Erano 188 (poche) e sono diventate 168 (pochissime) le donne nel
parlamento italiano. Quelle di Berlusconi sono sommariamente elencate
alla voce "Figa". Quelle dell’altro Vip alla voce "Prendiamole in
giro"...
La mafia padana
Va bene, che siamo soli s’è capito. Qua in Africa i pochi antimafiosi
restiamo duri. Ne abbiamo viste di peggio, alla fine mica ci hanno
ammazzato cento sindacalisti in tre anni come nel ’48. E che ci
possono fare? Ammazzarci un’altra decina di giudici, disoccuparci
qualche altro milione di ragazzi, farci fare qualche altra decina
d’anni di fame? Tutto qua? Ah ah, ci fate ridere, mafiosazzi. Ah come
ridiamo (tu, Fabio, pancia in dentro e petto in fuori! Ridere! Più
ridere ancora! E più diritto! Non diamogli soddisfazione, a quegli
stronzi).
L’unica cosa che chiediamo è: nei serial, d’ora in poi, mettiamoci
anche qualche personaggio più aggiornato. Basta con quel "Beddamatri,
e cche ffù?". Metteteci anche qualche "Ostia, ghe xe?" ogni tanto.
"Sparaci, a ’stu curnutu"? Va bene, ma pure "E daghe co la mitrallia,
neh". Insomma, il mafioso non è più solo siciliano (o nàpoli, o
calabrese), oggigiorno: è anche di Vicenza o di Bergamo, cari amici
padani, tanto palermitano quanto brianzolo. Metteteci un po’ di
faccia, di dialetto locale, di folklore. In fondo l’avete votato anche
voi, il Mangano. O no?
Donne in carriera/ 1
L’albergatore italiano, in letteratura, è un omino ossequioso, che
diventa straordinariamente servile dinanzi al milordo inglese: "Per di
qua, Eccellenza! Se Vostra Signoria vuol favorire...". Angela
Maraventano, ostessa di Lampedusa, non è da meno: "Oh come avete
ragione voi della Lega!", "Un giorno o l’altro mi faccio bergamasca
anch’io!". Più furba degli altri, la butta in politica: diventa la
"pasionaria dell’isola" e finisce al Senato. "Lei sì che s’è
sistemata" borbottano i vicini, invidiosi".
Donne in carriera/ 2
Perla Pavoncello è quella che doveva sposare, insieme ad alcuni
milioni di altre italiane, il figlio di Berlusconi. Alla proposta,
venuta nel bel mezzo d’una intervista "politica", non s’è scomposta
affatto: "Io sono berlusconiana! Lo voterò lo stesso!". Ebrea, non s’è
scomposta neanche all’idea di dover votare per il camerata Alemanno,
con tanto di croce celtica al collo. Ha avuto qualche leggero
turbamento solo quando nella faccenda ha rischiato di entrare anche
Storace e per alcuni minuti s’è sentita a disagio all’idea di dover
votare proprio un fascista in camicia nera.
http://politica.excite.it/news/8069/La-precaria-Perla-Pavoncello-a-Berluscon
Repubblico Italiano
Erano 188 (poche) e sono diventate 168 (pochissime) le donne nel
parlamento italiano. Quelle di Berlusconi sono sommariamente elencate
alla voce "Figa". Quelle dell’altro Vip alla voce "Prendiamole in
giro"
Apocalipse now (ma dimissioni no)
A Catania, per esempio, il Pd prende il quindici virgola cosa
percento. In Sicilia candidati (e eletti) il figlio del segretario a
est, la figlia del ministro a ovest. Non candidati gli antimafiosi,
tranne Lumia prima escluso e poi rimesso. Candidature filtrate da
Crisafulli, programma elaborato da Andò. Catastrofe - prevedibile -
dappertutto. In America, in questi casi la gente si dimette. In
Giappone, s’arrampica sul Fujiama e fa harakiri. In Sicilia per
fortuna no, altrimenti sull’Etna non ci sarebbe più posto.
(Sonia, con una lotta dura e coraggiosa, è riuscita a far fuori dalla
Regione la Borsellino. Brava. Medaglia al valore. Chissà come saranno
dispiaciuti i mafiosi).
Si può fare
Calearo (il capolista di Veltroni in Veneto): "Se Berlusconi mi chiama
per il governo ci vado subito. E perché no?".
La Cina è vicina
Tibet. Ma quando mai. Gli imprenditori veneti, lombardi, emiliani,
romani (dell’ex Italia insomma) continuano regolarmente a fare affari
con la Cina, a delocalizzare le proprie aziende a Shangai e a farsi
produrre gli articoli da schiavi cantonesi. Nell’ultimo mese, anzi, i
contratti sono aumentati.
