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live report: Afterhours al Velvet di Rimini


Velvet, Rimini. Raggiungiamo il locale perchè in programma c’è un concerto da non farsi sfuggire, sul palco gli Afterhours. La band milanese presenta il suo nuovo lavoro discografico “I milanesi ammazzano il sabato”, e la data del Velvet apre il nuovo tour
domenica 23 novembre 2008, di Tano Rizza - 1066 letture

Velvet, Rimini. Raggiungiamo il locale perchè in programma c’è un concerto da non farsi sfuggire, sul palco gli Afterhours. Non è un live come gli altri, la band milanese presenta il suo nuovo lavoro “I milanesi ammazzano il sabato”. La data del Velvet apre il nuovo tour, e non potevamo mancare. Seguiamo gli Aftherhours e le loro evoluzioni da Germi, e il nuovo lavoro in studio sembra dare un ulteriore sferzata al suono della band.

Un album lo capisci ascoltando il cd, certo, ma lo comprendi pienamente solo nella dimensione live, quando il suono è allo stato puro. Gli ambasciatori del rock italiano sono loro, e l’attesa è alta. Alle 22.45 il Velvet è pieno, tribunette e platea sono gremite di fan degli After, di tutte le generazioni da quelli che lì seguno da Germi, fino a quelli che si sono avvicinati alla band solo da poco. Sfiga vuole che la macchina fotografica a nostra disposizione c’abbandona, niente foto. Ci concentriano sull’ascolto, curiosi sopratutto di sentire i pezzi nuovi. Alle 23 si spengono le luci, e Manuel e soci salgono sul palco. Boato, e poi silenzio assorto per ascoltare la prime note della band. L’introduzione del concero è in acustico, Manuel con la sua chitarra ripercorre le note dei Nirvana, il tributo è per il pezzo "you know you’re right". Poi si parte, il live è subito energico, potente. Gli Afther sono carichi e hanno tutta l’intenzione di buttare sulle note tutto il nervosismo che c’è, inevitabilmente, quando inizi un nuovo tour e presenti un nuovo album. Ne esce una prima mezzora assolutamente devastante, che mette a dura prova i nostri timpani.

Loro sono professionisti del suono, e ogni passaggio, ogni singola nota risulta pulita e puntuale, senza mai sgarrare un riff. Introducono i pezzi del nuovo album gradualmente, senza spingere troppo sulla novità. Ci sono 14 pezzi nuovi, e la band li mette tutti in scaletta. Non sono mai facili, e mai immediati, i testi e gli accordi degli Afterhours, questo è una delle caratteristiche assodate del gruppo, l’approccio ai nuovi suoni risulta complesso, ma di impatto.

Nei nuovi brani c’è un meccanismo sonoro nuovo. Dissertazioni noise, accelerazioni e decelerazioni, note distorte, sprazzi strumentali, violini schizzati, accompagnano i presenti dentro le ambientazioni sonore del nuovo album. I nuovo brani sono schegge, brevi e intensi composizioni che rientrano nel concetto di “forma canzone”, ma che a tratti sembrano interrotti, stoppati per non andare oltre la barriera del rock, e quando le note si rilassando sembrano avvicinarsi al cantautoriato d’autore, ma i ritmi sono rock, alti così come i volumi. L’entrata in formazione del cantauotre milanese Roberto dell’Era al basso(in qualche occasione del live anche alla voce), e l’aggiunta in line up del violino di Rodrigo d’Erasmo, danno alla band un tocco di suono particolare, un’inesto di qualità che non fa che bene al progetto Aftherhours.

Ci vuole sempre tempo per assorbire e metabolizzare un nuovo disco, e quando quel disco esce dalla mente di Agnelli il procedimento è anche più complesso. Ma non ci vuol molto per capire che il settimo album della band va nella direzione giusta.

Naturalmente non mancano i pezzo storici, che hanno proiettato la band nell’olimpo del rock italiano e internazionale. Alcuni di questi brani suonano puri come nei dischi, altri sono stati ri-arrangiati. Gli Afther si lasciano coinvolgere dal pubblico, che chiede i brani più noti, la band li accontenta e il pubblico canta a squarcia gola i classici della band.

Due ore piene di rock di qualità, gli Afterhours non sembrano volersi allontanare dalla dimensione del live potente e arrabbiato, la grinta è quella di sempre, la qualità pure, la professionalità è quella di chi è sicuro di fare il suo lavoro al meglio, e non ha paura di percorrere strade nuove e artisticamente differenti dalla produzione passata.

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live report: Afterhours al Velvet di Rimini
23 novembre 2008

wow....dopo averlo letto è come se ci fossi stata anch’io...figo!!!peccato che nn avete fatto tipo...1.253.700 di foto...:-)...fra
    live report: Afterhours al Velvet di Rimini
    24 novembre 2008, di : Nimue |||||| Sito Web: ehm....

    Veramente al violino non c’è più Ciffo...c’è Rodrigo, che è stato veramente grande ed anche disponbilissimo dopo il concerto
      live report: Afterhours al Velvet di Rimini
      25 novembre 2008, di : Clau87

      "Il concerto è stato veramente emozionante come hai descritto...volevo solo precisare qualcosina! L’album I milanesi ammazzano il sabato è già uscito da un po’(maggio 2008)quindi penso che ci sia stato del tempo per metabolizzarlo! Inoltre ,il fatto che il suono ti sia sembrato perfetto, dimostra ulteriormente la bravura degli After e la loro capacità di coinvolgere ed emozionare il pubblico. Dopo il concerto infatti Giorgio Prette( il batterista)mi ha detto che hanno avuto un po’di problemi a suonare. Solo un po’ di delusione per la fuga immediata dal locale di Manuel Agnelli e Giorgio Ciccarelli alla fine del concerto...ma non si può avere tutto!!
    live report: Afterhours al Velvet di Rimini
    25 novembre 2008

    Ah...ed inoltre i 14 pezzi nuovi non erano tutti in scaletta, hanno fatto : Musa di nessuno, Tema la mia città, Neppure carne da cannone per Dio e E’ solo febbre...
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