DDF (Donne Discorsi Filosofe).
Donne sta per "punto di vista delle filosofie
femministe": l’idea è che il pensiero filosofico in
generale e quello sulla politica in particolare possano
venire arricchiti e resi più interessanti se
interagiscono con le prospettive femministe.
Discorsi è termine inteso nel senso arendtiano, un
dialogo per costruire nuove relazioni e un nuovo
linguaggio della politica (riflessioni sul nostro
tempo, sulla "sinistra", sulla necessità di immaginare
una via d’uscita e un futuro diverso).
Filosofe sta per repertorio ampio di notizie sulla
vita e il pensiero di filosofe, artiste, scienziate da
mettere a disposizione come strumenti della nostra
stessa riflessione e per una scelta divulgativa che è
diventata obbligatoria per il pensiero delle donne.
L’invito è per tutti/e voi a collaborare alla nuova
rivista. Perché? Io rispondo così (voi direte la vostra,
se volete):
Immagino la rivista come un luogo piacevole in
cui muoversi, guardare, pensare, parlare. Un luogo
in cui star bene, da costruire insieme ad altri, da far
vivere. Un luogo che dialoga con altri luoghi,
costruisce strade, ponti, ferrovie.
Non si tratta di dar vita a una rivista fatta da
donne per le donne, ma di assumere criticamente il
punto di vista delle filosofie femministe per parlare a
chi ha voglia di sentire. La politica, dopo qualche
anno in cui sembrava che le cose stessero
diversamente o potessero andare diversamente, è
tornata a parlare un linguaggio maschile, che più
“maschile” non si può.
La crisi profonda della sinistra, in particolare in
Italia, richiede che la voce e il punto di vista delle
donne tornino a farsi sentire con forza. Occorre
trovare voci diverse, scoprire un varco. L’universo
femminile può dare oggi finalmente un contributo
fondamentale al dibattito politico, forte della sua
tradizione di pensiero e di pratiche politiche diverse
e spesso sconosciute.
Una tradizione in cui è stato messo in discussione
il linguaggio e la logica del potere, sono state
inventate nuove pratiche politiche, sono stati
valorizzati l’esperienza e il racconto.
Dunque una rivista per discutere, per confrontarsi
in un momento della nostra storia in cui più che in
altri momenti probabilmente non riusciamo più a
parlarci, mancano i riferimenti comuni, è carente o
usurato il linguaggio, l’orizzonte quanto mai incerto.
Aspetto le vostre risposte.