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Ada Colau: “Ad affondare dev’essere la paura, non le navi che arrivano cariche di esseri umani”

Ada Colau, sindaca di Barcellona, è intervenuta su Facebook con un toccante discorso sulle politiche disumane di Trump e Salvini e sulla necessità di unirsi per contrastarle.
di Redazione - giovedì 21 giugno 2018 - 538 letture

Trump e Salvini, Salvini e Trump. Questa settimana abbiamo sentito e visto cose che credevamo facessero ormai parte del passato, del passato più oscuro, qualcosa che in Europa mai avremmo immaginato potessimo rivedere.

Salvini, Ministro degli Interni italiano, dopo aver negato un porto sicuro a una nave con bambini, donne (di cui sette incinta) e uomini che hanno sofferto qualunque tipo di abuso e violenze, ha affermato che vuole fare un censimento dei Rom e che, “purtroppo” dovrà “tenersi” in Italia quelli che sono italiani. Quando queste parole terribili risuonavano ancora nelle nostre teste, abbiamo visto nelle televisioni, sulla stampa e in rete le lacrime di bambine e bambini separati a forza dai loro genitori nella frontiera degli Stati Uniti.

Facciamo uno sforzo per metterci al loro posto. Non è forse il peggior incubo nel quale ci potremmo trovare? Sì, lo è. E questo ci unisce come umanità. Secondo Trump, queste persone arrivano perché vogliono “distruggere la nostra forma di vita”, come se fossero agli ordini di qualche potere malvagio. Poi uno di loro salva un bimbo in Francia in un atto eroico e lo trattiamo come “la grande eccezione”, “l’eroe”, e lo convertiamo finanche in uno “di noi” perché, ovviamente, “noi siamo i buoni”.

Che cosa hanno in comune Trump e Salvini? Sono persone che usano il potere per creare insopportabili tensioni sociali e per estrarne un reddito politico. Sono persone che “disumanizzano l’altro”, “il diverso”, perché non vogliono che ci identifichiamo con il suo dolore. Perché vogliono che il suo dolore ci risulti estraneo. Ma da quando ci possono risultare estranee le lacrime di un bambino o di una bambina separati dai loro genitori? La loro paura, il loro dolore non sono “diversi” dalla nostra paura, dal nostro dolore.

Trump e Salvini sono gli esponenti di un discorso dell’odio che vuole penetrare nei cuori e nelle menti della società occidentale. Non possiamo permetterlo. Che cosa possiamo fare? Unirci. Non permettere in nessun modo che ciò avvenga. È arrivato il momento in cui tutti noi che ci rifiutiamo di “disumanizzare” gli altri mettamo da parte le nostre differenze e creiamo un grande fronte comune contro la barbarie rappresentata da Salvini e Trump, per quanto vogliano presentare questa barbarie come se venisse da fuori. Ma i barbari sono loro. I barbari sono qui, in mezzo a noi. E peggio ancora: governano e controllano enormi megafoni che permettono ai loro messaggi di arrivare ovunque.

Non lasciamoci intimidire da questa “paura” prefabbricata, faziosa, che inventerà qualunque menzogna. Non lasciamoci intimidire da politici che si vantano di “ripulire” le loro città: li abbiamo anche qui, molto vicini a noi. Non è “buonismo”: è realismo, è umanità. E non ci sono opzioni riguardo, per esempio, a “salvare o non salvare le persone dell’Aquarius”. L’unica opzione è farlo meglio o peggio. Però non possiamo permettere che non si faccia, perché equivarrebbe a permettere che l’Europa si suicidi, rinunciando ai suoi principi.

L’unica opzione che ci rimane e lo dico con il cuore in mano e cosciente che non sarà facile, è quella di smontare una ad una tutte le paure che si sono create. Conviviamo da molti anni con persone che vengono da altri paesi. NON sono ladri, stupratori o terroristi, come alcuni vorrebbero farci credere. Sono le persone che assistono i nostri genitori quando sono anziani. Sono le persone che cercano di sopravvivere come possono, facendo lavori che molti, qui, non vogliono più fare. Sono figlie e figli, madri e padri, sorelle e fratelli, nonne e nonni. Come te e come me. Uniamoci e smontiamo questa paura. Ciò che deve affondare dev’essere questa paura. Non le navi che arrivano cariche di esseri umani.


Fonte: il testo è stato pubblicato dal circuito Pressenza.



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