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Aiutiamo chi è caduto in miseria

L’epidemia non solo riduce gli svaghi dei ricchi e i profitti dei più ricchi, ma impoverisce drasticamente chi vive del proprio lavoro, e scaraventa nella miseria chi era già povero.
di Peppe Sini - domenica 29 marzo 2020 - 555 letture

Sta crescendo vertiginosamente il numero delle persone che precipitano in condizioni di di povertà estrema, di vera e propria indigenza. Sembra che i ricchi e i potenti al governo dello Stato e delle Regioni non se ne accorgano neppure.

Il papa invece sì, quasi unica tra le persone che hanno voce pubblica, e con lui ogni persona di volonta’ buona, ed ogni persona appartenente alle classi sfruttate ed oppresse, rapinate ed emarginate.

L’epidemia non solo riduce gli svaghi dei ricchi e i profitti dei piu’ ricchi, ma impoverisce drasticamente chi vive del proprio lavoro, e scaraventa nella miseria chi era gia’ povero.

Alla paura del contagio, della malattia, della morte si aggiungono il terrore e la disperazione della fame, l’umiliazione dell’abbandono nella solitudine, e la percezione straziante e abissale della strutturale e deflagrante violenza di una societa’ organizzata per promuovere la massimizzazione del profitto anziche’ per garantire i diritti umani di tutti gli esseri umani.


Occorre premere nonviolentemente sul Governo affinche’ cessino immediatamente gli sperperi e gli abusi e si destinino le risorse per salvare le vite di chi e’ piu’ in pericolo, in pericolo per la malattia, in pericolo per la fame, in pericolo per la disperazione e l’inedia. Apra gli occhi chi governa lo Stato, si smetta di effettualmente perseguitare con azioni ed omissioni chi piu’ soffre.

Ed ugualmente occorre premere nonviolentemente sulle Regioni affinche’ cessino immediatamente gli sperperi e gli abusi e si destinino le risorse per salvare le vite di chi e’ piu’ in pericolo, in pericolo per la malattia, in pericolo per la fame, in pericolo per la disperazione e l’inedia. Apra gli occhi chi governa le Regioni, si smetta di effettualmente perseguitare con azioni ed omissioni chi piu’ soffre.

Ma occorre anche premere nonviolentemente sui Comuni. Immediatamente, affinche’ immediatamente e adeguatamente i Comuni soccorrano le persone piu’ in difficolta’, affinche’ approntino con la massima tempestivita’ aiuti straordinari per le persone in condizioni di indigenza o che nell’indigenza stanno rapidamente precipitando. E’ nell’azione tempestiva dei Comuni la chiave di volta per fronteggiare immediatamente, garantendo il cibo e gli altri generi di prima necessita’, le piu’ urgenti esigenze vitali della parte piu’ bisognosa di sostegno sociale, oltre e piu’ e prima ancora che sanitario, della popolazione.


Proponiamo quindi a tutte le persone di volonta’ buona, alle esperienze associative democratiche, ai movimenti della societa’ civile, di aggiungere alle altre iniziative che stanno gia’ attuando - a cominciare dalla condivisione dei beni essenziali con chi e’ loro vicino ed ha piu’ bisogno di aiuto - un impegno in piu’, necessario ed urgente.

Scrivere ai sindaci dei Comuni affinche’ le amministrazioni comunali organizzino tramite i propri servizi sociali la messa a disposizione di generi di prima necessita’ a tutte le persone che vivono nel loro territorio e che ne facciano richiesta.

Il volontariato, le organizzazioni caritative, stanno facendo molto, ma occorre l’intervento pubblico. E’ l’intervento pubblico che e’ decisivo. E il primo intervento pubblico qui e adesso deve consistere nel fornire ad ogni famiglia in difficolta’, ad ogni persona che ne abbia urgente bisogno, l’indispensabile per continuare a vivere.


Vi proponiamo pertanto di inviare al sindaco del vostro Comune - utilizzando i canali telematici - una lettera del seguente tenore:

"Egregio sindaco,

le scriviamo per sollecitare l’amministrazione comunale ad immediatamente adoperarsi affinche’ a tutte le persone che vivono nel territorio del comune sia garantito l’aiuto necessario a restare in vita. Attraverso i suoi servizi sociali il Comune si impegni affinche’ tutti i generi di prima necessita’ siano messi gratuitamente a disposizione di tutte le persone che non disponendo di altre risorse ne facciano richiesta. Crediamo sia un dovere - un impegnativo ma ineludibile dovere - che il Comune puo’ e deve compiere con la massima tempestivita’. Salvare le vite e’ il primo dovere. Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita’, alla solidarieta’. Occorre soccorrere, accogliere e assistere ogni persona bisognosa di aiuto. Confidando nell’impegno suo e dell’intera amministrazione comunale, voglia gradire distinti saluti

Firma, luogo e data Indirizzo del mittente"


Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita’, alla solidarieta’. Siamo una sola umanita’ in un unico mondo vivente casa comune dell’umanita’ intera. Chi salva una vita salva il mondo.

Il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo

Viterbo, 28 marzo 2020


Mittente: "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: centropacevt@gmail.com

Il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo e’ una struttura nonviolenta attiva dagli anni ’70 del secolo scorso che ha sostenuto, promosso e coordinato varie campagne per il bene comune, locali, nazionali ed internazionali. E’ la struttura nonviolenta che oltre trent’anni fa ha coordinato per l’Italia la piu’ ampia campagna di solidarieta’ con Nelson Mandela, allora detenuto nelle prigioni del regime razzista sudafricano. Nel 1987 ha promosso il primo convegno nazionale di studi dedicato a Primo Levi. Dal 2000 pubblica il notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza e’ in cammino" che e’ possibile ricevere gratuitamente abbonandosi attraverso il sito www.peacelink.it



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