Giacomo
Di Leo è nato a Motta San Giovanni (R.C.) il 12-07- 1960. Entra in
politica all’età di 17 anni, e sin d’allora comunista ha
mantenuto
una
sua coerenza di principi e d’ impostazione, dopo aver militato in
Democrazia Proletaria e Praxis (organizzazione coordinata dal
siciliano
Mario Mineo), entrambe compagini della sinistra extraparlamentare,
confluisce nel Partito della Rifondazione Comunista, aderendo alla
tendenza di sinistra di Marco Ferrando. Esce dal Prc (contestando
la
natura confindustriale del governo Prodi-Bertinotti di centrosinistra),
dopo una breve parentesi nel Pdac, confluisce nel Pcl insieme alla
sua
corrente originaria di sinistra coordinata da Marco Ferrando e Franc
o
Grisolia, per poi promuovere anche in Sicilia il Partito Comunista
dei
Lavoratori, di cui è tuttora portavoce nazionale Marco Ferrando.
Di
Leo è
laureato (1986) in Filosofia indirizzo storico, con 110 e lode.
Attualmente insegna Materie Letterarie nell’Istituto
d’Istruzione
Superiore di Furci Siculo (Me). Dai suoi studi, oltre che dalla sua
famiglia e dal suo ambiente proletario e popolare, ha derivato la
sua
cultura, il suo senso di giustizia e solidarietà verso i settori
più
oppressi e indifesi della società capitalistica. Attivo in diverse
lotte
sociali, già R.S.U. Cobas nella scuola. Promotore, insieme ad
altri
cittadini, del Comitato No Frane della riviera jonica messinese; ha
svolto attività contro il dissesto idrogeologico prima e dopo la
tragica
alluvione di Messina Sud, Scaletta e Giampilieri del 1 ottobre 2009.
E’
stato candidato all’unanimità da tutte le sezioni del Pcl
siciliano,
con l’intento di dare espressione ai bisogni e alle esigenze dei
lavoratori, precari, disoccupati,donne, giovani, e della
popolazione
povera siciliana. Combatte insieme al suo partito contro i vari
governi
confindustriali e dei banchieri (siano essi di centrodestra o di
centrosinistra), per liberare la societa siciliana e nazionale,
oltre
che internazionale, dalla dittatura del profitto e dai suoi partiti,
per
un progetto comunista, di nuova civiltà.
I CINQUE PUNTI DEL PROGRAMMA :
Per il diritto al lavoro, nella dignità e con pieni diritti sociali
e
sindacali. Per la sicurezza nell’ambiente in cui si lavora e si
vive,
forti
investimenti contro il rischio sismico ed idrogeologico, dirottando
soldi delle
spese militari e della società stretto di Messina, di cui chiediamo
l’immediata
chiusura, per mettere a norma edifici pubblici e privati e
combattere il
dissesto idrogeologico del nostro terrirorio, che si è manifestato
tra l’altro
tragicamente, con l’alluvine di Scaletta Zanclea, Giampilieri e
Messina Sud .
Per la salvaguardia del salario, salario minimo intercategoriale di
1500
euro, Indennità salariale ai disoccupati, riduzione dell’orario di
lavoro a
parità di paga e scala mobile dei salari e delle pensioni contro l’
inflazione;
Per il diritto alla salute, all’abitazione, all’istruzione, alla
mobilità e
alla previdenza attraverso servizi pubblici sotto controllo sociale;
Contro la guerra imperialista e per la chiusura immediata delle
basi
militari di guerra Nato e Usa (MUOS). Riconversione ad uso civile
degli
aeroporti;
Occupazione delle imprese che chiudono e licenziano;
nazionalizzazione,
senza indennizzo e sotto controllo operaio e sociale delle imprese e
delle
banche, per il rilancio dell’economia attraverso un piano sociale di
sviluppo
ad opera di un governo dei lavoratori.