Falcone. Il governo italiano ha appena fatto una leggina apposta per
far tornare in Cassazione il suo principale nemico fra i giudici, Corrado Carnevale.
Falcone. Il governo italiano ha appena fatto una leggina apposta per
far tornare in Cassazione il suo principale nemico fra i giudici,
Corrado Carnevale. Dopo aver votato la legge, i ministri sono saliti
sull’auto blu, sono arrivati all’autostrada Palermo-Capaci, si son
fatti indicare da qualcuno il punto preciso e la’ sono scesi e hanno
commemorato virtuosamente.
Europa. Non sempre l’Europa e’ civile. Quasi contemporaneamente, dal
consiglio dell’Unione sono arrivate due direttive il cui effetto sara’
se disgraziatamente le seguiremo - di renderci tutti un po’ meno
europei.
Una e’ "moderna", e riguarda i programmi per i computer. Questi nascono
sempre da idee elementari, analoghe a quelle - ruota, vela, alfabeto,
torchio da stampa, vapore - che da sempre sono stati i gradini della
civilta’. A partire da queste idee, vengono scritte i milioni di righe
di codice che concretizzano questo o quel software; ma le idee sono
semplici e collettive. Noi europei abbiamo sempre distinto fra idee e
applicazioni: la ricetta della pasta con le sarde puo’ anche
appartenere a qualcuno, ma il concetto di pasta in se’, e del fuoco per
cuocerla, e della necessita’ di un condimento, e’ libero, patrimonio di
tutti e universale. Sulla ricetta, se le nonne ci avessero pensato,
avrebbero potuto mettere il copyright; ma mai avrebbero potuto
brevettare l’idea di pasta. Diversamente, la cucina mediterranea non
esisterebbe e noi oggi saremmo tutti qui a mangiare chips e hamburger,
come alcuni sciagurati purtroppo fanno. In America no: la’ avrebbero
messo un brevetto proprio a monte, alla radice. Sarebbe nata la Pasta
Corporation, l’unica autorizzata.
Ecco, sta succedendo proprio questo. La scrivania del computer, il
menu’, cestino, non sono delle applicazioni specifiche: sono idee. E
dal momento che nascono appartengono a tutti. Questo e’ il sano
buonsenso europeo: dall’idea viene idea, non si puo’ imbrigliarla. Per
questo noi ci siamo sviluppati come civilta’, e l’America come
tecnologia.
Adesso, per colpa principalmente della presidenza irlandese (l’Irlanda
inventa pochissimo, ma ospita le colonie europeee dei monopoli
americani), i ministri europei propongono di abbandonare il copyright
europeo e adottare il brevetto americano. E’ un’idea terrificante, che
significherebbe asfissiare la ricerca informatica nel giro di pochi
anni. Avremmo costosi giocattoli, ognuno piu’ stupido e inutile del
precedente, ma non piu’ capolavori come Linux o come il primo internet,
quello del Cern. Sarebbe vietato sviluppare le idee, poiche’ ciascuna
di esse apparterrebbe a una multinazionale.
Nell’indifferenza dell’opinione pubblica europea, le lobby americane si
sono mosse bene. Da un paio d’anni in qua sempre piu’ stati adottano il
software open source per le proprie amministrazioni (in Germania, per
esempio, o in Brasile) e per le multinazionali e’ un obbligo fermare
questa tendenza prima che sia troppo tardi, e che la massa dei
consumatori si renda conto - ad esempio - di quanto Linux sia piu’
efficente di Windows, oltre a costare molto meno. Nella campagna
elettorale europea, una delle cose che distinguera’ i candidati di
destra da quelli realmente progressisti sara’ che questi ultimi
s’impegneranno a votare contro il brevetto all’americana e per la
liberta’ della ricerca.
Attenzione: all’ultimo scontro parlamentare sulle tecnologie in Italia,
quello sul decreto Urbani (arbitrario divieto di scaricare
dall’internet senza fine di lucro), buona parte dell’"opposizione" non
ha votato contro ma si e’ astenuta. Anche su questo si misura
l’inadeguatezza della sinistra ufficiale, e la necessita’ di crearne
una nuova.
