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Helen Walsh: Millie e una notte


La vita di Helen Walsh è stata scandagliata dalla stampa inglese nei particolari. Si sa che è nata a Warrington (Liverpool) 27 anni fa da padre inglese e madre malese...
lunedì 19 settembre 2005, di Redazione Antenati - 6772 letture

di B. Marietti, La Repubblica delle donne Kataweb.it

La vita di Helen Walsh è stata scandagliata dalla stampa inglese nei particolari. Si sa che è nata a Warrington (Liverpool) 27 anni fa da padre inglese e madre malese, che ha preso il primo Ecstasy a 13 anni, prima di aver dato il primo bacio.

Che a 16 è scappata di casa e a Barcellona ha lavorato nel quartiere a luci rosse organizzando appuntamenti sexy per travestiti e prostitute. Che l’anno dopo è tornata a Liverpool, si è iscritta all’università e si è laureata in sociologia con una tesi sulle devianze sessuali.

Infine, che è riuscita a uscire da una crisi depressiva scrivendo il primo romanzo sul tavolo della cucina di sua madre.

Una vita spericolata che somiglia molto a quella di Millie, la protagonista di Senza pudore (in originale Brass, puttana), l’anno scorso caso letterario che ha scioccato critica e pubblico in Inghilterra.

Perché Millie, diciannovenne "dagli occhioni liquidi da pazza" definita dalla critica "un’antieroina del ventunesimo secolo", di giorno è svogliata studentessa universitaria, di notte inquieta cacciatrice che si aggira per le strade di Liverpool in preda a una "voglia di depravazione assoluta, di umiliare e di essere infangata" attraverso esperienze estreme: dal sesso a pagamento con prostitute bambine o drogate al whisky a fiumi, fino a "paste" e cocaina consumate nel frastuono di discoteche alla moda.

Senza pudore è un romanzo a due voci, quella cinica e disperata di Millie alternata a quella di Jamie, il suo migliore amico in procinto di sposarsi e mettere la testa a posto.

E attraverso Millie Walsh racconta una generazione perduta, che deve toccare il fondo prima di risalire. Da Liverpool, dove ancora vive e si occupa del recupero sociale di ragazzi a rischio, Helen racconta come è nato il romanzo: "Millie è l’esorcismo dei miei demoni. E possiede parecchie sfumature della mia vita, per esempio non ama le mezze misure, passa dall’euforia alla depressione. Mi è dispiaciuto finire di scrivere Senza pudore perché avevo sofferto tanto per Millie. Mi addolorava svegliarmi al mattino senza di lei. Ho ancora la tentazione di andarla a cercare per Liverpool. Mi aspetto quasi di vederla uscire barcollando da un bar".

Il suo è il ritratto realistico di una generazione?

"Sì, noi siamo la generazione che più di ogni altra ama prendere rischi. Siamo cresciuti in una società tormentata dall’Aids e dalla guerra. Il nostro subconscio ci dice che un giorno viviamo e quello successivo possiamo morire, e ci incoraggia a prendere rischi con il sesso e le droghe.

Lei è stata paragonata a un Irvine Welsh al femminile...

Ho letto Welsh quando portavo ancora le trecce e l’apparecchio per i denti. È molto lusinghiero essere paragonati al padre del realismo moderno. Ha spianato il cammino a molti scrittori che, come me, parlano di sballi chimici e di autodistruzione.

La stampa inglese sembra più interessata alla sua vita sessuale che al libro.

È perché molti giornalisti inglesi sono repressi e sessualmente frustrati.

(10 set 2005)


Scheda: Senza pudore

La giovanissima figlia di un professore universitario e una prostituta adolescente che fanno sesso orale su una lapide. Cosí inizia "Senza pudore". Millie, di giorno annoiata studentessa della middle class, di notte inquieta predatrice che si aggira per le strade di Liverpool a caccia di ragazzine, prostitute e uomini poco raccomandabili. Due voci si alternano in questa discesa agli inferi. La prima, lirica appassionata coinvolgente, è quella di Millie, l’altra, sanguigna e piena di buon senso, è di Jamie, suo grande amico e compagno di bagordi. Il loro rapporto entra in crisi quando lui decide di sposarsi e lei compie un viaggio interiore nel corso del quale farà i conti con i propri desideri.

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