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Mostra fotografica “i semi del cambiamento”

“I semi del cambiamento” ideata da Soka Gakkai International (S.G.I.), associazione internazionale nata in Giappone nel 1975, a Siracusa
di Francesca Cammarata - martedì 6 marzo 2007 - 6470 letture

Fino al 4 marzo è possibile visitare all’interno di palazzo Impellizzeri a Siracusa la mostra fotografica “I semi del cambiamento” ideata da Soka Gakkai International (S.G.I.), associazione internazionale nata in Giappone nel 1975. La S.G.I. persegue i suoi scopi di crescita sociale attraverso l’opera di associazioni presenti in circa 190 paesi al mondo, i cui esponenti sono accomunati dalla pratica della dottrina buddista fondata dal monaco Nichiren Daishonin nel XIII sec. Rappresentante italiano della S.G.I. è l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai con sede a Firenze e riconosciuto come ente morale e religioso dal 20/11/2000. La mostra si compone di foto paesaggistiche realizzate da Daisaku Ikeda, presidente onorario di Soka Gakkai e di sedici pannelli esplicativi ordinati in modo a costruire un percorso di fruizione. L’allestimento è avvenuto con il patrocinio del comune di Siracusa e la collaborazione degli esponenti dell’Istituto Buddista Italiano residenti nel territorio. I visitatori ricevono il supporto delle guide che accompagnano il pubblico durante la visione dei vari pannelli esplicativi.

I primi tra questi illustrano le precarie condizioni in cui si trova l’ambiente naturale a partire dall’inizio dell’ultimo secolo fino ai giorni nostri, quelli successivi propongono possibili vie d’uscita. In primo luogo viene fatto riferimento alle emissioni di CFC, anidride carbonica e anidride solforosa nell’atmosfera di cui solo l’Europa è responsabile di una quantità che oscilla tra il 25% e il 30%. Si fa inoltre riferimento al milione di barili di petrolio disperso ogni anno nelle acque del golfo persico, all’inarrestabile processo di deforestazione, alla minaccia delle specie viventi quindi alla biodiversità. La denuncia continua nel ricordare i venticinque paesi al mondo in cui gli abitanti non hanno accesso all’acqua potabile e a quelli i cui i minori, soprattutto bambine, non hanno accesso all’istruzione. In uno dei pannelli posti più avanti si sottolinea come lo sviluppo sociale non coincida necessariamente con la crescita economica e pone alla ribalta il concetto di “sviluppo sostenibile” accompagnato ad un progetto di diffusione, presso tutte le comunità umane, della Carta della Terra.

Lo spirito della mostra, come dice la portavoce dei promotori Anna Adorno, contiene il principio, sostenuto dalla dottrina buddista, di relazione tra tutti gli esseri viventi. Questa implica un rapporto biunivoco tra uomo e natura celebrato nei suggestivi scorci naturalistici di Daisaku Ikeda, allo stesso modo viene ricordato lo stesso rapporto tra uomo e uomo. Illuminante a tal proposito è una citazione di Luther King jr: “un’ingiustizia che verifica in un posto qualsiasi è una minaccia per la giustizia ovunque”. Con la mostra “I semi del cambiamento” inoltre, precisa la Adorno, si afferma la prassi ritenuta utile dagli appartenenti di S.G.I. ai fini della trasformazione sociale, un metodo che privilegia il dialogo e la formazione individuale.

Lontano dal propagandare i dettami della propria confessione religiosa i membri del S.G.I. propongono temi di emergenza sociale prettamente laici che bastano da soli a giustificare la manifestazione. La costruzione di una civiltà umana basata sul rispetto del mondo che ci circonda nella sua totalità prescinde da qualunque credo (il fatto che privati di ossigeno non possiamo più respirare, del resto, è un dato empirico e non un atto di fede). Il perseguimento di un obiettivo comune inoltre rappresenta una risposta a chi paventa scontri di civiltà tra popoli legati a diversità culturali inconciliabili .Infine la Adorno accusa la sempre più crescente rilevanza acquisita dal singolo individuo nella cultura occidentale, in nome della cui libertà vengono azzerati i vincoli con la comunità umana o più in generale con l’ambiente nel quale è inserito.

In realtà nel messaggio di cui la mostra vuol farsi portatrice è proprio l’individualità di ciascuno ad assumere un ruolo chiave nel processo di trasformazione del mondo. Si pensi ad esempio al ruolo che assumono l’istruzione e l’informazione. Attraverso queste l’azione di ogni individuo scaturirà sempre da una consapevolezza e non dall’accettazione passiva ad un precetto per esempio religioso o sociale. L’iniziativa dei singoli è esaltata, sui pannelli della mostra, nell’esempio delle donne keniote, ciascuna delle quali semina un albero in risposta all’inarrestabile disboscamento della foresta africana.

L’iniziativa sembra rivolgere l’ invito ad ogni uomo a gettare dei semi all’interno della propria realtà per avere un mondo più giusto. Il valore e la creatività del singolo individuo, così celebrati, non appaiono “schiacciati” nell’atto di perseguire un bene comune, rappresentano piuttosto una piccola spinta in grado di innescare un “effetto domino” destinato a sconfinare in eventi di maggiore portata.

La mostra “I semi del cambiamento” inaugurata a Siracusa il 22 febbraio 2007 proviene da un lungo giro in vari paesi del mondo iniziato nel 2002 e continuerà a muoversi spostandosi verso la Calabria dopo la data del 4 marzo.


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GRAZIE PER IL REGALO !
12 marzo 2007, di : Giacomo |||||| Sito Web: Mostra Fotografica "i semi del cambiamento"

Bravi e ancora bravi! Questo si che significa non perdere il proprio tempo prezioso! Fra qualche tempo emergerà chiaro a tutti gli uomini la netta differenza delle azioni che nascono da un inpulso egoistico o dal senso di protezione verso l’umanità.Penso per es. a chi concentrato solo su se stesso, "costruisce" una vita piccola piccola a cui si attacca come un cane rabbioso al suo osso. Mossi dal solo istinto di conservazione la luccicanza interiore viene inghiottita dall’oscurità, lo sa bene chi ha superato i 40 anni e non è mai riuscito a contrastare il proprio egoismo. Comunque c’è sempre una possibilita fino all’ultimo istante! Ancora Complimenti per l’iniziativa!

Giacomo