Le
ragioni della lotta contro l’incremento del trasporto aereo, contro la
costruzione del terzo polo aeroportuale nel Lazio, in difesa del diritto
alla salute, in difesa dell’ambiente, in difesa di un uso corretto delle
risorse pubbliche, per un modello di mobilita’ sostenibile, per il diritto
di tutti a sapere e decidere insieme su questioni che tutti riguardano.
Occorre contrastare l’attuale perniciosissima crescita esponenziale del
trasporto aereo: una crescita insostenibile sotto ogni punto di vista, ed in
primo luogo alla luce dell’abnorme contributo che il trasporto aereo da’ al
surriscaldamento del clima.
Occorre un’azione consapevole, persuasa, diffusa e coordinata per una
drastica riduzione del trasporto aereo. Un’azione immediata, urgente.
Occorre difendere la biosfera, la salute e i diritti delle persone, la
democrazia.
Occorre diffondere una adeguata sensibilizzazione, sostenuta da una
informazione accurata, scientificamente fondata e che raggiunga ogni
persona.
*
Nessuno pensi di poter eludere le vere questioni con sofismi addirittura
ripugnanti.
La realta’ e’ che l’Alto Lazio e’ un’area gia’ pesantemente gravata di
servitu’ di ogni genere: militari, energetiche, speculative, e solo il
dispiegarsi di grandi lotte sociali ha impedito che la situazione fosse
ancora peggiore: se non avessimo sfidato e sconfitto la lobby nucleare, se
non avessimo sfidato e sconfitto la lobby della Supercassia devastatrice dei
nostri cospicui beni ambientali, oggi il quadro sarebbe ancora piu’ tragico.
Chi sperasse di metterci a tacere dicendoci ancora una volta (ce lo dicevano
ai tempi del nucleare, ce lo dicevano ai tempi della Supercassia) che tutto
e’ gia’ deciso, che tutti i prominenti sono gia’ stati acquisiti (e sappiamo
come si acquisisce il consenso dei prominenti) alla causa dell’ennesima
grande opera, che schiacceranno facilmente la nostra opposizione, si inganna
ancora una volta.
Perche’ noi conosciamo questo piccolo segreto: che finche’ tu resisti i
devastatori non hanno ancora vinto; che finche’ tu resisti gli speculatori
non hanno ancora vinto; che finche’ tu resisti nulla e’ definitivamente
perduto: ed anche le piu’ forti e proterve concrezioni di potere
affaristiche e devastatrici possono essere fermate.
Posso ben dirlo io, che della storia della resistenza nel viterbese al
modello di sviluppo di servitu’, della storia della resistenza nel viterbese
alla penetrazione dei poteri criminali, della storia della resistenza nel
viterbese al regime della coruzione, reco nitida e profonda la memoria,
perche’ quelle lotte - condivise con tante e tanti altri, e tra essi alcuni
buoni e grandi maestri che da anni ci hanno lasciato per sempre - sono parte
della mia vita.
*
E vorrei far chiarezza su un punto di metodo una volta di piu’.
Tra coloro che in piena buona fede si impegnano per la realizzazione del
terzo polo aeroportuale del Lazio, e per la sua localizzazione a Viterbo, vi
sono molte brave persone ed alcuni amici assai cari. Con loro vogliamo
continuare ad interloquire, sappiamo che condividono tanta parte delle
nostre reali e non sminuibili preoccupazioni per l’ambiente, per la salute
delle persone, per i rischi riferiti al modello di mobilita’ e di sviluppo
che da una eventuale realizzazione dell’opera inevitabilmente deriveranno.
Ma cio’ che conta e’ che vogliamo che la popolazione tutta sia informata
seriamente, sulla base di dati scientifici e documentari certi ed
incontrovertibili, sulle conseguenze della eventuale realizzazione della
sciagurata opera.
Poiche’ nessuno ha potuto negare che gli effetti ambientali, sanitari e di
sistema saranno pesantissimi.
E non potendo negare questo fatto, fin qui amministratori poco scrupolosi e
forse loro stessi poco informati e poco disposti all’ascolto e allo studio
hanno preferito la retorica piu’ becera e la propaganda piu’ greve,
nell’intento di tenere la popolazione dell’Alto Lazio all’oscuro dei forti
argomenti in base a cui e’ ben ragionevole opporsi all’opera proposta.
Non solo: e’ ragionevole valutare che l’allocazione di risorse pubbliche per
l’aeroporto non fungera’ affatto da volano per un’economia coerente con le
vocazioni produttive del territorio, ma deprimera’ ed impoverira’ ancor piu’
l’Alto Lazio e la sua popolazione, dirottando disponibilita’ altrimenti
valorizzabili.
