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Ferdinando Petruccelli della Gattina “I Moribondi del Palazzo Carignano” (Mursia)

Uno sguardo ironico e paradossale sul mondo politico dell’Italia appena unificata. L’autore è uno dei più importanti giornalisti italiani dell’ottocento: Ferdinando Petruccelli della Gattina. Anch’egli deputato al primo parlamento nazionale.

di Emanuele G. - lunedì 19 marzo 2012 - 4745 letture

Ha fatto bene la Mursia a ristampare in occasione del 150esimo dell’Unità d’Italia un libro poco conosciuto al grande pubblico. Trattasi di un libro dal titolo del tutto particolare “I Moribondi del Palazzo Carignano”. L’autore è un giornalista e deputato pugliese vissuto fra il 1815 e il 1890. La sua vita è un romanzo – è proprio il caso di affermarlo! – in quanto sempre presente nel vivo degli avvenimenti che avrebbero portato l’Italia a unificarsi nel 1861. Laureatosi in medicina viene travolto dalla passione per il giornalismo. E’ eletto nel 1848 deputato per il distretto di Melfi al Parlamento napoletano. Dopo il fallimento dei moti del Quarantotto a Napoli dove fu anche membro del comitato di salute pubblica, fu costretto alla macchia. Prima a Roma, quindi in Calabria e Sicilia. Arrestato a Scalea, torna uccel di bosco. E’ nuovamente eletto alla Camera partenopea per disertare quasi immediatamente. Re Ferdinando II gli fece un bel regalo, una taglia di seimila ducati. Fugge in Francia dove ne viene espulso. Si rifugia a Londra dove nel 1853 gli viene impartita una condanna a morte in contumacia dalla Gran Corte Criminale della Calabria. Lo stesso anno torna a Parigi. Qui diventa un affermato pubblicista. Nel 1861 è eletto al Parlamento italiano dove si distingue per la sua assoluta originalità. Non fa parte di nessun schieramento e si dichiara unico deputato repubblicano in un consesso monarchico! Dopo l’esperienza di parlamentare ritorna in Francia dove continua la sua fortunata esperienza professionale di giornalista tanto da essere additato quale una delle penne più carismatiche dell’Italia di allora. Muore nel 1890 a Parigi.

Il titolo – un capolavoro – è la descrizione caustica e non sense della scena politica italiana del 1861. Con piglio audace e sarcastico leggero Petruccelli della Gattina descrive ciò che offriva l’agone politico del tempo. Il ritratto che ne risulta non è dei più brillanti. Non per nulla l’autore definisce i massimi rappresentanti del popolo italiano – ben 443 – alla guisa di “Moribondi”. E’ un libro che offre mille spunti di informazione e di riflessione. Un vademecum su cos’era la politica italiana all’alba della Nazione italiana. Una politica fatta da persone piene del proprio io, modesta, piena di personaggi in recita permanente e mossa da continui scatti di invidia malcelata. Il libro è il risultato di tutta una serie di reportage dall’Italia che Petruccelli della Gattina scrisse per il quotidiano francese La Presse di cui era corrispondente.

“I Moribondi del Palazzo Carignano” (sede del primo Parlamento nazionale – nda) è diviso in agili capitoli che permettono al lettore di conoscere e capire le dinamiche politiche dell’Italia timida fanciulla al prospetto della storia. Il primo capitolo è un prologo dove l’autore sviluppa un originale discorso su cosa sia il senso comune e il suo rapporto con la politica. Un capitolo che ha la funzione di saggio di orientamento alla comprensione delle gesta dei “Moribondi”. Dal secondo capitolo in poi si passano in rassegna le persone (o personaggi) e gli schieramenti politici – che non potevano ancora essere catalogati come partiti nel senso classico del termine - che primeggiavano nella politica italiana di allora. In ordine di descrizione. Il Conte di Cavour. Urbano Rattazzi. I terzi polisti de La Marmora e Depretis. Il Barone Ricasoli. La destra di Menabrea e Minghetti. Gli ex-repubblicani de La Farina, Correnti e Malenchini. La Sinistra. I repubblicani di sinistra di Bixio, Brofferio e D’Ayala. Infine i centristi di Poerio, Mancini e Pisanelli. In breve, un saggio mirabile su chi fondò nell’Ottocento la nostra Nazione. Un saggio che ci da la possibilità di capire come mai il processo unitario non fu lineare e – soprattutto – come mai ci troviamo in una situazione attuale così critica. Certe criticità presenti affondano la loro origine in quel Parlamento dove risiedevano “I Moribondi”. E “Moribondi” sono i nostri attuali politici. Né più né meno.


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