La nascita e lo sviluppo della psicoanalisi

di Pina La Villa - venerdì 21 marzo 2008 - 6373 letture

Sigmund Freud e la psicoanalisi

Mappa concettuale

Linee generali:

La pratica medica

Il rapporto con la medicina del tempo

Gli studi dei casi di isteria

la passione dietro la ragione

Verso l’inconscio

L’alba di una nuova era

La Società Psicoanalitica Internazionale

La malattia e gli ultimi anni di Freud

I temi e gli argomenti

Il sogno come via d’accesso all’inconscio

La struttura della psiche

la nevrosi e la terapia psicoanalitica

la teoria della sessualità

Il disagio della civiltà

I percorsi testuali

Un sogno del dottor Freud

La situazione analitica

La nevrosi: che cos’è e da dove nasce?

Dati biografici e opere

Nasce nel 1856 a Freiberg, in Moravia, muore a Londra nel 1939.

1886 sposa Marta Bernays

Studi sull’isteria

Muore il padre

1900 Interpretazione dei sogni

1902, professore a Vienna, riunioni del mercoledi, nasce il movimento psicoanalitico

Psicopatologia della vita quotidiana - Tre saggi sulla teoria sessuale

1908 primo congresso internazionale di psicoanalisi

1908 Caso clinico del piccolo Hans

1909 Caso clinico dell’uomo dei topi

1910 Caso clinico del presidente Schreber

1910 Viene fondata la società psicoanalitica di cui Carl Gustav Jung è il primo presidente

1911 Jung e Adler fondano nuove scuole

1914-1922 elaborazione degli scritti più teorici

1914 Introduzione al narcisismo

1915 Metapsicologia

1920 Al di là del principio del piacere

1922 L’Io e l’Es

1930 Il disagio della civiltà

Psicoanalisi

Nella sua triplice accezione di metodo di ricerca, trattamento terapeutico e psicologia generale, la psicoanalisi va al di là del campo medico e psichiatrico dal quale pure trae origine e riveste un ruolo essenziale nella cultura del Novecento. Modello antropologico concorrenziale a quelli prodotti dalla religione, dalla filosofia e dal socialismo

Formazione positivista e suggestioni "irrazionaliste"

Meynert: ricerca la causa dei disturbi psichici in specifiche alterazioni organiche del sistema nervoso.

Charcot e Bernheim: tecniche ipnotiche a fini terapeutici. Teoria del trauma psichico

Breuer: metodo catartico.

Breuer e Freud notarono come la verbalizzazione completa dei traumi e delle esperienze affettive più dolorose comportava l’attenuazione o persino la scomparsa della sintomatologia isterica. Freud comincia a pensare che il trauma ha origine da un conflitto intrapsichico.

Nascita e caratteri della psicoanalisi

1895: prima formulazione della teoria freudiana: nel sistema neurale circola una carica di energia proporzionata alla quantità di stimoli che il soggetto riceve. L’apparato nervoso tende a scaricare questa energia, mentre l’Io (un aggregato di rappresentazione relativamente stabile) ha la funzione di impedire l’annullarsi totale dell’energia psichica, perché suo compito è mantenere il livello energetico a una grandezza che sia la più costante possibile e la più adatta al soddisfacimento dei bisogni vitali dell’organismo in rapporto al suo ambiente. La coscienza che vigila è solo una parte dell’Io, che ha la funzione di inibire il decorso del processo primario - che tende invece a scaricare, in maniera immediata, gli stimoli (attività motoria). L’Io ha quindi una funzione di cerniera tra mondo esterno e mondo interno. Se questa normale difesa non ha successo - per esempio un’esperienza inaccettabile - entrano in gioco meccanismi più arcaici, il principale è la rimozione. I sintomi isterici non sono altro che azioni coatte che servono ad allentare la tensione dovuta alla massa di rappresentazioni rimosse, il sintomo è una sorta di compromesso tra la spinta dell’inconscio, che tenderebbe a scaricare immediamente l’energia dello stimolo, e le regole imposte all’Io dalla realtà esterna.

Gli studi dei casi di isteria Il problema della natura sessuale del trauma è la tematica destinata a completare questo quadro teorico e a determinare la rottura di Freud con Breuer e la successiva evoluzione del quadro teorico di Freud con l’abbandono dell’ipnosi nella terapia.

