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Gli USA alla ricerca di un porto militare nell’Artico per contrastare Russia e Cina

I legislatori statunitensi vogliono che le loro forze armate sfidino la Russia e la Cina trovando una o più località per un porto che contribuirebbe ad alimentare il crescente appetito di Washington per il petrolio artico e altre ricchezze naturali.
di Redazione - mercoledì 26 giugno 2019 - 884 letture

Il National Defense Authorization Act 2020 (NDAA) suggerisce che la Guardia costiera e altri rami delle forze armate statunitensi dovrebbero identificare e designare un nuovo porto strategico nell’Artico.

Si dichiara apertamente che la mossa ha lo scopo di contrastare la presenza della Russia nella regione polare.

Naturalmente, il disegno di legge – che sarà votato la prossima settimana – alimenta i timori di espansione militare della Russia nella regione più settentrionale del mondo.

Mosca, da parte sua, ricorda che ha circa 40 rompighiaccio (mentre gli Stati Uniti ne hanno solo uno) e “ha fatto investimenti significativi” nella creazione di un nuovo comando artico. Sta inoltre costruendo o ristrutturando 19 porti in acque profonde e 14 campi di aviazione nella regione.

Un’altra sezione del disegno di legge avverte che la Russia ha collaborato con la Cina nell’esplorazione delle riserve di gas nell’Artico, ed è qui che la proposta arriva al punto.

L’importanza economica dell’Artico continua a crescere mentre i paesi di tutto il mondo iniziano a comprendere il potenziale per il trasporto marittimo e lo sviluppo economico e commerciale della regione.

I legislatori quindi hanno scrupolosamente elencato la quantità considerevole di riserve naturali artiche. Il circolo polare ospita il 13% del 18% del petrolio non scoperto del mondo e il 30% del suo gas non scoperto. Ultimo ma non meno importante, l’abbondanza di uranio, minerali come le terre rare, oro, diamanti e milioni di miglia quadrate di risorse non sfruttate” per i quali vale la pena di competere.

Gli Stati Uniti hanno a lungo mirato all’Artico, dove sperano di beneficiare dei cambiamenti climatici, che stanno gradualmente trasformando il territorio ghiacciato in vie navigabili. Come ha detto Mike Pompeo quest’anno: “Le coste artiche potrebbero diventare i canali di Suez e Panama del XXI secolo”. All’inizio di questo mese, la US Navy ha sollecitato l’espansione delle operazioni artiche, principalmente inviando ulteriori cacciatorpediniere nella regione. La Russia, che ha più di 11.000 km (7.000 miglia) di costa nell’Artico, non è rimasta inattiva per le esplorazioni in alto mare. Negli ultimi anni, l’esercito russo ha costruito una base molto moderna, soprannominata “Northern Clover”, e rinnovato una serie di aeroporti abbandonati nell’area.

A parte le installazioni di difesa, Mosca sta anche prendendo in considerazione grandi progetti economici all’interno dei suoi confini marittimi, e spera persino di facilitare il turismo nel Circolo polare artico.


Fonte: Pressenza, articolo di: L’Antidiplomatico.



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