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Il 21 luglio del 2001 avvenne la notte della Repubblica

Come mai nessuno si ricorda di questi fatti? Si vede che molti da destra a sinistra soffrono della sindrome della "coda di paglia"...
di Emanuele G. - lunedì 21 luglio 2014 - 1472 letture

La sera del 21 luglio del 2001 facevano irruzione nelle scuole Diaz, Pertini e Pascoli di Genova i reparti mobili della Polizia di Stato di Genova, Roma e Milano con il supporto operativo di alcuni battaglioni dei Carabinieri. Il totale degli effettivi impegnati fu di 346 poliziotti e 149 carabinieri.

Le succitate scuole erano la sede del Genova Social Forum che aveva il compito di coordinare le manifestazione contro il G8 che si teneva in quei giorni proprio a Genova.

Fu l’operazione di polizia più brutale in Europa dalla fine della seconda guerra mondaile. Un motivo per cui noi italiani dovremmo TUTTI vergognarci.

Per fortuna che non ci furono morti, ma i feriti (O PER MEGLIO DIRE LE PERSONE BRUTALIZZATE DALLE FORZE DELL’ORDINE) furono 61 con tre in prognosi riservata e uno in coma.

Tale operazione di polizia fu denominata "MACELLERIA MESSICANA" perché solo in America Latina si sono verificati analoghi casi.

L’impronta fascista è acclarata. Non per nulla furono fatti affluire a Genova i reparti mobili della Polizia di Stato di Roma che tutti conoscono per la loro fede nel Fascismo. Il vero registra dell’ordine pubblico fu in realtà il Vice Presidente del Consiglio Fini noto per i suoi trascorsi fascisti.

Dobbiamo TUTTI ringraziare la magistratura per aver fatto completa luce su una data che si può bene definire LA NOTTE DELLA REPUBBLICA.

Il processo è stato lungo. Il giorno 13 novembre del 2008 fu emessa la sentenza di primoi grado. Il 18 maggio di due anni dopo la terza sezione della Corte di Appello confermò il dispositivo della sentenza di primo grado.

Il 5 luglio la Cassazione conferma in via definitiva le condanne per falso aggravato, confermando l’impianto accusatorio della Corte d’Appello. Convalida così la condanna a 4 anni per Francesco Gratteri, attuale capo del dipartimento centrale anticrimine della Polizia; convalida anche i 4 anni per Giovanni Luperi, vicedirettore Ucigos ai tempi del G8, oggi capo del reparto analisi dell’Aisi. Tre anni e 8 mesi a Gilberto Caldarozzi, attuale capo servizio centrale operativo. Il capo della squadra mobile di Firenze Filippo Ferri è stato condannato in via definitiva per falso aggravato, a 3 anni e 8 mesi e all’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. In parte convalidata (3 anni e 6 mesi) anche la condanna a 5 anni per Vincenzo Canterini, ex dirigente del reparto mobile di Roma, essendosi prescritto il reato di lesioni gravi la cui presenza aveva portato alla condanna da 5 anni in appello. Prescrive, invece, i reati di lesioni gravi contestati a nove agenti appartenenti al settimo nucleo speciale della Mobile all’epoca dei fatti. Alcuni dei condannati, al momento della sentenza, ricoprivano ruoli di rilievo nell’ambito delle forze dell’ordine italiane, che hanno dovuto abbandonare per via della pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici.

È stato annunciata dal legale di alcuni dei condannati l’intenzione di ricorrere alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, chiedendo di riaprire il processo in quanto una precedente sentenza della stessa corte affermava che, in caso di giudizi discordanti tra i primi due appelli di merito, ne occorresse un terzo.

Il 2 ottobre 2012 sono state pubblicate le motivazioni della cassazione. In queste i giudici hanno scritto che la condotta violenta della polizia nell’irruzione alla scuola Diaz ha "gettato discredito sulla Nazione agli occhi del mondo intero". Inoltre i supremi giudici evidenziano che gli imputati hanno dato vita ad una "consapevole preordinazione di un falso quadro accusatorio ai danni degli arrestati, realizzato in un lungo arco di tempo intercorso tra la cessazione delle operazioni ed il deposito degli atti in Procura".

E’ bene ricordare che fu coinvolto anche l’attuale Presidente di Finmeccanica Giovanni De Gennaro ed ex capo della Polizia all’epoca dei fatti di Genova. Nel luglio 2009 i PM Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini hanno chiesto la condanna ad un anno e quattro mesi di reclusione per Spartaco Mortola e di due anni di reclusione per Gianni De Gennaro, relativamente all’accusa di aver spinto il questore Francesco Colucci a cambiare versione durante le testimonianze, dandone una falsa. Il 22 novembre 2011 il sostituto procuratore generale Francesco Iacoviello ha chiesto l’annullamento senza rinvio della sentenza di appello, richiesta accolta dalla corte di Cassazione che ha assolto Mortola e De Gennaro "perché i fatti non sussistono".

IN QUELLA SERA LO STATO DEMOCRATICO ANTIFASCISTA SORTO DALLA RESISTENZA AL FASCISMO SI AVVICINO’ IN MANIERA BRUTALE E INAUDITA AL FASCISMO.


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