Freud scopre però che i trami sessuali raccontati non sono reali , lui li definirà fantasmi, allucinazioni, desideri sessuali inconsci. Essenziale è l’attribuzione di senso compiuta dal paziente.

Il sogno e la sua grammatica

Altro problema era quello del transfert. Freud utilizzò il transfert per demolire le resistenze in piena coscienza nella situazione analitica, fatta di regole. Dentro questo contesto è importante la libera associazione. La libera associazione ha una funzione nell’analisi del sogno. Dal 1896 Freud si dedicò all’analisi dei propri sogni e si convinse che essi fungono da espressione di desideri e bisogni inconsci, prevalentemente di natura sessuale. Ciò che nei malati è tic, sintomo nervoso, nei sani è sogno.

Difficoltà interpretative dovute alla particolare grammatica del sogno:

spostamento (metonimia)

condensazione (metafora)

simbolismo.

Il rafforzarsi della resistenza del paziente ad associare liberamente indicherà la prossimità del contenuto rimosso. Il paziente riproduce i desideri sessuali e affettivi che non sa esprimere.

Il tranfert

"Guarire attraverso l’amore"

A evitare che l’analisi si trasformi in relazione erotica o filiale sta anche il fatto che la terapia è una psicanalisi capace di scomporre ma che non offre nessuna nuova prospettiva di sintesi.

Teorie psicoanalitiche

L’esperienza analitica porta Freud a studiare la sessualità infantile e, di conseguenza, la normalità e la perversione. L’istinto sessuale, libido, non è esclusivamente finalizzato alla procreazione, che è un aspetto della maturità sessuale. Mentre la maturazione biologica è un processo automatico, non così quella psicologica che comporta una difficile trasformazione della percezione che l’individuo ha di sé e del proprio rapporto con le figure familiari. Fasi della sessualità: orale, anale, fallica. Complesso di Edipo, castrazione. Se lo sviluppo di queste fasi sarà stato organico, l’individuo sarà pronto a entrare nella fase adulta. Ci può essere , nel caso inverso, una regressione, oppure una fissazione. A questi fenomeni si devono le perversioni sessuali - comportamenti che realizzano il piacere sessuale, ma in forme devianti rispetto a una norma sociale data. Il confine tra normalità e perversione è sottile: l’integrazione e la sottomissione di tutte le pulsioni sessuali parziali nel contesto della sessualità genitale costituiscono l’esito possibile, felice, ma sempre precario, di un complesso processo di educazione e acculturazione. Il perverso si comporta in modo opposto al nevrotico, ma entrambi gli atteggiamenti sono difese contro l’angoscia.

Metapsicologia

Si tratta di quelle teorie che Freud venne formulando per costruire sistemi esplicativi generali dell’apparato psichico, coerenti con i dati raccolti mediante le osservazioni cliniche.

Prima topica: modello spaziale (1915) Inconscio: principio del piacere preconscio coscienza: principio di realtà. Seconda topica: (1920) Nell’incoscio si vede una tendenza all’annichilimento e all’autodistruzione, metaforicamente indicata come pulsione di morte o Thanatos, contrapposta a una pulsione di vita, volta all’autorealizzazione, all’espressione e alla trasformazione (Eros).

L’antitesi tra piacere e realtà viene ora considerata come specificazione interna al campo della pulsione di vita e riguarda i tempi e i modi del soddisfacimento erotico e la creazione dei processi che lo sostituiscono Viene rafforzato il legame tra l’Io cosciente e l’incoscio. La censura è affidata al Super-Io, dove è depositata l’identificazione con le figure parentali che Freud pone come esito del declino del complesso edipico - quando il bambino rinuncia all’impossibile desiderio incestuoso, la frustrazione induce in lui l’incorporazione tipica dello stadio orale.(Il super-io è incoscio, perché sfugge questo processo dell’incorporazione simbolica). Una terza istanza (oltre l’Io e il Super-io) è l’Es, le cui caratteristiche sono quelle del processo primario, dove è posto il serbatoio delle pulsioni, il luogo cioè dove lo psichico si apre al somatico e viceversa. Deposito del materiale psichico rimosso. L’Io è al centro fra Es e Super-Io, funziona da filtro, ma è un’attività molto difficile: l’Io diventa dunque la sede propria dell’angoscia, dovuta al trplice pericolo cui il soggetto è esposto: "il pericolo che incombe dal mondo esterno, dalla libido dell’es e dal rigore del Super-io". L’Io dispone di una libido che impiega per imbrigliare faticosamente la duplice forza aggressiva ed erotica dell’ES e per limitare le pretese moralistiche e punitive del Super-Io. Certo anche questa forza psichica dell’Io può sviarsi e dare luogo a patologie, ma nel migliore dei casi essa dà luogo a una più forte e plastica strutturazione della razionalità.

