Prodi cade al Senato

Pubblicato giovedì 24 gennaio 2008.

Il Senato ha negato la fiducia al governo Prodi con 156 si’, 161 no e un astenuto. Tre senatori (Pallaro, Pininfarina e Andreotti) non hanno partecipato alla votazione.

L’ex ministro della Giustizia Clemente Mastella ha votato no alla fiducia per il governo Prodi. Passando sotto il banco della presidenza per esprimere il suo voto e’ stato applaudito dai senatori del centrodestra, ma lui con la mano ha fatto il cenno di smetterla. Lamberto Dini ha votato no. Contro il governo hanno votato, oltre agli esponenti del centrodestra, anche: Barbato, Fisichella e Turigliatto.

La replica di Prodi "Sono qui perchè ogni crisi deve essere affrontata a viso aperto e non nei corridoi". Con queste parole il presidente del Consiglio ha iniziato la sua replica alle dichiarazioni di voto.

Prodi ha elencato i successi del suo governo: "Abbiamo rimesso in piedi il paese, ripristinato l’avanzo primario" e in politica estera: il ruolo dell’Italia in Libano, impeganta per la pace, la moratoria sulla pena di morte.

E ancora: la lotta all’evasione, il taglio dell’Ici, un piano di edilizia popolare. Quanto all’ambiente, ha dichiarato che "il governo ha affrontato le emergenze senza addossare le colpe, come sarebbe stato facile, al precedente governo". "Tagliare i costi della politica non è stato un gesto per ottenere il consenso. Solo dando esempi si ottengono risultati".

Il governo ha ricordato Prodi ha risanato i conti pubblici e tagliato la spesa pubblica e dopo l’accordo sul welfare è pronto a diminuire le tasse e ad aumentare i salari, garantendo l’aumento della produttività come rappresenta l’accordo sul contratto dei metalmeccanici. "Non nego che avremmo potuto fare di più, ma la legge elettorale ci impedì una larga maggioranza". "Abbiamo urgente bisogno di riforme, conme giustamente ha osservato Napolitano, riforme che abbiano il respiro della politica. Ho colto e condiviso la sollecitazione del Presidente per una riforma elettorale. Siamo difronte a una scelta da compiere. Abbiamo il dovere di mostratre ai nostri figli una strada fatte di regole".

Il primo intervento di Prodi al Senato "Questa doveva essere l’occasione per parlare di giustizia tema su cui in questi giorni si è aperta la crisi di governo. Mi sono già espresso sul tema. Voglio ribadire la mia solidarietà e del governo al ministro Mastella. Su di lui ci sono state strumentalizzazioni e opportunismi".

Prodi ha richiamato l’attenzione dei senatori sull’importanza di un testo che mette in evidenza luci e ombra della giustizia italiana.

"Sono qui al Senato per rispettare e applicare la Costituzione con lo spirito dei Costituenti. La Carta non prevede infatti la prassi delle crisi extraparlamentari, mozioni di sfiducia individuali a un ministro". Lo ha detto Romano Prodi spiegando le ragioni che lo hanno spinto a parlare oggi a Palazzo Madama per chiedere la fiducia.

Nessuno può sottrarsi nel momento in cui un governo cade di indicare quale altra maggioranza, quale altro programma sceglie. Un dibattito come questo deve essere di costruzione non di distruzione. Sono qui per assumermi le responsabilità che mi competono. Il Paese ha più che mai bisogno di essere governato, ha bisogno di continuità.

Prodi ha indicato tre emergenze Un’emergenza istituzionale. Ho ribadito il mio impegno affinchè non si ricada in un voto che riporti all’ingovernabilità. Un’emergenza internazionale. Un’emergenza sul piano dell’economia. L’Italia ha un grave ritardo da recuperare e dopo due anni di recupero rischia di trovarsi in difficoltà.

"Vi chiedo la fiducia assicurandovi che sono ben consapevole che il governo stesso dovra’ rafforzare le sue capacita’ decisionali, snellire le sue procedure,migliorare la sua resa, forse ridefinire le sue strutture e la sua composizione". "Chiedo a ciascuno di voi fiducia per riprendere con slancio un processo riformatore di cui il nostro Paese ha urgente bisogno".

Fonte: RaiNews24.it



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