* * *
La seconda direttiva "europea" e’ ancora piu’ semplice e rozza, e punta
al cuore della civilta’ europea: proprio al libro. Il libro, il lettore
dei libri, la biblioteca: nel fitto del medioevo, quando tutto era
barbaro e peggio che americano, i monaci fondarono l’Europa non
pregando un dio, ma organizzando biblioteche. Il rinascimento fu un
affare di biblioteche. Non ci sarebbe stata Riforma senza Gutemberg e i
torchi, e libri e biblioteche. Bologna, Sorbona, Cambridge, Padova - le
vere capitali europee - furono citta’ di biblioteche. L’Illuminismo, la
legge uguale per tutti, i diritti; il socialismo umanitario, la
scienza, la locomotiva, la democrazia: nulla di tutto cio’ sarebbe
potuto sorgere con la televisione o i pokemon o le guerre stellari. Ci
volevano i libri, e le biblioteche.
Oggi, l’Europa burocrate pretende che i libri debbano essere non un
diritto, ma un lusso: ogni cittadino europeo che voglia prendere un
libro in una biblioteca europea dovra’ pagare una tassa per questo
lusso.
La tassa e’ una monetina, un cinquanta cents: ma e’ una monetina
simbolica e vergognosa. "Per ogni monetina che salta nella cassetta
un’anima balza in paradiso...": Lutero s’incazzo’, e quel che successe
s’e’ visto. "Per ogni cassa di te’, una moneta per il re..." :
l’America si ribello’ e fece i Tredici Stati. Adesso, e’ qualcosa del
genere. La tassa dell’ignoranza non va pagata. Il ragazzo che entra
nella bibliotechina di Racalmuto, e chiede in lettura un libro, e’ un
ragazzo europeo; l’Europa che gli risponde "Prima dammi un soldo"
invece non e’ europea.
Impero. I gulag non sono mai morti di morte naturale. Neanche quelli
iracheni fanno eccezione. La colpa? "Ubbidivo agli ordini". E gli
ordini sono sempre in nome di qualcosa. La storia delle torture, dei
lager "democratici" e imperiali, sta finendo come doveva finire. Il
comando della Werhmacht ha fatto un’inchiesta, un paio di caporali piu’
sadici sono stati "condannati" a lievissime pene, Keitel e Jodl hanno
dichiarato di non saperne niente, e tutto e’ finito li’. Dibattiti in
televisione e foto sull’internet - la sola differenza e’ stata questa.
E’ impossibile conquistare un paese senza torturare. Gli assiri,
tremila anni fa, negli identici luoghi facevano esattamente lo stesso.
Dove sono gli assiri oggi? Dove sara’ l’Impero fra cinquant’anni?
Background.
9 aprile. New Port, Florida. Bambina di nove anni arrestata con
l’accusa di avere rubato un coniglietto e dieci dollari. Dopo che lo
sceriffo le ha letto i suoi diritti, lei ha detto di non aver preso i
soldi e di aver preso il coniglietto solo per giocarci.
15 aprile. Little Rock, Arkansans. Concesso il ritiro delle manette
alle detenute portate in ospedale per partorire. Da ora in poi le
catene (alle mani e ai piedi) verranno mantenute all’entrata e
all’uscita della maternita’ ma saranno tolte durante il travaglio.
28 aprile. Stato di Washington. Studente quindicenne interrogato dal
Servizio Segreto in merito ad alcune sue caricature del presidente
Bush.
30 aprile. North Carolina. Fine pena in autunno per Junior Allen,
detenuto per 35 anni per il furto di un televisore da 140 dollari.
2 maggio. Stato di Washington. Due adolescenti di 12 anni, Jake E. ed
Evan S., verranno processati come adulti, per omicidio.
10 maggio. Concord, New Hampshire. Veto del governatore alla proposta
di alzare da 17 a 18 anni l’eta’ minima per le condanne a morte.
Scritta sui muri. "Abbasso chi dico io".
Elezioni. C’e’ un partito della Bellezza. Dovrebbe evitare di mettere
le foto dei candidati sui manifesti. Quelle viste finora sembrano del
partito opposto.
