Sei all'interno di >> Flash |

Fridays For Future: "La nostra rabbia diventerà energia rinnovabile"

Mobilitazione in 55 città italiane il 3 marzo 2023 sulla scia del Global Climate Strike internazionale. Nel mirino dei giovani ambientalisti gli extra-profitti delle aziende e il greenwashing: “Al governo chiediamo misure radicali per finanziare le rinnovabili"

di Redazione - sabato 4 marzo 2023 - 1496 letture

Cartelli colorati e volti dipinti di verde e del simbolo della pace. Tornano nelle piazze i giovani e giovanissimi dei Fridays For Future.

La mobilitazione è globale, sulla scia del nuovo Global Climate Strike. La sfida per il cambiamento climatico ricomincia da una cinquantina di piazza italiane: appuntamento in cortei e sit-it organizzati, da Nord a Sud dello Stivale.

"In tutte le piazze del Mondo liberiamo la più grande forza: la nostra rabbia, che diventerà energia rinnovabile", dicono attivisti, ambientalisti e studenti italiani.

I cortei sono partiti intorno alle 9 da quasi tutte le città. A Milano, manifestazione da Largo Cairoli, a Napoli da Piazza Dante, a Torino da Piazza Castello, a Bologna da Piazza San Francesco, a Firenze da Piazza Santa Maria Novella. A Palermo il corteo parte da Piazza Verdi alle 16.00.

Tanti i giovani e giovanissimi Dal megafono urlano "Se ci bloccano il futuro, noi blocchiamo la città". Sofia e Gloria hanno 14 anni e si dicono "molto preoccupate perché stanno distruggendo il nostro futuro. La politica non si occupa di noi. Per questo è importante scendere in piazza e tenere alta l’attenzione su queste tematiche", dicono dalla marcia romana.

Cartelli colorati e volti dipinti di verde e del simbolo della pace. Tornano nelle piazze i giovani e giovanissimi dei Fridays For Future.

La mobilitazione è globale, sulla scia del nuovo Global Climate Strike. La sfida per il cambiamento climatico ricomincia da una cinquantina di piazza italiane: appuntamento in cortei e sit-it organizzati, da Nord a Sud dello Stivale.

"In tutte le piazze del Mondo liberiamo la più grande forza: la nostra rabbia, che diventerà energia rinnovabile", dicono attivisti, ambientalisti e studenti italiani.

I cortei sono partiti intorno alle 9 da quasi tutte le città. A Milano, manifestazione da Largo Cairoli, a Napoli da Piazza Dante, a Torino da Piazza Castello, a Bologna da Piazza San Francesco, a Firenze da Piazza Santa Maria Novella. A Palermo il corteo parte da Piazza Verdi alle 16.00.

Tanti i giovani e giovanissimi Dal megafono urlano "Se ci bloccano il futuro, noi blocchiamo la città". Sofia e Gloria hanno 14 anni e si dicono "molto preoccupate perché stanno distruggendo il nostro futuro. La politica non si occupa di noi. Per questo è importante scendere in piazza e tenere alta l’attenzione su queste tematiche", dicono dalla marcia romana.

“Al governo chiediamo misure radicali per finanziare le fonti energetiche rinnovabili. Che siano - quindi - tassati gli extra profitti delle aziende energetiche che stanno guadagnando con la crisi della guerra in Ucraina. E poi investire nelle città, che oggi sono invivibili.”

E nel trasporto pubblico e privato - dice il portavoce di FFF Alessandro Marconi, il movimento ambientalista promotore degli scioperi - per ora da tutti i partiti non abbiamo visto seri segnali. Ci aspettiamo da tutti i partiti, soprattutto da quelli che si dicono di sinistra, un cambio radicale".

Ad aprire il corteo, il cartonato di un cane a sei zampe, simbolo di Eni, che sovrasta una montagna di banconote. E un pallone azzurro a forma di pianeta Terra. "Vogliamo smascherare le politiche di greenwashing che vediamo nelle aziende capitalistiche, che di riempiono la bocca di un’ecosostenibilità dedita al profitto", dice Lorenzo, 16 anni, studente del liceo Gullace.

A Torino numerosi manifesti sono stati incollati alle vetrate del punto Iren di via Pietro Micca, in centro città. La protesta è diretta contro l’accordo con la società israeliana Mekorot "perchè rifornisce a prezzi diversi le colonie illegali israeliane e rivende alle comunità palestinesi l’acqua che gli scorre sotto i piedi". Uno speaker ha lanciato slogan in favore della territori abitati dai palestinesi.

"La giustizia climatica non è compatibile con le grandi opere, con l’allargamento del Passante di mezzo o i rigassificatori. Questo è il messaggio che lanciamo a chi siede nelle istituzioni". Perché "non c’è più tempo di aspettare e di tenere i piedi in due staffe". Oppure, "voi ci bloccate il futuro, noi vi blocchiamo la città". Sono i ritornelli che animano oggi il corteo a Bologna dello "Sciopero globale per il clima", con migliaia di persone, partito poco prima delle 10 da piazza San Francesco, dove i giovani si sono radunati, per proseguire poi in direzione piazza Malpighi, via del Fossato, via Saragozza, piazza San Domenico e piazza Cavour, con il gran finale fissato prima di pranzo in piazza Maggiore.

Già da poco dopo le 9 i ragazzi, delle scuole superiori, universitari ma anche più giovani, si ritrovano in San Francesco, dove vengono esposti subito, quasi fosse una gara, cartelli colorati contro il cambiamento climatico e, appunto, contro le opere-simbolo di quella che viene considerata la mancata transizione in Emilia-Romagna: Passante e rigassificatori, su cui invece Comune di Bologna e Regione Emilia-Romagna continuano a puntare molto. Ma, tra fumogeni, musica a tutto volume e tanto colore, sui volti di ragazzi e ragazze così come sulle bandiere, si lanciano ripetuti slogan contro la guerra, contro l’invio di armi in Ucraina, contro le autostrade, a favore dei diritti e della legalizzazione della cannabis.


Fonte: RaiNews



- Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -