Strawberry Mansion

Una favola distopica su pubblicità, potere, corpimente

di Alberto Giovanni Biuso - sabato 8 gennaio 2022 - 1522 letture

Strawberry Mansion

di Kentucker Audley e Albert Birney

USA, 2021

Con: Kentucker Audley (James), Penny Fuller (Arabella), Grace Glowicki (Arabella da giovane), Ephraim Birney (Brian)

Entrare nei corpimente degli umani in modo non solo da controllarli ma anche -e più ‘banalmente’- per vendere loro dei prodotti, per rendere ancora più invasivo di quanto già non sia il potere della pubblicità sulle scelte, sui bisogni, sulle azioni delle persone. Entrare nei loro sogni per convincerli, anche quando dormono e in una delle sfere più intime della vita, ad acquistare alimenti, bevande e prodotti di ogni genere. È questo che accade negli USA del 2035, tramite un sistema di registrazione digitale dei sogni e relative tasse sul loro contenuto. James Preble è un funzionario che ha il compito di verificare tale contenuto. Viene incaricato di fare un controllo sui sogni di Arabella Isadora, una eccentrica artista che vive in campagna e che registra ancora i propri sogni su migliaia di cassette VHS. Dall’incontro con questa simpatica e determinata signora, dall’incontro con i suoi sogni, dall’incontro con Arabella da giovane, si apre a James un mondo di pericoli e di libertà, si squarcia il sonno nel quale ormai da tanto tempo vive, i suoi sogni di plastica pieni di merce e di falsi amici si rivelano per quello che sono: incubi. I rischi diventano grandi ma altrettanto profondo è il ritorno a una libera vita e a un libero sognare.

Che il potere economico-politico riesca a entrare nei corpimente delle persone e a determinare le loro decisioni è l’essenza stessa e il sogno del comando, da sempre. Tra i libri che lo dimostrano in maniera splendida e documentata c’è Masse und Macht (Massa e potere, di Elias Canetti), oltre che, naturalmente, le analisi di Michel Foucault. Se è da sempre così che si svolge il controllo degli umani sui conspecifici, le possibilità offerte dalle tecnologie contemporanee a questo scopo sono incomparabilmente più profonde, pervasive e potenti. Esse sono infatti caratterizzate dal trasformare la formula «entrare nei corpimente» da semplice metafora a pratica empirica. I chip sottocutanei, ad esempio, o i vaccini. Strawberry Mansion fa un passo ulteriore ma non impossibile: l’obbligo di dotarsi di un sistema digitale di registrazione e decifrazione dei sogni. E su quello lucrare.

Il film squaderna tutta la potenza della fantasia, degli antichi racconti, degli animali-paradigma di tante favole: lupi, topi, bruchi, minotauri e anche una piccola, vera tartaruga. Ma è anche molto preciso dal punto di vista psicologico e neurobiologico nell’illustrare le modalità dei sogni. Il risultato è nello stesso tempo piacevole e inquietante, come quello delle favole, appunto. Solo che il controllo biopolitico dei corpi non è una fiaba. È il nostro presente.

www.biuso.eu


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