E questo mentre ancora attendono realizzazione interventi infrastrutturali
adeguati e necessari come quelli per la ferrovia, che potrebbe divenire -
nella provincia in cui si trova il fondamentale nodo di Orte - il cuore
pulsante dell’economia altolaziale. Sono cose che quelli con la barba bianca
come me sanno bene, mentre gli amministratori piu’ giovani sembrano
ignorarle del tutto: a loro consiglierei di leggere le migliaia di pagine
(tra cui non poche scritte di mio pugno) della Conferenza economica
provinciale che alla meta’ degli anni Novanta fu un’occasione di confronto e
di progettualita’ straordinaria e di cui si e’ persa completamente la
memoria (ahime’, penso sovente che la parte piu’ cospicua del mio lavoro di
pubblico amministratore sui temi della programmazione territoriale sia
destinata a restare una testimonianza a futura memoria - dopo tanti anni non
e’ piu’ possibile coltivare illusioni).
*
Una notazione infine, col sorriso sulle labbra.
Mentre le persone che stanno dando vita nel viterbese ad un’azione
d’informazione per tutelare l’ambiente bene comune e la salute diritto di
tutti stanno finalmente ottenendo che si apra una discussione vera; e mentre
anche alcuni pubblici amministratori - come il presidente della Provincia e
il sindaco del Comune di Viterbo - pur avendo posizioni opposte alle nostre
riconoscono pubblicamente la qualita’, gravita’ ed ineludibilita’ delle
preoccupazioni che il comitato che si oppone all’aeroporto sta ponendo; e
mentre riconoscono la serieta’ ed ineludibilita’ delle preoccupazioni che
stiamo ponendo anche molti amici del comitato pro aeroporto con i quali e’
sempre utile, piacevole e fruttuoso confrontarsi sulla base del reciproco
riconoscimento della bonta’ dei rispettivi intenti; ebbene, mentre questo
accade purtroppo non manca la solita sarabanda di coloro che - forse perche’
intimamente dubbiosi delle proprie ragioni, e per questo pertanto
esacerbati - nulla sanno fare di meglio che insultare gli altri con sconce e
triste - triste, piu’ che tristi - menzogne ed ingiurie. La propaganda e’
davvero una brutta bestia. E’ una brutta bestia sempre, e quando e’ per una
cattiva causa e’ ancor peggio.
Ma sono cose che conosciamo gia’.
Ebbe a riflettere Gandhi che in ogni mobilitazione sociale e politica
nonviolenta, dapprima si deve affrontare l’indifferenza, il tentativo di
ammutolire la tua voce e di denegare l’esistenza stessa delle tue ragioni
sotto una coltre di silenzio; quando questa forma di contrasto fallisce si
passa allo scherno, all’offesa grossolana e volgare, al tentativo di
trascinare nel ridicolo cio’ che non si sa affrontare in serieta’ e rigore.
A Viterbo anche questa seconda fase va rapidamente esaurendosi (certo,
resteranno gli attardati, i mentitori di professione e i giullari che ogni
corte mantiene, ma e’ gia’ un fenomeno residuale). Ci attende la fase
ulteriore. Di gran lunga piu’ impegnativa, come tutte le persone amiche
della nonviolenza sanno bene.
*
Difendiamo l’ambiente globale: ridurre il trasporto aereo e’ una urgente
necessita’ se vogliamo evitare il disastro climatico.
E difendiamo il nostro territorio da un’opera che danneggia gravemente
l’ambiente, che danneggia gravemente la salute delle persone, che danneggia
gravemente la possibilita’ stessa di uno sviluppo autocentrato che valorizzi
e non distrugga le vocazioni produttive locali e gli straordinari beni
ambientali e culturali che ancora abbiamo nell’Alto Lazio nonostante le
tante offese che il nostro territorio ha gia’ subito e ogni giorno subisce.
*
Difendere l’ambiente e la salute, promuovere i diritti umani e la
democrazia, opporsi allo sperpero delle risorse pubbliche, impegnarsi per
costruire opportunita’ di lavoro sicuro e qualificato. Questo e’ il nostro
impegno.
Per questi motivi ci opponiamo al progetto del terzo polo aeroportuale.
Per questi motivi chiediamo la riduzione, drastica e immediata,
dell’insostenibile trasporto aereo.
Editoriale di Peppe Sini, uno dei punti di riferimento per Girodivite del movimento nonviolento e nostro carissimo amico, apparso su NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO, Numero 172 del 5 agosto 2007