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L’Occidente finito in trappola

L’intervista dell’ex primo ministro francese Dominique De Villepin prova a restituire voce all’Europa, ma fuori dall’ufficialità diplomatica.

di Redazione - martedì 31 ottobre 2023 - 751 letture

L’ex primo ministro francese, Dominique De Villepin, in una intervista televisiva che sta facendo il giro del mondo, un paio di giorni fa, ha voluto segnalare la trappola in cui siamo cascati. Credo che sia interessante riportare il discorso perché è molto critico, ma allo stesso tempo non sembra venire "dall’altra parte del fronte" come si dice. Nonostante questo i cari motori di ricerca faticano a restituirci bene info e dati su questo discorso, a sottolineare anche come esiste in Occidente una ferma censura di regime o di sistema che va oltre i singoli governi nazionali. Proviamo a tradurre e sottolineare alcuni dei passaggi più importanti. Il video integrale è in francese.

“Hamas ci ha teso una trappola- dice – e questa trappola rischia di portare a un’escalation del militarismo, ad i ulteriori interventi militari, come se con gli eserciti potessimo risolvere un problema così grave come la questione palestinese. Ma c’è anche una seconda grande trappola, che è quella dell’occidentalismo, ovvero l’idea che l’Occidente, che per 5 secoli ha gestito gli affari del mondo, potrà continuare a farlo in silenzio e questo che potrebbe assomigliare ad una guerra di civiltà, potrebbe isolarci ancora di più sulla scena internazionale. Esiste anche una terza trappola, quella del moralismo. E qui abbiamo in un certo senso la prova, attraverso ciò che sta accadendo in Ucraina e ciò che sta succedendo in Medio Oriente, di un doppio standard che viene denunciato ovunque nel mondo, anche nelle ultime settimane quando mi sono recato in Africa, in Medio Oriente o dell’America Latina”.

Le critiche sono sempre le stesse: guarda come vengono trattate le popolazioni civili a Gaza, denunciate quello che è successo in Ucraina ma siete molto timidi di fronte alla tragedia in atto a Gaza. Consideriamo il diritto internazionale e la seconda critica mossa dal Sud del mondo. Sanzioniamo la Russia quando aggredisce l’Ucraina, sanzioniamo la Russia quando non rispetta le risoluzioni delle Nazioni Unite, e sono 70 anni che le risoluzioni delle Nazioni Unite vengono votate invano e che Israele non le rispetta.”

Il link all’intervista. Link al video su Youtube.

In breve, sta spiegando [1] che l’Occidente si ritrova intrappolato nella fallacia dei costi irrecuperabili: ha giocato tutta la posta su un certo quadro etico, ma si è ritrovato confutato dalle sue stesse azioni e le élite al comando trovano ormai difficile se non impossibile ammettere la colpa o l’illecito e correggere la rotta. Al contrario i leader arroganti e psicopatici dell’Occidente potrebbero scegliere di “andare fino in fondo” e forzare l’imposizione della loro ontologia ormai falsificata al resto del mondo.

Questo ha finito per produrre una mutazione che è ormai rende molto ardua la fine delle ostilità: “La causa palestinese era una causa politica e laica mentre oggi siamo di fronte ad una causa islamista. Ovviamente questo tipo di causa è assoluta e non ammette alcuna forma di negoziazione. Ma anche da parte israeliana si è verificato uno sviluppo: il sionismo era laico e politico, sostenuto da Theodor Herzl alla fine del XIX secolo, Ciò significa che anche loro non vogliono scendere a compromessi, e tutto ciò che fa il governo di estrema destra israeliano, continuando a incoraggiare la colonizzazione, ovviamente peggiora le cose”.

Ora che le cose hanno assunto dimensioni bibliche, messianiche, escatologiche, grazie anche, se non soprattutto, all’incapacità dell’occidente di badare non al diritto, ma al proprio interesse, ci sono pochissimi modi per disinnescare le cose e le uniche speranze riguardano le spaccature all’interno degli stessi sistemi occidentali. Ma De Villepin, teme che l’Occidente potrebbe essere intrappolato nel seguire Israele rischiando fondamentalmente la propria distruzione totale per la follia e la vanità biblica di qualcun altro.

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Netanyhau - La seconda fase della guerra è l’attacco di terra

L’intervista dell’ex primo ministro francese Dominique De Villepin prova a restituire voce all’Europa, ma fuori dall’ufficialità diplomatica. Quasi un ultimo disperato grido di avvertimento: fermiamoci prima che sia tutto troppo tardi, prima che finiamo in trappola. Non sembra che neppure la sua voce possa essere ascoltata.

[1] Prendiamo da: Simplicissimus.


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