorse umane che la reggono. Chiediamo quindi al ministro della Sanità, alla Conferenza Stato-Regioni e a tutti i presidenti di Regione di attivarsi subito per prorogare di un anno tutto il personale attualmente precario nel Servizio Sanitario Nazionale, dare stabilità al sistema e ai lavoratori e arrivare alla stabilizzazione del personale sanitario precario assunto per far fronte alla pandemia.

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