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Street space parade: la manifestazione nelle parole degli organizzatori

Sabato 29 settembre si è svolta la street parade bolognese. Un simbolico funerale ha attraversato le strade di Bologna per denuciarne la sua morte. Niente carri in giro per la città, ma un corteo silenzioso. In questo articolo la situazione spiegata dal comitato "Open the space" e dal "Metrolab"...

di Redazione - giovedì 4 ottobre 2007 - 4646 letture

Il comunicato di "Open the space"

Finalmente, anche solo per alcune ore, Bologna è stata riconquistata. La Street Space Parade è stata una manifestazione di massa, senza violenze e senza danneggiamenti ma con una grande forza rivendicativa finalmente esplosa dopo tre anni di sgomberi, ordinanze di stampo fascista, rigurgiti neonazisti, appelli razzisti.

Le migliaia di manifestanti che hanno celebrato il funerale della Bologna di Cofferati, intollerante e proibizionista, dimostrano che è possibile riconquistare dal basso e dai movimenti una Bologna solidale, antirazzista e antiproibizionista, che è possibile riconquistare spazi di agibilità politica e fisica contro le politiche securitarie e repressive messe in atto dalla giunta Cofferati e dal governo Prodi.

Al questore, che nel tentativo di annullare la valenza politica della street ci accusa di essere stati in piazza solo per arricchirci con la vendita di birre, rispondiamo che gli unici ad essersi arricchiti sono i negozianti “legali” di Bologna e quelli dei racket camorristi a cui, fra l’altro, addebitiamo la montagna di rifiuti vetrosi… I danni reali subiti dalla città invece dovrà pagarli il sindaco, che con la sua politica sta disintegrando il tessuto solidale e antifascista che da sempre caratterizza Bologna.

Apprendiamo con soddisfazione che Cofferati non parteciperà alle prossime riunioni del comitato per l’ordine e la sicurezza: forse il clima di tensione scatenato dalle sue politiche e dalle sue dichiarazioni potrebbe finalmente attenuarsi.

Al termine della Street siamo stati vittime, con il sequestro di quattro furgoni e le denunce contro chi ha partecipato alla manifestazione, di un atto di rappresaglia da parte di chi non ha argomenti politici per rispondere alle rivendicazioni espresse dalla piazza. Rappresaglia di chi non porta avanti nessuna politica per i giovani, gli immigrati, i senza casa, i precari e i lavoratori in nero.


La posizione degli organizzatori della street parade


Quest’anno, oltre a parlare di antiproibizionismo e di riduzione del danno, la Street "Space" Parade ha provato a rivendicare anche il diritto all’attraversamento della città e all’abitare la città di tutti/e e per tutti/e, e anche per questo ha scelto di mutare forma attraversando il centro storico senza i tradizionali carri e cercando, anche a livello musicale, soluzioni a più basso impatto ambientale (sempre a partire dal dato di fatto che si tratta di una sola notte all’anno, sull’esempio delle ormai famose "notti bianche" che da Roma si sono diffuse in tutto il Paese).

Il 29 settembre anche Metrolab ha attraversato le strade di Bologna per parlare ancora una volta di diritto all’abitare la città e di accesso alla cittadinanza per tutti/e, di "liberazione" dei luoghi come pratica di autogoverno delle metropoli e di spazi sociali come luoghi di partecipazione e riprogettazione urbana; continuando così a raccontare un’idea di città radicalmente alternativa a quella che il modello di governo cofferatiano sta oggi disegnando.

Ancora una volta però, quel modello di governo ha risposto a questioni politiche importanti solo attraverso provvedimenti di ordine pubblico.

E infatti, nonostante - come è nostra abitudine – avessimo rispettato tutte le richieste di cui siamo stati messi a conoscenza (compresa quella di non accendere la musica nel tragitto da p.zza XX Settembre a p.zza della Costituzione, a differenza di quanto ha affermato Luciano Nigro su Repubblica) siamo stati uno dei tre furgoni interessati dal sequestro del materiale e dalle sanzioni penali e amministrative.

E’ quindi attraverso multe di 5500 euro l’una e sanzioni varie, calate sulla testa dei malcapitati (risultati negativi all’alcol - test, tanto per sfatare uno dei luoghi comuni sui partecipanti alla parade) che in quel momento guidavano i furgoni, che si cercano di azzerare le esperienze di aggregazione giovanile che per anni sono state una ricchezza e una risorsa per il futuro di Bologna.

Ed è sempre attraverso multe, denunce e sanzioni che l’Amministrazione risponde alle questioni, ai dubbi e al malessere crescente che oggi, anche tramite la street parade, una parte importante di questa città fatta di giovani, studenti, precari e migranti sta esprimendo.

Nonostante ciò, e nonostante non sappiamo davvero dove e come trovare i soldi per pagare tali multe e quindi forse, approfittando della nostra precarietà economica, alla fine riusciranno a zittirci, il 6 ottobre saremo di nuovo in piazza.

Saremo in piazza per continuare a raccontare, insieme a tanti e tante altri/e la Bologna che vogliamo: una Bologna liberamente attraversabile e fruibile da tutti/e, una Bologna in cui a decidere siano tutti quei soggetti che ogni giorno la vivono e la attraversano, una Bologna in grado di costruire diritti di cittadinanza per un precariato sociale che ancora dalla cittadinanza rimane escluso, una Bologna accogliente e solidale che metta al bando tutte le forme di razzismo e di criminalizzazione del diverso e una Bologna in cui gli spazi pubblici e gli spazi sociali siano, come in passato, elementi da cui partire per riprogettare la città.

Il 6 ottobre saremo in piazza: per iniziare a costruire un’alternativa possibile e perché siamo irriducibili alla miseria del presente!

(Comunicato MetroLab Street parade)


foto di paolomag: http://www.flickr.com/photos/paomag/


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Street space parade: la manifestazione nelle parole degli organizzatori
7 ottobre 2007, di : mary

ritengo ke sia neccessaria una nuova manifestazione ke coinvolga anke i ragazzi milanesi e nn solo...