Crisi. "Se noi prendiamo il 36 e Forza Italia il 19, c’e’ la crisi di
governo". D’Alema per una volta ha ragione. Dal governo rispondono:
"manco a parlarne". Le Camere saranno dunque sciolte da Ciampi. Da quel
momento in poi, puo’ succedere tutto.
Fini l’americano. E’ gia’ diventato democratico. Ora faccia uno sforzo
e diventi anche italiano.
Valeva la pena. Una delegazione della Coca-Cola ha incontrato a Baghdad
tre grandi famiglie imprenditoriali irachene al fine di creare una
possibile joint-venture in Iraq. Il mercato stimato e’ di 26 milioni di
consumatori.
Dallas. Dall’altro lato del semaforo sta passando una ragazza carina.
Le sorrido istintivamente e lei, certo per coincidenza, sorride. In
quella t’arriva un enorme camion-cartellone con un berlusconi gigante
che mi chiede il voto. La ragazza e’ coperta e il semaforo e’ rosso. Il
camion passa e contemporaneamente scatta il verde; ma la ragazza,
naturalmente, non c’e’ piu’. Il camion e’ della "Dallas Pubblicita’".
Etologia. Abbiamo paura perche’ ci sentiamo stretti.
Antimafia. Lunedi’ 24 alle ore 21, sul sito di Contrastamu, chat sul
libro "Voglia di mafia". Partecipano gli autori, Enrico Bellavia e
Salvo Palazzolo, e il giudice palermitano Fernando Asaro.
Bookmark: http://www.cuntrastamu.org
Palermo. Sono 6060, secondo un’indagine del sindacato, i bambini fra i
sette e i quattordici anni costretti a lavorare come ambulanti, fiorai,
baristi o altro. Di loro, 684 hanno meno di undici anni.
Milano. Giovanissimi rumeni, dai dieci ai quindici anni, costretti a
prostituirsi in piazza Trento. Denunciati a piede libero due stimabili
professionisti locali sorpresi fra i "clienti".
I dieci da non votare. Elezioni europee. Le liste dicono che bisogna
rassegnarsi a convivere coi tangentisti e i voltagabbana. Oltre che con
la mafia. Come al tempo in cui facevamo "I Siciliani", non intendiamo
consigliarvi chi votare, ma sconsigliarvi alcuni candidati. Di entrambi
gli schieramenti. Perche’ la questione morale riguarda tutti. E tutti
la ignorano.
Silvio Berlusconi. Capolista di Fi in tutte e cinque le circoscrizioni.
Non ve lo sconsigliamo per i disastrosi effetti di 3 anni di governo
(da soli basterebbero), ma per la lunga collezione di reati inanellata
da imprenditore: tra prescrizioni, qualche rara assoluzione, un paio di
condanne per interposto Previti, ha ancora un processo in corso per
corruzione di magistrati.
Milena Bertani. Candidata dell’Udc nel nordovest, e’ sotto processo a
Milano per associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta.
E’ accusata di avere truccato - quand’era assessore al Bilancio di
Formigoni - gli appalti per le opere post-alluvione.
Giuseppe Castiglione. Il vicepresidente della Regione Sicilia e’ nella
lista di Fi nelle isole. E’ stato condannato (in primo grado) a 10 mesi
per turbativa d’asta.
Luigi Cocilovo. Capolista dell’Ulivo nelle isole, in quota Margherita.
Una sentenza del Tribunale di Palermo lo descrive come "collettore di
una tangente, disposto anche a concedere favori sindacali (Cisl, ndr),
fu pure il percettore di un contributo elettorale". La tangente era di
350 milioni di lire, gliela verso’ un imprenditore in cambio della fine
degli scioperi nei suoi cantieri. L’imprenditore e’ stato condannato;
Cocilovo, grazie alla legge sul cosiddetto giusto processo, e’ stato
assolto. Con le suddette motivazioni.
Toto’ Cuffaro. La collezione di avvisi di garanzia per i suoi rapporti
con Cosa Nostra potrebbe culminare in qualche mandato d’arresto. Meglio
prevenire, finche’ si e’ in tempo e, visto che un presidente di regione
(Sicilia) non ha l’immunita’, meglio cautelarsi volando a Strasburgo da
capolista Udc nelle isole.
