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La Carta del Carnaro a cento anni di distanza

La Carta del Carnaro 1920-2020. - ZeroBook, 2020. - ISBN 978-88-6711-183-1
di Redazione Zerobook - mercoledì 23 settembre 2020 - 1125 letture

Il testo che ZeroBook pubblica è una "carta costituzionale". Si tratta della Carta del Carnaro, il testo costituzionale elaborato da De Ambris e D’Annunzio nel 1920. Una Carta che mostra incredibili segni di attualità - oltre agli inevitabili segni del tempo. La storia non è mai tutta nera o tutta bianca, tutta "passato" e tutta "futuro". Strana cosa è la storia, e strani intrecci è possibile fare con quanto si sta pensando oggi - in questo settembre 2020 a cento anni di distanza, mentre i cittadini sono chiamati a mettere mani a una "riforma istituzionale" non secondaria come la riduzione del numero dei Parlamentari.


dalla Prefazione al libro

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La copertina dell’ebook edito da ZeroBook La Carta del Carnaro 1920-2020.

Settembre 2020: torna in Italia d’attualità politica la discussione attorno alle “riforme istituzionali” e “costituzionali”, viste quali mezzo – simbolico ma anche pratico – per una riforma della struttura dello Stato e della vita sociale del Paese. Va da sé, il giudizio che si dà negativo della situazione sociale e strutturale del Paese, di qui la necessità della “riforma”, ovvero di un cambiamento: e se i venti di riforma negli anni Settanta del Novecento provenivano dalla Sinistra delle forze politiche, in questi anni Venti (ma si dovrebbe dire dopo la proposte di riforma costituzionali tratteggiate da Licio Gelli nella sua proposta di riforma legata alle vicende della P2) sono tutte di campo della Destra – la Sinistra schierata su un fronte conservatore, di “difesa” della “vecchia” Carta costituzionale del 1945-1948.

E abbastanza paradossalmente torna anche nel dibattito politico, la Carta del Carnaro, con le sue istanze, le luci e le ombre – legate a un momento storico molto circoscritto e specifico – l’”impresa dannunziana di Fiume” - ma dilatate ora oltre il fascismo, ciò per cui la Carta del Carnaro subì dopo la guerra del 1941-1945 l’ostracismo da parte dei pensatori politici della seconda metà del Novecento, proiettati verso quelli che sembravano essere altri orizzonti di sviluppo e di riorganizzazione strutturale.

La fallita rimodulazione della Prima Repubblica alla forma sociale e statale statunitense – l’aderenza alla NATO e all’Occidente -, con la Seconda Repubblica in piena caduta neoliberista ha lasciato un Paese che non sa più quale sia la propria funzione e il proprio “ruolo”. Un Paese ricco che non sa a quale Santo votarsi.

Rileggere oggi, con sorpresa, quello che ipotizzavano i “fiumani” dell’epoca – a cento anni di distanza – è decisamente inquietante. È come se fiumi carsici – per ironia della storia – abbiano attraversato la nostra storia in questi cento anni per giungere fino a noi: rivoli ed acque mischiate, contaminanti dei più diversi tipi, desideri. Lo storico non può che rileggere queste pagine, e con essi i diari e le lettere dei protagonisti dell’epoca, con stupore e con perplessità. Per quanto di vita e di morte si ritrovino in quelle pagine. Come i più diversi pensieri e le più diverse “istanze” abbiano avuto rappresentazione, nel corso della storia, nei modi e nei versi più diversi.

Le vie del diavolo sono infarcite di buone intenzioni, si diceva una volta. Noi leggiamo le Carte dell’epoca, e tutte le Carte che si sono succedute e che ci vengono proposte o riproposte, e non possiamo che rimanere sgomenti di fronte a questa Storia che tutto macina e rimacina, tritura e ritritura, come se una scimmia impazzita stia disperatamente cercando di mettere assieme dei pezzi di un puzzle di cui non comprende il disegno.

Nella Costituzione del 1945-1948 molti di quei rivoli che provengono dalla Carta del Carnaro, trovano una ricomposizione – all’interno del compromesso tra le due forti ideologie sopravvissute alla lunga guerra scoccata nel 1914 in Europa: le istanze sociali provenienti dal cristianesimo (il partito cattolico) e le istanze sociali provenienti dal socialismo (nel 1945 si chiamavano PCI e partiti socialisti) compiono un patto sociale all’insegna del lavoro e della democrazia [1]. Articolo uno: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. Altri rivoli sono sbarrati, identificati con l’uso che ne aveva tentato il fascismo. Tornare a studiare la nostra Costituzione, dopo i decenni in cui se ne è fatto oblio voluto, è stato l’atto di resistenza di molti, in anni in cui si è tentato di cambiare nei fatti le regole del gioco – politico e sociale -, semplicemente dimenticando gli articoli della Costituzione che non erano graditi al potere.

Leggere la Carta del Carnaro significa anche comprendere più pienamente, il significato della nostra Costituzione democratica.


Il libro è in distribuzione gratuita per tutto il mese di settembre 2020. Buona lettura.


Questa pagina è stata pubblicata originariamente il 9 settembre 2020.


[1] Su questo: Abbiamo una Costituzione : Ideologie, partiti e coscienza democratica costituzionale / Gaetano Sgalambro. - ZeroBook, 2019. - Vai alla scheda editoriale.


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