E Totti?
Allo sceicco del Dubai, con tutta la Roma.
Non se ne parla più/ 1
Liechtenstein. I quattrocento superevasori fiscali italiani, politici,
industriali, Vip, e qualche riciclatore di Cosa Nostra. Ne avete
sentito parlare più? No, e nemmeno ne sentirete parlare in futuro. E
dire che, a suo tempo, Sindona fu avvelenato in carcere per una storia
quasi esattamente uguale a questa.
Non se ne parla più/ 2
Thyssen-Krupp. A chi andrà il processo, ai giudici di Torino o a
qualcun altro più comprensivo? Resterà l’incriminazione per omicidio?
I pensionati Thyssen saranno ancora obbligati a sottoscrivere la
dichiarazione di "tutto regolare"? Quanti operai dovranno morire tutti
in una volta per finire in prima pagina e non in cronaca ("Ancora un
tragico incidente...."). L’altro ieri, di "incidenti", ce ne sono
stati cinque in una giornata ma in cinque posti diversi: un trafiletto
e via.
Kranz
"Alè! Afere vinto! Forza padroni! A morte zindacato!" Il civile
Montezemolo (ogni sei mesi Repubblica cerca timidamente di suggerirlo
per candidato) s’arruola fra i vincitori, come Kranz tetesco di
Cermania in Brancaleone. E i democratici? Zitti.
I figli degli elettori
Palermo. Ballarò, scuola media Verga. Prof picchiati, vicepreside
all’ospedale con la testa rotta.
"Non mi dimetto"
Agrigento. Il ministero dell’Interno rende noti i risultati delle
elezioni per il rinnovo del consiglio comunale di Ravanusa (AG):
Anna Finocchiaro: 15, 5 per cento
Altri: 84,5 per cento.
L’on. Finocchiaro, intervistata, ha dichiarato: "Non mi dimetto. E
perché dovrei?".
Repubblica
Secondo me, sta cominciando a spostarsi. Prima delle elezioni
Repubblica andava in Sicilia a descrivere i ragionevoli riformisti di
colaggiù, con citazioni letterarie (sbagliando un po’: Lucio Piccolo
autore del Gattopardo) e gastronomiche per abellire il tutto. Adesso,
paginoni di D’Avanzo (e Turani) per descrivere il volto umano della
Lega. "La nostra gente", "l’homo padanus" e compagnia bella; il
maniscalco, rude ma buono, che inventa i ferri da cavallo d’alluminio,
li vende in tutto il mondo, è leghista ma senza strafare ecc. Verranno
poi "Vecchia Guardia", "Luciano Serra pilota" ecc.
Settant’anni fa
Avevano appena fatto le leggi razziali. Allora toccava a zingari,
ebrei e omosessuali. Gli ebrei, in settant’anni, dagli italiani hanno
ottenuto un "poveretti". Gli omosessuali, legnate (l’altro giorno
manganelli e "viva il duce" al Mario Mieli); gli zingari,
"derattizzare" alla padana. Lasciando perdere i comunisti (estinti da
Veltroni), gl’intellettuali, i miscredenti, le femmine che si sentono
chissà cosa.
Il potere che hai anche tu
Ora che la sinistra è diventata extraparlamentare, il nostro paese non
vive un problema solo politico, ma anche e soprattutto culturale e
mediatico. Come faremo a incontrare tutte le idee escluse dalla logica
perversa della "par condicio", che stabilisce parità di condizioni tra
i partiti, e solo tra quelli più grossi, ma non tra le idee? Come
faremo a dare respiro alle idee che muovono pacifisti, comunisti
votati alla nonviolenza,anarchici libertari, gay e lesbiche che
rivendicano i loro diritti civili, chiese diverse da quella cattolica,
scienziati, tecnici ed economisti non fagocitati dal pensiero unico e
non rappresentati in parlamento e sui media? Chi sarà portatore di
messaggi non sponsorizzati, che nascono dall’uso della ragione e non
dalle logiche del mercato e della propaganda?
Ad essere tenuto sotto sequestro non è solo il parlamento: nelle mani
del Veltrusconismo oggi c’è anche la cultura e la vita intellettuale
del Paese. Come faranno gli adolescenti a incontrare il messaggio
rivoluzionario e nonviolento di Danilo Dolci o di Gandhi quando sarà
molto più semplice guardare sulle reti Mediaset film prodotti dalla
Medusa e basati su libri pubblicati da Mondadori, in una perversa
sinergia comunicativa che fa capo al Presidente del Consiglio?