Stefano Cusumano. Il capogruppo dei deputati dell’Udeur ha un record:
e’ l’unico uomo di governo a essere stato arrestato mentre era
sottosegretario (di D’Alema). E’ sotto processo per associazione
mafiosa e turbativa d’asta e il suo partito lo propone come capolista
nelle isole.
Gianni De Michelis. Ha rimesso insieme i socialisti che non stanno nel
Polo o nell’Ulivo e nemmeno in carcere e si presenta come capolista al
sud. Ha patteggiato (sentenza definitiva) un anno e sei mesi per una
storia di tangenti negli appalti del’autostrada Venezia-Padova (in
primo grado era stato condannato a 4 anni di carcere).
Paolo Cirino Pomicino. ’O ministro torna in pista al secondo posto,
alle spalle di Clemente Mastella, nella lista Udeur nel sud. Condannato
a un anno e 8 mesi di carcere per violazione della legge sul
finanziamento dei partiti (megatangente Enimont). Pena poi prolungata a
un anno e 10 mesi in seguito a un patteggiamento per lo stesso reato.
Ferdinando Latteri. Il rettore dell’universita’ di Catania e’ il
campione dei voltagabbana. Uno che in 24 ore riesce a passare da Forza
Italia a un posto in lista con l’Ulivo (in quota Margherita) nelle
isole merita di essere mandato a casa, non a Strasburgo.
Biagio Susinni. Le vicende giudiziarie dell’ex repubblicano Susinni
hanno riempito le cronache siciliane dei primi anni Novanta: arresti,
condanne e continue elezioni all’Assemblea regionale siciliana. De
Michelis lo ripesca e lo candida tra i Socialisti nelle isole.
[sebastiano gulisano]
Terra di Erode. La bambina Abu Zaid e’ morta per un "proiettile
vagante", dei quali ne volano molti vicino alla baracca che e’ casa
sua. Il bambino Samer al-Arja invece non e’ stato raggiunto da niente,
gli si e’ semplicemente fermato il piccolo cuore per il terrore. "La
cannonata gli e’ scoppiata vicinissima" anche se i suoi genitori
credevano di essere al riparo. Nessuno dei due aveva compiuto ancora
quattro anni.
Foto da conservare. Il bambino che si ripara dietro al bidone col padre
che cerca disperatamente di proteggerlo mentre gli sparano addosso. Il
giovane che si affaccia dal commissariato invaso dalla folla e alza al
cielo due mani insanguinate. Tutt’e due conterranei: ma il primo
vittima, il secondo assassino.
Queste due foto, da sole, bastano ad assicurarci che non ci sara’
alcuna pace. Per ragioni politiche, certo (i laici delle due parti non
riescono piu’ a controllare i rispettivi integralisti), ma anche e
soprattutto per ragioni antropologiche. L’antropologia si separo’ dalla
politica, piu’ o meno negli stessi luoghi del mondo, tre o quattromila
anni fa, quando le prime tribu’ - alcune coltivatrici e stanziali,
altre povere e accampate - cominciarono ad evolversi in comunita’
cittadine, in imperi, in regni; e le loro guerre, che fino a quel
momento erano state disordinatamente atroci, cominciarono ad acquisire
sempre restando atroci - una qualche "ragione" e dunque una
prevedibilita’. La politica non fu altro che la gestione di questa
prevedibilita’. E fu da li’ che si sparse fondando il mondo "civile".
Adesso, dopo moltissimi anni, il flusso s’e’ invertito. E’
l’antropologia che tende a riassorbire la politica, la ferocia ferina
che assorbe quella prevedibile, la tribu’ che assorbe la citta’.
Quattromila anni fa sarebbe stato strano prevedere che il processo di
"politicizzazione" sarebbe dilagato fino a diventare normale. Adesso
sembra abbastanza strano pensare che possa accadere l’opposto e che
possa ridiventare "normale" l’antropologia. Certe scene della nostra
normalita’ pero’ - un dopo-partita a Roma; una strada con i corpi
ordinatamente allineati sul ciglio; una folla che urlando assalta,
invocando un dio, il terreno d’un’altra tribu’ - fanno pensare che
anche qui sul tranquillo Shire cominci a stendersi l’ombra di un
qualche antichissimo dio nero.
vscollo@tiscali.it wrote:
< Ragazzi adoro il diritto. Adoro lo studio di legislazione, dottrina e
giurisprudenza per una miriadi di motivi. Non posso stare qui a
raccontarveli tutti. Ma posso condurvi in questo mondo di amore per il
diritto con un semplice esempio di come "Egli" possa realmente aiutarci
a non farci prendere per i fondelli :o).
