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Avanti con il campo largo

Dalla Sardegna un’indicazione preziosa se il campo progressiva vuole essere vincente nel paese

di Emanuele G. - venerdì 1 marzo 2024 - 626 letture

Dalla Sardegna, con l’elezione a Presidente di quella regione di Todde, è giunta una gran bella notizia per la politica italiana. Quale? Che il c.d. "campo largo" non è solo un’ipotesi, ma un qualcosa di tangibile e concreto. Finalmente! La notiza è davvero positiva in quanto apre nuovi scenari in seno a una politica - quella italiana - piuttosto asfittica da svariati anni.

Prima di tutto, il nome non da un’impressione di un soggetto politico "chiuso". Tutt’altro. Indica un insieme politico "aperto" e che porta all’inclusione di soggetti politici di varia storia e tipologia. La politica deve includere e non escludere se vuole essere uno stumento realmente utile al paese.

Un campo progressivo esiste già. Ha nel PD e nel M5S i suoi punti di riferimento. Il processo di aggregazione con altri soggetti appartenenti all’area progressiva non deve essere misurato sui rapporti di forza, ma sulle cose da fare e sulle cose che uniscono.

Il c.d. "campo largo" deve dare "SPERANZA" al paese. Una politica incapace di trasmettere un segno di speranza al paese è una politica inutile e autoreferenziante. La speranza mobilita il cuore della gente e da vigore a una politica in fase avantanzata di catatonia. E’ la politica ad aver tradito il paese e non il contrario.

Il contatto con la gente ha la necessità di essere continuativo e non solo nel periodo elettorale. Ogni giorno si dee costruire nuove relazioni fra noi cittadini e la politica. Tutti a lanciare allarmi sulla disaffezione al voto e poi non si fa nulla in concreto, è una contraddizione in sé. La politica significa costruzione e non illusione. Pertanto la prima cosa da costruire - anzi ricostruire - è il contatto con la gente umiliata da una politica del nulla in questi ultim idecenni.

Il "campo largo" non può e non deve essere un’alleanza solo di orientamento elettoralistico. Deve diventare un vero soggetto politico. Se ci si mette assieme tanto per ragranellare un pò di voti a destra e manca si cade nel medesimo errore fatrto da "L’Ulivo" a cavallo fra i due secoli. La gente non capirebbe che un’alleanza politica sia attiva quando ci sono le elezioni, mentre poi scompare e diventa la solita delusione per noi cittadini.

Che il "campo lungo" sia un reale soggetto politico lo dobbiamo pretendere anche noi cittadini. Si è cittadini non in riferimento alla mera sfida elettorale, ma tutto l’anno. La crisi del sistema è dovuta al fatto che i cittadini hanno smesso di fare i cittadini. Non partecipano, ma pretendono. Se volete vivere in un sistema sociale più giusto ed efficiente impegnatevi anche voi in prima persona. Se no non se ne esce.

Insomma, il "campo progressivo" servirà al paese nel caso i due contraenti - "campo largo" e cittadini - si mobilitano nel senso di assicurare al paese un presente che si basa, oltre che sulla speranza, su un impegno diuturno ad indicare che la politica è ritornata per le strade del nostro paese e non è appannaggio di un gruppo ristretto di politici che fanno il cattivo e il bel tempo. Rispalanchiamo le finestre e le porte in casa Italia.


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