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Giancarlo Passarella "Dolore No-Te" (Romano)

"Perché parlare di musica e dolore? I motivi possono essere vari e tutti assai importanti." (dalla prefazione del dott. Roberto Casale)

di Emanuele G. - mercoledì 29 ottobre 2014 - 2247 letture

Giancarlo Passarella è uno dei nomi storici del giornalismo musicale italiano. Raccontare ciò che ha fatto comporterebbe l’obbligo (un obbligo piacevole bien sure - nda) di scrivere un lungo articolo. Basta dire che è attivo dal lontano 1976 allorquando inizia a pubblicare i suoi primi articoli e debutta come speaker sulle onde di Radio Sondrio. Nel 1983 ritorna nella natia Firenze. Da allora è un vortice multiforme di occupazioni in campo musicale.

Pubblica la fanzine Solid Rock dedicata ai Dire Straits. Per conto della Morgan Music svolge il ruolo di addetto stampa per innumerevoli artisti italiani (Vasco Rossi, Francesco Guccini...) e stranieri (Deep Purple, Simple Minds...). Nel 1985 inizia a collaborare per la Rai dove sviluppa un programma fondamentale per conoscere il rock underground italiano: Ululati dall’Underground. E poi altre attività. Discografico con la Udu Records. Presentatore di festival. Più di 400 al suo attivo! E nonostante tutto - mi riferisco all’incredibile mole di cose fatte - è ancora vivo e vegeto fra di noi!

Il libro "Dolore No-Te" nasce da un’idea originale. Entrare in contatto con artisti parlando del dolore. Non tanto per svelare un lato essenziale della privacy di ogni persona umana. Tutt’altro. Si discute del dolore per approfondire la conoscenza dell’umanità che c’è in noi. Per capire chi siamo. Il dolore è un’esperienza unica e straordinaria che porta spesso la persona che lo subisce a demoltiplicare le proprie risorse per continuare a vivere una vita dignitosa.

"Dolore No-Te" si inquadra nelle attività benefiche poste in essere dall’Associazione "Vincere il Dolore Onlus". Un’associazione la cui missione è sensibilizzare quante più persone sulla terapia del dolore. Dolore che non si affronta soltanto con una specifica profilassi, ma anche con un continuo contatto e supporto psicologico con la persone che soffre il dolore. Davvero degne di menzione l’introduzione a firma del dott. Renato Vellucci e le puntualizzazioni vergate dai dott. Paolo Scarsella e Roberto Casale.

Lungo la durata del libro - sembra un long-playing - Giancarlo Passarella intervista alcune persone note del mondo musicale italiano e non. Ripercorre i momenti difficile e dramamtici quando il dolore fa la propria comparsa nella vita di quelle persone. Un momento devastante perché comporta un cambio radicale della vita e delle relative aspettative. Il mestiere del giornalista si fa vedere... Eccome! L’autore tratta con garbo e discrezione il dolore espresso dagli intervistati.

Infatti, cerca di capire le dinamiche. Il cambiamento di relazioni con i familiari e gli amici. Come il dolore modifica la vita stessa. I rapporti fra medico e paziente. Ciò che ha lasciato nello spirito quei terribili momenti. Le conseguenze sull’attività di artista. Il dolore che si trasforma in tema per brani musicali. Insomma, si scandaglia in mamiera pacata e condivisa un universo particolare e, purtroppo, piuttosto frequente nella vita di tutti noi.

Un libro per meditare e farci stare meglio raccontanto da una penna nobile del giornalismo italiano.


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