La ragione critica deve riuscire a cogliere il fondamento psicologico e puramente umano dei valori morali, decostruendone l’origine e sottraendone la gestione alla tutela autoritaria della religione. Solo la consapevolezza razionale del significato psicologico dei valori morali e dell’origine sessuale ed edipica degli ideali può attutire quei sensi di colpa che la sanzione religiosa dei valori morali acuisce, facendo di Dio il Padre per eccellenza (vedi Nietsche).

Il movimento psicoanalitico

1908: Società psicoanalitica di Vienna Jung: convalida sperimentale delle teorie psicoanalitiche

1911: contrasto con Adler (non la sessualità ma la pulsione aggressiva)

1913: Jung: l’energia psichica (libido) è neutra anche se può assumere anche un carattere sessuale. Con Jung nasce la psicologia analitica. Nella sua concezione l’energia psichica, oltre ad avere una causa, ha anche uno scopo. Proprio per tale motivo essa non può essere misurata, ma può assumere due caratteri differenti; una progressiva di continuo adattamento al mondo esterno, e una regressiva, che riattivando antichi conflitti interiori induce il malessere fisico. Così l’analista junghiano si interessa maggiormente alle spinte progettuali del soggetto, mentre quello freudiano vira la sua attenzione alle cause passate di un comportamento attuale. Archetipi nell’inconscio, che Jung considera autonomo. Inconscio collettivo. Con il tempo l’evoluzione psichica porta prima all’emergere di un io cosciente, poi, intorno ai quarant’anni all’incontro con l’archetipo del Sé, che permette all’individuo di trovare se stesso e un autentico legame con gli altri uomini. Unificazione della dimensione della storia personale e di quella collettiva. Reich: sintesi di Freud, Nietzsche e Marx.

Lettura: testo 41, pp. 565-567 (dialogos) Metafore su seconda topica e sul ruolo della psicoanalisi 3-5 Freud Sigmund Freud Nasce nel 1856 a Freiberg, in Moravia, muore a Londra nel 1939) 1886 sposa Marta bernays Studi sull’isteria Muore il padre, 1900 Interpretazione dei sogni 1902, professore a Vienna, riunioni del mercoledi, nasce il movimento psicoanalitico Psicopatologia della vita quotidiana - Tre saggi sulla teoria sessuale 1908 primo congresso internazionale di psicoanalisi 1908 Caso clinico del piccolo Hans 1909 Caso clinico dell’uomo dei topi 1910 Caso clinico del presidente Schreber 1910 Viene fondata la società psicoanalitica di cui Carl Gustav Jung è il primo presidente 1911 Jung e Adler fondano nuove scuole 1914-1922 elaborazione degli scritti più teorici 1914 Introduzione al narcisismo 1915 Metapsicologia 1920 Al di là del principio del piacere 1922 L’Io e l’Es 1930 Il disagio della civiltà

Nella sua triplice accezione di metodo di ricerca, trattamento terapeutico e psicologia generale, la psicoanalisi va al di là del campo medico e psichiatrico dal quale pure trae origine e riveste un ruolo essenziale nella cultura del Novecento. Modello antropologico concorrenziale a quelli prodotti dalla religione, dalla filosofia e dal socialismo L’io freudiano…p.541

