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Mamma tigre è con te

SMA : Senza Mai Arrendersi / Alessandra Leidi ; copertina di Giorgio Rizzo, "Maternità" (2022). - Günzburg : Oakmond, 2023. - 153 p., br. ed ebook. - ISBN 978-3-96207-314-5.

di Alessandra Calanchi - sabato 20 gennaio 2024 - 696 letture

Questo volumetto, i cui proventi andranno in beneficienza per la lotta all’atrofia muscolare spinale (SMA), è toccante come una poesia, musicale come una canzone, forte come un proclama politico. L’autrice descrive con grazia e rigore, senza sconti e senza ambiguità, la parabola dell’autoconsapevolezza che accompagna la scoperta di avere un figlio malato di una rara malattia genetica. Una parabola drammatica ma anche ironica e affettuosa, piena di quella dignità che non cede mai alla disperazione che acceca.

L’amore attraversa il rapporto di coppia e quello madre-figlio, incontrando ostacoli, come il progressivo allontanarsi del marito – ma la malattia non vince mai, non prende mai il sopravvento rispetto alle emozioni primarie e irrinunciabili quali l’amore, l’affetto, l’accoglienza, e anche la sofferenza, sì, la rinuncia, la paura. La rabbia di dover preparare la valigia per il day hospital di un bambino di due anni. Gli urli da ascoltare prima di ogni prelievo del sangue.

Mi sono particolarmente emozionata nel punto in cui la mamma (spesso chiamata mamma tigre) parla della scelta di accettare l’insegnante di sostegno, una scelta difficile, combattuta, ma che culmina nella decisione di dare a suo figlio un’opportunità in più: “Mi hanno spiegato che oggi, il sostegno è dato alla classe e non più al bambino. Mi hanno informata di come negli anni sia cambiato tutto. […] Preferisco che torni con un livido in più che con un’esperienza in meno”.

Mi sono ricordata dei miei genitori, che hanno sempre trattato la mia piccola invalidità congenita come un “difettuccio” di cui non valeva nemmeno la pena parlare, che mi hanno sempre spinta a mettermi in gioco, andare in bicicletta, a sciare, nuotare, prendere la patente, tanto che ho imparato il nome della mia malattia (che fortunatamente mi aveva colpito in forma lieve e solo un arto) quando ero già all’università: focomelia. Senza il loro amore sarei stata una malata, una figlia del Talidomide. Il loro amore mi ha resa una Persona.

Due parole sull’illustratore: seguo il percorso artistico di Giorgio Rizzo da tempo, e ogni volta la sua sensibilità mi sorprende. Questa copertina che ritrae i due volti vicinissimi di mamma e bebè ha l’intensità di un dipinto sacro, emana un’energia fisica e metafisica insieme, che non è la retorica della maternità ma l’abbraccio (laico, puro, fiero) tra due forze della natura che non vogliono arrendersi. Giorgio è musicista, artista (Le vie del desiderio, Ascoli Piceno 2024), blogger (è spesso ospite de La rubrica delle parole desuete con Giada Trebeschi) e un “uomo emancipato” che ha illustrato il controverso libro di Nana Duplessis Solo per i tuoi occhi (Oakmond 2023).

Questo libro sarebbe da leggere obbligatoriamente, in famiglia e a scuola. Insegna la pazienza, il dono incondizionato di sé all’altro, il valore della cura. Insegna la civiltà. Quella vera. La mamma che fa vivere al piccolo Achille l’ospedale come un ristorante di polpette e purè, la punturina come la prova di coraggio di un supereroe, è uno dei personaggi migliori del nostro tempo: non in quanto mamma, ma in quanto mamma tigre. Questa recensione è dedicata non alle mamme, ma alle mamme tigri. E ai maestri e maestre di sostegno, angeli e fate.


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