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La Gran Bretagna vuole fornire all’Ucraina proiettili contenenti uranio impoverito

di Redazione - martedì 21 marzo 2023 - 1785 letture

Parlando martedì [21 marzo 2023] dopo il suo incontro con il presidente cinese Xi Jinping in visita a Mosca, il presidente russo Vladimir Putin ha commentato l’intenzione, annunciata lunedì dal Regno Unito, di fornire all’Ucraina, insieme ad altri mezzi e munizioni, anche proiettili contenenti uranio impoverito. Putin ha detto che se il Regno Unito manderà effettivamente in Ucraina proiettili con uranio impoverito la Russia «agirà di conseguenza».

L’intenzione è stata annunciata lunedì, in un’audizione alla camera dei Lord, da Annabel Goldie, che parlava per conto del ministero della Difesa e ha detto che i missili con uranio impoverito sono «altamente efficaci nel colpire i carri armati e i veicoli blindati». L’intenzione del Regno Unito di fornire all’Ucraina proiettili con uranio impoverito era inizialmente passata molto sottotraccia nel paese, ma se ne è tornato a parlare martedì, dopo che la cosa è stata commentata, oltre che da Putin, dal ministro della Difesa russo Sergei Shoigu, secondo cui «un’altra linea è stata superata e ne restano sempre meno». Dopo le parole di Putin e Shoigu il ministero della Difesa del Regno Unito ha confermato l’intenzione e aggiunto che l’uranio impoverito è un «componente standard», che l’esercito britannico «usa da decenni» e che «la Russia lo sa».

L’uranio impoverito è un sottoprodotto ottenuto come scarto del procedimento di arricchimento dell’uranio (che serve per produrre energia o armi nucleare): è efficace, ma radioattivo, seppur meno rispetto all’uranio naturale; motivo per cui – nonostante sia stato usato anche negli ultimi decenni e sebbene i suoi effetti siano ancora in parte dibattuti – molti sono contrari al suo utilizzo.

Fonte: Il Post.


Ricordiamo come proiettili all’uranio impoverito furono usati nella ex-Jugoslavia dalle truppe occidentali, e che decine di soldati italiani furono contaminati, e morirono a causa delle esposizioni a queste radiazioni, anni dopo e dopo lunghe cause protratte nel tempo. Molti morirono senza neppure poter intraprendere le cause e ottenere che i loro eredi potessero usufruire degli eventuali risarcimenti. Una delle tante cose di cui si preferisce non parlare in Italia.



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