Formazione positivista e suggestioni "irrazionaliste" Meynert: ricerca la causa dei disturbi psichici in specifiche alterazioni organiche del sistema nervoso. Charcot e Bernheim: tecniche ipnotiche a fini terapeutici. Teoria del trauma psichico Breuer: metodo catartico: Breuer e Freud notarono come la verbalizzazione completa dei traumi e delle esperienze affettive più dolorose comportava l’attenuazione o persino la scomparsa della sintomatologia isterica. Freud comincia a pensare che il trauma ha origine da un conflitto intrapsichico. Nascita e caratteri della psicoanalisi 1895: prima formulazione della teoria freudiana: nel sistema neurale circola una carica di energia proporzionata alla quantità di stimoli che il soggetto riceve. L’apparato nervoso tende a scaricare questa energia, mentre l’Io (un aggregato di rappresentazione relativamente stabile) ha la funzione di impedire l’annullarsi totale dell’energia psichica, perché suo compito è mantenere il livello energetico a una grandezza che sia la più costante possibile e la più adatta al soddisfacimento dei bisogni vitali dell’organismo in rapporto al suo ambiente. La coscienza che vigila è solo una parte dell’Io, che ha la funzione di inibire il decorso del processo primario - che tende invece a scaricare, in maniera immediata, gli stimoli (attività motoria). L’Io ha quindi una funzione di cerniera tra mondo esterno e mondo interno. Se questa normale difesa non ha successo - per esempio un’esperienza inaccettabile - entrano in gioco meccanismi più arcaici, il principale è la rimozione. I sintomi isterici non sono altro che azioni coatte che servono ad allentare la tensione dovuta alla massa di rappresentazioni rimosse, il sintomo è una sorta di compromesso tra la spinta dell’inconscio, che tenderebbe a scaricare immediamente l’energia dello stimolo, e le regole imposte all’Io dalla realtà esterna. Il problema della natura sessuale del trauma è la tematica destinata a completare questo quadro teorico e a determinare la rottura con breuer e la successiva evoluzione del quadro teorico di Freud. Abbandono dell’ipnosi nella terapia. Scopre però che i trami sessuali raccontati non sono reali , lui li definirà fantasmi, allucinazioni, desideri sessuali inconsci. essenziale è l’attribuzione di senso compiuta dal paziente. Altro problema era quello del transfert. Egli utilizzò il transfer per demolire le resistenze in piena coscienza nella situazione analitica, fatta di regole. dentro questo contesto è importante la libera associazione. La libera associazione ha una funzione nell’analisi del sogno. Dal 1896 Freud si dedicò all’analisi dei propri sogni e si convinse che essi fungono da espressione di desideri e bisogni inconsci, prevalentemente di natura sessuale. Ciò che nei malati è tic, sintomo nervoso, nei sani è sogno. C’è però un contenuto latente - perché comunque è sempre in azione l’Io - e uno manifesto. Difficoltà interpretative dovute alla particolare grammatica del sogno: spostamento (metonimia) condensazione (metafora) simbolismo. Il rafforzarsi della resistenza del paziente ad associare liberamente indicherà la prossimità del contenuto rimosso. Il paziente riproduce i desideri sessuali e affettivi che non sa esprimere. "Guarire attraverso l’amore" A evitare che l’analisi si trasformi in relazione erotica o filiale sta anche il fatto che la terapia è una psicanalisi capace di scomporre ma che non offre nessuna nuova prospettiva di sintesi. Teorie psicoanalitiche L’esperienza analitica porta Freud a studiare la sessualità infantile e, di conseguenza, la normalità e la perversione. L’istinto sessuale, libido, non è esclusivamente finalizzato alla procreazione, che è un aspetto della maturità sessuale. Mentre la maturazione biologica è un processo automatico, non così quella psicologica che comporta una difficile trasformazione della percezione che l’individuo ha di sé e del proprio rapporto con le figure familiari. Fasi della sessualità: orale, anale, fallica. Complesso di Edipo, castrazione. se lo sviluppo di queste fasi sarà stato organico, l’individuo sarà pronto a entrare nella fase adulta. Ci può essere , nel caso inverso, una regressione, oppure una fissazione. A questi fenomeni si devono le perversioni sessuali - comportamenti che realizzano il piacere sessuale, ma in forme devianti rispetto a una norma sociale data. Il confine tra normalità e perversione è sottile: l’integrazione e la sottomissione di tutte le pulsioni sessuali parziali nel contesto della sessualità genitale costituiscono l’esito possibile, felice, ma sempre precario, di un complesso processo di educazione e acculturazione. Il perverso si comporta in modo opposto al nevrotico, ma entrambi gli atteggiamenti sono difese contro l’angoscia. Metapsicologia Sono quelle teorie che Freud venne formulando per costruire sistemi esplicativi generali dell’apparato psichico coerenti con i dati raccolti mediante le osservazioni cliniche. Prima topica: modello spaziale (1915) Inconscio: principio del piacere preconscio coscienza: principio di realtà. Seconda topica (1920) Nell’incoscio si vede una tendenza all’annichilimento e all’autodistruzione, metaforicamente indicata come pulsione di morte o Thanatos, contrapposta a una pulsione di vita, volta all’autorealizzazione, all’espressione e alla trasformazione (Eros). L’antitesi tra piacere e realtà viene ora considerata come specificazione interna al campo della pulsione di vita e riguarda i tempi e i modi del soddisfacimento erotico e la creazione dei processi che lo sostituiscono Viene rafforzato il legame tra l’Io cosciente e l’incoscio. La censura è affidata al Super-Io, dove è depositata l’identificazione con le figure parentali che Freud pone come esito del declino del complesso edipico - quando il bambino rinuncia all’impossibile desiderio incestuoso, la frustrazione induce in lui l’incorporazione tipica dello stadio orale.(Il super-io è incoscio, perché sfugge questo processo dell’incorporazione simbolica). una terza istanza (oltre l’Io e il Super-io) è l’Es, le cui caratteristiche sono quelle del processo primario, dove è posto il serbatoio delle pulsioni, il luogo cioè dove lo psichico si apre al somatico e viceversa. Deposito del materiali psichico rimosso. L’Io è al centro fra Es e Super-Io, funziona da filtro, ma è un’attività molto difficile: l’Io diventa dunque la sede propria dell’angoscia, dovuta al trplice pericolo cui il soggetto è esposto: "il pericolo che incombe dal mondo esterno, dalla libido dell’es e dal rigore del Super-io". L’Io dispone di una libido che impiega per imbrigliare faticosamente la duplice forza aggressiva ed erotica dell’ES e per limitare le pretese moralistiche e punitive del Super-Io. Certo anche questa forza psichica dell’Io può sviarsi e dare luogo a patologie, ma nel migliore dei casi essa dà luogo a una più forte e plastica strutturazione della razionalità.

