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Riflessione aperta sul referendum

Pesantezza di una campagna referendaria triste e violenta
di Emanuele G. - giovedì 13 ottobre 2016 - 2149 letture

Care lettrici e cari lettori,

Vi devo confessare che non so se andrò ad esprimere il mio voto in occasione del referendum del 4 dicembre prossimo.

Lo so che non avere intenzione di votare può apparire un comportamento di codardia e di irresponsabilità.

Ma questa campagna referendaria non mi garba affatto.

C’è troppa estremizzazione in giro. Un’estremizzazione che porta ad aggredire chiunque abbia un’opinione contraria alla propria. Un’estremizzazione apportatrice di un non rispetto dell’altro dipinto a guisa di un nemico da abbattere. Un’estremizzazione che dimostra le profonde spaccature in atto nella società italiana.

Così non va. Per nulla. La linea guida per una vera democrazia le indicò anni fa il Presidente Sandro Pertini: "Difenderò con tutte le mie forze le mie idee, ma combatterò affinché anche agli altri sia data la possibilità di difendere le proprie". Questa è la base di una democrazia aperta e matura.

Certo in questi anni la nostra democrazia ha iniziato un periodo di forte declino morale ed etico. Gli anni ottanta con il loro declinare sull’IO, le devastazioni prodotte da "tangentopoli" e il ventennio berlusconiano ci consegnano un paese dal tessuto democratico slabbrato e fragile.

In questo clima da corrida dove tutti sono nel medesimo istante tori e toreri è impresa ardua comprendere le ragioni del referendum. Non vi è alcuna informazione imparziale ed obiettiva. Il fronte del SI porta acqua al suo mulino come il fronte del NO. Una cosa legittima, ma io cittadino medio non riesco a capirci molto.

L’anno in corso nel Dipartimento della Loira Atlantica (Francia) si è svolto un referendum per capire se la gente fosse più o meno a favore della costruzione del nuovo aeroporto di Nantes. Orbene, è stato il Comune di Nantes ad inviarmi attraverso il suo sistema di newsletter un dossier informativo al riguardo per un voto consapevole e informato.

Perché qui non si è fatto la stessa cosa? Perché lo Stato non ha inviato a mezzo di posta elettronica un link con documentazione informativa in modo che noi tutti cittadini potessimo informarci compiutamente sullo stato dell’arte del referendum del 4 dicembre prossimo? Democrazia non significa anche informazione, o sbaglio?

In Italia la democrazia c.d. "partecipata" deve ancora compiere significativi passi avanti. La democrazia partecipata rimane per lo più uno slogan. Nel mentre la partecipazione della gente scema sempre di più. Un allarme vero e proprio che pochi tengono in considerazione. Il voto è la base fondante e fondamentale della democrazia. Senza voto non esiste democrazia.

Poi c’è un aspetto che non mi "confifera" (mi scusi sommo Totò se le rubo un vocabolo che era a lei molto caro - nda). Questo è un referendum di primaria importanza che disegnerà l’Italia dei prossimi decenni. Di quell’Italia che lasceremo ai nostri figli e nipoti. Invece, di imporre un quorum si è deciso che per codesto referendum "consultivo" non ce ne fosse alcuno. Che baggianata! Si rischia che il referendum sia approvato da una minoranza dei cittadini italiani. Ma la democrazia non si basa sul concetto di maggioranza? Per caso la democrazia italiana si sta trasformando in una democrazia di minoranza? Un aspetto molto negativo.

Infine, due ultime considerazioni.

Sapere che nel fronte del SI vi sono personaggi come Verdini o Alfano mi preoccupa molto. La stessa cosa per il campo del NO dove la presenza di D’Alema o Salvini non è proprio motivo di rallegramento.

Altresì, il SI nasce da una pericolosa visione di neo-centralismo dello Stato rispetto alla magnifica diversità dell’Italia, mentre il NO appare mosso da poisizioni conservatrici. Se dovesse vincere il NO ripartirebbe il processo di riforma? La politica italiana ci ha abituati a molteplici disillusioni...

L’Italia non ha bisogno di una nuova stagione "guelfa" e/o "ghibellina" perché quello che deve prevalere è l’interesse supremo della nostra Italia e non delle fazioni. Quelle fazioni che durante i secoli hanno nuociuto in maniera pesante e drammatica sul presente e sull’avvenire dell’Italia.

In breve, ho molti dubbi e preoccupazioni. Tutto ciò non è umano?

CREDITI FOTOGRAFICI: La foto di copertina è presa dal sito https://comitatodemocraziacostituzionale.files.wordpress.com


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