Nel campo del diritto civile (lavoro, proprieta’ e di quant’altro sia
correlato alla vita di tutti i giorni), la violazione ai doveri di
comportamento non puo’ essere fatta valere da chiunque, ma soltanto da
chi abbia un interesse ad agire: e chi agisce e’ un privato cittadino e
non gia’ la collettivita’ coi suoi organi. Ma gli orientamenti piu’
recenti del sistema giuridico civile presentano forme di estensione
dell’iniziativa per ottenere la realizzazione del diritto. Cioe’ si
prende atto che la societa’ e’ composta di soggetti ineguali per
capacita’ economica, competenze, misura del potere di influire sui
comportamenti altrui. E in attuazione del principio di "Eguaglianza
sostanziale" (articoli 2 e 3 della Costituzione) si predispongono
meccanismi per ovviare all’ineguaglianza delle parti nei loro rapporti
giuridici. Cosi’ per la repressione di certi comportamenti
particolarmente lesivi, non si parla di iniziativa del soggetto
singolo, ma dei soggetti collettivi (associazioni sindacali,
associazioni ambientaliste, associazioni culturali, ecc.) che hanno
piu’ forza del soggetto individuale privato per assicurare la
repressione del comportamento antigiuridico.
Dopo aver letto questo paragrafo (che nel manuale e’ molto piu’
articolato e ampolloso), ho vissuto come uno stordimento estatico,
quella sorta di "illuminazione" che ti conduce vicino vicino alla
decodificazione della realta’. Le forze reazionarie da sempre hanno
cercato di minare la libera associazione e la libera circolazione del
pensiero, in virtu’ del mantenimento di uno status. Questo "status"
contemporaneo non e’ piu’ tollerabile. Ineguali di tutta Italia,
uniamoci >
Alessandro wrote:
< Secondo un’indagine Bocconi, nel 2003 gli italiani hanno speso il 2,7
per cento in meno dell’anno prima per medicinali mutuabili; hanno speso
invece il 17,2 per cento in piu’ per medicinali interamente a carico
del cittadino. Ovviamente, i tagli alla sanita’ si ripercuotono
pesantemente sui cittadini, con le aziende farmaceutiche che "si
rifanno" con aumenti selvaggi soprattutto nei farmaci di fascia C e
diverse Regioni che impongono i ticket >
B.C. wrote:
< Al signor G. viene rubato il portafoglio alla stazione di Roma. Se ne
rende conto solo quando, arrivato a casa a Milano, deve pagare il taxi.
A questo punto decide di andare a denunciare il borseggio subito. In
questura pero’ gli viene precisato che da quest’anno la legge e’
cambiata, per cui un borseggio compiuto da ignoti non si puo’ piu’
denunciare (e quindi registrare) come reato di borseggio, ma come
semplice smarrimento. La denuncia di borseggio si puo’ fare solo se il
borseggiatore e’ colto in flagrante.