La ragione critica deve riuscire a cogliere il fondamento psicologico e puramente umano dei valori morali, decostruendone l’origine e sottraendone la gestione alla tutela autoritaria della religione. Solo la consapevolezza razionale del significato psicologico dei valori morali e dell’origine sessuale ed edipica degli ideali può attutire quei sensi di colpa che la sanzione religiosa dei valori morali acuisce, facendo di Dio il Padre per eccellenza (vedi Nietsche).

Il movimento psicoanalitico 1908: Società psicoanalitica di Vienna Jung: convalida sperimentale delle teorie psicoanalitiche 1911: contrasto con Adler (non la sessualità ma la pulsione aggressiva) 1913: Jung: l’energia psichica (libido) è neutra anche se può assumere anche un carattere sessuale. Nasce la psicologia analitica. Nella concezione di Jung l’energia psichica, oltre ad avere una causa, ha anche uno scopo. Proprio per tale motivo essa non può essere misurata, ma può assumere due caratteri differenti; una progressiva di continuo adattamento al mondo esterno, e una regressiva, che riattivando antichi conflitti interiori induce il malessere fisico. Così l’analista junghiano si interessa maggiormente alle spinte progettuali del soggetto, mentre quello freudiano vira la sua attenzione alle cause passate di un comportamento attuale. Archetipi nell’inconscio, che Jung considera autonomo. Inconscio collettivo. Con il tempo l’evoluzione psichica porta prima all’emergere di un io cosciente, poi, intorno ai quarant’anni all’incontro con l’archetipo del Sé, che permette all’individuo di trovare se stesso e un autentico legame con gli altri uomini. Unificazione della dimensione della storia personale e di quella collettiva. Reich: sintesi di Freud, Nietzsche e Marx.


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