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Un appello per la bellezza e la giustizia sociale

di Redazione - venerdì 15 settembre 2023 - 543 letture

Lettera aperta a studenti e docenti, a chi lavora nel mondo della salute e della comunicazione

Proponiamo di seguito questa lettera scritta dalla sociologa Laura Corradi e dal medico pediatra Carlo Bellieni rivolta al mondo della comunicazione, della salute e della cultura per sensibilizzare su temi e questioni troppo poco affrontati ma molto attuali. Invitiamo a leggere, diffondere e aderire alla lettera scrivendo a redazioneitalia@pressenza.com


Siamo appena usciti da una lunga epidemia. E ci troviamo di fronte ad altre. Viviamo costantemente allertati da stimoli di preoccupazione, alimentati da mass-media che spettacolarizzano cronaca nera, guerre e disastri. Messaggi di catastrofismo o di falso ottimismo ci impediscono di capire ed affrontare le cause sociali di epidemie profonde, che sembrano indicare una perdita di contatto con la realtà in mutamento.

– Epidemia di autolesionismo e suicidi. Cresce il disagio mentale – diventando un problema di salute pubblica: insonnia, sindromi ansio-depressive, ludopatia, tabagismo, alcolismo, uso di droghe legali e illegali – insieme a forme di autolesionismo ed alla diffusione di giochi estremi anche tra adolescenti.

– Epidemia di dipendenze da dispositivi digitali ed analfabetismo di ritorno. Oggi il linguaggio – e non solo quello dei giovani – diventa sempre più povero, come le interazioni corporee e quelle sessuali. Se la socialità in presenza si impoverisce e muore, muoiono anche le parole, e il linguaggio del corpo lascia il posto a quello della distanza.

– Epidemia di infertilità ed anti-cultura del corpo. Oltre alla caduta della fertilità, sulla quale incide il degrado ambientale, – ed al ricorso alla riproduzione assistita che comporta problematiche spesso misconosciute – dobbiamo capire la minore propensione alla procreazione: si sono abbassate le condizioni economiche per poterlo fare, quelle ecologiche, di salute, e la conoscenza del nostro corpo – il senso del limite rispetto all’età in cui avere figli – mentre si eleva la paura del futuro.

Ci avvilisce lo spreco di risorse, cibo, intelletto e affetto, con la depressione del desiderio; pensiamo sia importante impegnarci a cercare alternative in maniera inter-generazionale. Occorre ripartire dal bello. Non quel bello che per i nostri governi rende ‘ricco’ il nostro Paese nella misura in cui porta gettito erariale – un modo insopportabile di mercificare la bellezza. Vogliamo concepire la natura integralmente, gli animali e gli esseri umani nelle loro diversità di genere, età, colore, cultura, sessualità, lingua – per vivere ed interagire nelle forme creative del lavoro sociale, liberandolo dallo sfruttamento. Sostituire la nostra responsabilità con le decisioni delle macchine non è la soluzione – vogliamo mettere al centro bellezza e utilità – quel valor d’uso schiacciato dalla preminenza del denaro nelle nostre società. Rendere l’insegnamento funzionale alle esigenze di mercato non è la soluzione.

Siamo docenti, professionisti/e della salute, artisti/e, intellettuali ma con senso pratico e aspiriamo a trovare soluzioni democratiche e sostenibili. Viviamo con trasporto l’imparare e l’insegnare con passione non solo le nostre materie ma anche le culture della salute, della reciprocità, dell’ambiente – orientandoci alla pace, al rispetto delle differenze, alla cooperazione. Nonostante le derive dei nostri sistemi politici ed educativi, vogliamo continuare ad essere testimoni dei nostri saperi collettivi e delle nostre esperienze. La scienza e la tecnica non sono tutto: vogliamo esprimere stupore di fronte all’inspiegabile della bellezza, che è armonia tra noi umani e la natura di cui siamo parte. Per questo offriamo e chiediamo alle persone più giovani un dialogo inter-generazionale non gerarchico e non giudicante, orientato a trovare soluzioni innovative per fronteggiare l’attuale crisi economica ed ecologica globale.

Chiediamo a chi lavora nel mondo della scuola e della salute, nella cultura e nella comunicazione di sottoscrivere questo appello in vista di un simposio nazionale per aprire un dialogo su questi temi così vitali.


Carlo Bellieni: Docente di Pediatria all’Università di Siena; Responsabile UOS Cura del dolore Neonatale e Nido-Rooming-in Delegato alla Comunicazione Dipartimento Med Molecolare e Sviluppo UNISI; Membro Comitato Bioetica Regione Toscana.

Laura Corradi: Sociologa del corpo; Docente di Sociologia della Salute, Sociologia dell’Ambiente e Gender Studies and Intersectional Methodology presso il Dipartimento Scienze Politiche e Sociali dell’Università della Calabria.



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