I rimasugli degli spazi mediatici verranno riempiti dalla retorica del
PD, che difficilmente potrà rappresentare posizioni diverse da quelle
della propria dirigenza.
L’unica via d’uscita rimane la resistenza culturale, praticata
individualmente e in piccoli gruppi lontano dai media di massa, nel
rifiuto ostinato di cedere all’abbrutimento dell’ignoranza che genera
leggi mostruose come quella che ha partorito il nuovo Parlamento
Italiano. Cambiare la cultura è anche resistere al senso di impotenza,
alla retorica del palazzo che vuol farci credere che il governo in
carica è l’unico soggetto in grado di incidere sulla realtà, e che nel
nostro paese 239 deputati e 130 senatori non contano più nulla solo
perché sono "dall’altra parte", e men che meno contano i cittadini che
la pensano in maniera diversa dal governo.
Nel nostro paese sempre assetato di salire sul carro dei vincitori, in
guerra come nelle elezioni, l’unica forza capace di fermare questo
carro è il potere della comunicazione nonviolenta. Quando si è
manifestato sui balconi con le bandiere arcobaleno, o per le strade di
Scanzano Jonico, la politica non è più stata la stessa. L’unico
problema è che questo potere non permette delega, ma va esercitato da
tutti e quotidianamente. Ma questa può rivelarsi anche una grande
opportunità.
[carlo gubitosa]
> >
Nadia Furnari wrote:
< Sconforto, delusione, depressione... niente di tutto questo. Siamo
un popolo che lotta da sempre e anche questa volta noi, minoranza
storica, dobbiamo avere il coraggio di dire che non si poteva vincere
con i vari Crisafulli o con la figlia di Cardinale. Dobbiamo avere il
coraggio di dire che Veltroni quando ha parlato di lotta alla mafia
non era credibile. Noi siciliani sappiamo il perché. "We Can"...
americanate di bassa lega che non toccano i bisogni della gente. In
Sicilia c’è chi sa intercettare il bisogno della gente e lo trasforma
in consensi liberi; come Fabrizio Ferrandelli che a Palermo, a soli 27
anni, prende più di 4000 voti di preferenza. Ma lui lavora tra gente,
ha fondato un asilo, ha saputo lottare con i senza casa.... mentre i
dirigenti di partito raschiano il fondo del consenso limitandosi alle
cordate e alla disciplina.
Domani è sicuramente un altro giorno. Come antidepressivo consigliamo
vivamente di tornare tra la gente perché in questa terra dobbiamo
liberare tanti cittadini schiavi del bisogno. Siamo sicuri che la
gente alla schiavitù preferisce la libertà... è nostro preciso dovere
non arrenderci perché forti della nostra storia e delle nostre idee...
perché come diceva Pippo Fava: "Se non si ha il coraggio di lottare
che senso ha vivere?".
> >
eliocamilleri@libero.it wrote::
*
Un’occhiata a: www.ucuntu.info
I dimenticati
Armando wrote:
< Io sono sempre vicino a voi. Dopo tante vitacce, in montagna, dover
morir così... Ma in Paradiso sarò vicino a mio fratello, con la nonna,
e pregherò per tutti voi. Viva l’Italia! Viva gli Alpini! >
* * *
Aldo wrote:
< Grazie a quanti hanno gentilmente alleviato, con preghiere e con
altro la mia prigionia e la mia morte. Il povero Don Aldo Mei, indegno
Parroco di Fiano >
* * *
Bruno wrote:
< Quando finirà questa maledetta guerra che tanti lutti ha portato in
tutto il mondo... >
* * *
Roberto wrote:
< Parenti cari consolatevi, muoio per una grande idea di giustizia...
Il Comunismo!! >
* * *
Vito wrote:
< E per lutto porta un garofano rosso >
* * *
Renzo wrote:
< Perdonate se ho anteposto la Patria a voi. Ricordatevi sempre di un
figlio che vi chiede perdono per tutte le stupidaggini che può aver
compiuto, ma che vi ha sempre voluto bene >
* * *
Mirko wrote:
< Questi giorni sono come gli ultimi giorni di vita di un grosso
mostro che vuol fare più vittime possibile. Se vivrete, tocca a voi
rifare questa povera Italia che è così bella, che ha un sole così
caldo, le mamme così buone e le ragazze così care. Sui nostri corpi si
farà il grande faro della Libertà >
Per collaborare a questa e-zine, o per criticarla o anche
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"A che serve vivere, se non c’è il coraggio di lottare?" (Giuseppe Fava)
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