Il Partito Comunista dei Lavoratori in corsa alle Regionali

I cinque punti del programma della lista capeggiata da Giacomo Di Leo.
di Redazione - venerdì 19 ottobre 2012 - 4619 letture

Giacomo Di Leo è nato a Motta San Giovanni (R.C.) il 12-07- 1960. Entra in politica all’età di 17 anni, e sin d’allora comunista ha mantenuto una sua coerenza di principi e d’ impostazione, dopo aver militato in Democrazia Proletaria e Praxis (organizzazione coordinata dal siciliano Mario Mineo), entrambe compagini della sinistra extraparlamentare, confluisce nel Partito della Rifondazione Comunista, aderendo alla tendenza di sinistra di Marco Ferrando. Esce dal Prc (contestando la natura confindustriale del governo Prodi-Bertinotti di centrosinistra), dopo una breve parentesi nel Pdac, confluisce nel Pcl insieme alla sua corrente originaria di sinistra coordinata da Marco Ferrando e Franc o Grisolia, per poi promuovere anche in Sicilia il Partito Comunista dei Lavoratori, di cui è tuttora portavoce nazionale Marco Ferrando.

Di Leo è laureato (1986) in Filosofia indirizzo storico, con 110 e lode. Attualmente insegna Materie Letterarie nell’Istituto d’Istruzione Superiore di Furci Siculo (Me). Dai suoi studi, oltre che dalla sua famiglia e dal suo ambiente proletario e popolare, ha derivato la sua cultura, il suo senso di giustizia e solidarietà verso i settori più oppressi e indifesi della società capitalistica. Attivo in diverse lotte sociali, già R.S.U. Cobas nella scuola. Promotore, insieme ad altri cittadini, del Comitato No Frane della riviera jonica messinese; ha svolto attività contro il dissesto idrogeologico prima e dopo la tragica alluvione di Messina Sud, Scaletta e Giampilieri del 1 ottobre 2009.

E’ stato candidato all’unanimità da tutte le sezioni del Pcl siciliano, con l’intento di dare espressione ai bisogni e alle esigenze dei lavoratori, precari, disoccupati,donne, giovani, e della popolazione povera siciliana. Combatte insieme al suo partito contro i vari governi confindustriali e dei banchieri (siano essi di centrodestra o di centrosinistra), per liberare la societa siciliana e nazionale, oltre che internazionale, dalla dittatura del profitto e dai suoi partiti, per un progetto comunista, di nuova civiltà.

I CINQUE PUNTI DEL PROGRAMMA :

- Per il diritto al lavoro, nella dignità e con pieni diritti sociali e

sindacali. Per la sicurezza nell’ambiente in cui si lavora e si vive, forti

investimenti contro il rischio sismico ed idrogeologico, dirottando soldi delle

spese militari e della società stretto di Messina, di cui chiediamo l’immediata

chiusura, per mettere a norma edifici pubblici e privati e combattere il

dissesto idrogeologico del nostro terrirorio, che si è manifestato tra l’altro

tragicamente, con l’alluvine di Scaletta Zanclea, Giampilieri e Messina Sud .

- Per la salvaguardia del salario, salario minimo intercategoriale di 1500

euro, Indennità salariale ai disoccupati, riduzione dell’orario di lavoro a

parità di paga e scala mobile dei salari e delle pensioni contro l’ inflazione;

- Per il diritto alla salute, all’abitazione, all’istruzione, alla mobilità e

alla previdenza attraverso servizi pubblici sotto controllo sociale;

- Contro la guerra imperialista e per la chiusura immediata delle basi

militari di guerra Nato e Usa (MUOS). Riconversione ad uso civile degli

aeroporti;

- Occupazione delle imprese che chiudono e licenziano; nazionalizzazione,

senza indennizzo e sotto controllo operaio e sociale delle imprese e delle

banche, per il rilancio dell’economia attraverso un piano sociale di sviluppo

ad opera di un governo dei lavoratori.


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