Torna in mente il contratto con gli italiani che il Presidente del
Consiglio stipulo’ con i cittadini tre anni fa. Fra l’altro, doveva far
ridurre il numero dei reati. Nel 2002 i borseggi denunciati erano stati
154mila. Immagino che quest’anno, con la nuova legge, saranno molti di
meno. Immagino che ci faranno un bel manifesto: "diminuiti i
borseggi" >
cislcatania@hotmail.com wrote:
< A Sigonella, il comando della base militare americana ha deciso il
licenziamento di quattro dipendenti civili italiani, in violazione del
contratto nazionale di lavoro e dell’articolo 18 dello Statuto dei
lavoratori. Qualcosa ci fa pensare che anche questi ultimi
licenziamenti siano forme di ritorsione, per arrivare all’occupazione
dei posti da parte di personale americano. E’ pratica normale del
comando di Sigonella, infatti, essere sempre pronto a sanzionare i
lavoratori italiani. Ma e’ la situazione complessiva in cui versa la
base di Sigonella a destare ulteriori preoccupazioni. In violazione
alle norme vigenti, infatti, all’interno della base opera un non meglio
identificato ufficio investigativo, costituito da personale del tutto
non qualificato. Tale ufficio, con azioni persecutorie e facendo leva
su una vera e propria rete illegale di informatori, procede a
interrogatori dei dipendenti con sistemi che sollecitano la delazione e
tendono a mettere i lavoratori uno contro l’altro >
Paolo wrote:
< Per i patiti di Tolkien: segnalo un test per vedere a quale
personaggio somigliate: il mio e’ Sam Gamge e il test e’ su
http://www.matthewbarr.co.uk/lotr/index.htm >
giovapuglisi@libero.it wrote:
< Cari amici, ogni tanto scrivo dei messaggi sul sito catanese "Il
Dito" sono anche registrato con nome e dati anagrafici per assumermi la
responsabilita’ di cio’ che scrivo. L’altro ieri ho riportato, in una
mail al Dito, una notizia, senza commenti, apparsa sul sito di
Repubblica che parlava della posizione contraria di Enzo Bianco, e di
altri cinque o sei deputati di centrosinistra, sulla mozione unitaria
delle opposizioni per il ritiro del contingente militare italiano
dall’Iraq. Ebbene il messaggio e’ stato censurato! La censura cosi’
come accade alla Rai, a Mediaset, sulla Sicilia e cosi’ via. Sappiamo
tutti che Il Dito e’ l’organo di informazione di Enzo Bianco, il
politico che vuole governare Catania, ma se i metodi sono uguali a
quelli di "Silvio & Sciampagnini", di Vespa e Mentana, e non si ha il
coraggio delle scelte che si compiono, dove sta la differenza e che
cambiamo a fare? >
Corrado Stajano (ormai dimenticato) wrote:
< Caro direttore, la parola d’ordine nelle stanze alte del Corriere e’
sopire, troncare, minimizzare, allontanare il fuoco dalla paglia, fare
in fretta, soprattutto, a collocare il nuovo direttore sulla poltrona
con l’Enciclopedia Treccani di spalle. Io mi sono dimesso perche’ non
credo per nulla nella versione ufficiale delle dimissioni di Ferruccio
De Bortoli. Mi dimetto per protesta >
Paolo Fornetti wrote:
< Vorrei segnalarti una iniziativa del paese in cui abito, che si
chiama Volvera e conta 7500 anime a 15 km da Torino, pregandoti di
pubblicarlo sulla "catena". Anche da noi e’ stato confiscato un bene
alla ’ndrangheta: una cascina, in verita’ abbastanza diroccata, di
circa 600 mq con 4000mq di terreno. Il Comune l’ha destinata per usi
sociali (una comunita’ per disabili). Il 2 giugno andremo a festeggiare
la Repubblica marciando a piedi dal paese fino alla cascina, dove
brinderemo con il vino di Libera, prodotto dai terreni confiscati in
Sicilia. Ci sara’ anche don Ciotti. L’appuntamento e’ per le 10 a
Volvera, in Via Garibaldi >
Bookmark: http://www.libera.it/index.asp?idcomunicatistampa=235
ungaretti wrote:
< L’uomo nella guerra manifestava i suoi peggiori istinti, anche se la
guerra, quando c’eravamo entrati, ci sembrava che fosse l’ultima
guerra, che fosse la guerra per liberare l’uomo dalla guerra. Ma la
guerra non libera mai l’uomo dalla guerra. La guerra e’ e rimarra’
sempre l’atto piu’ bestiale dell’uomo. E purtroppo la storia c’insegna
che l’imperialismo, che la necessita’ di dominare gli altri attraverso
la violenza, non e’ cessato >
Bertolt wrote:
< Viaggiando in automobile su una strada piovosa
ho visto uno straccione - gia’ annottava -
chiedermi qualche cosa con un profondo inchino.
Avevo un posto dove andare, una casa. Accelerai
e udii me stesso che dicevo: No.
Passo’ un tratto di strada di molte ore.
Mi spaventai d’un tratto della mia voce
e del mio modo d’essere e di un mondo
fatto tutto cosi’ >
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