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Elezioni comunali, il Premio Letterario Viareggio Repaci

I prossimi cinque anni dovrebbero essere quelli del rilancio.

di Antonio Carollo - martedì 18 marzo 2008 - 2037 letture

A qualche settimana dalle elezioni comunali nessuno dei candidati sindaco ha parlato del Premio Letterario Viareggio Repaci. Spero che lo si faccia presto. I nodi da sciogliere non mancano: la riforma dello statuto, il coinvolgimento della Città, il rafforzamento della sua autorevolezza. Le ultime vicende del Premio, scomparsa di ben due presidenti, bufere all’interno della giuria, non hanno, certo, favorito un sereno dibattito al riguardo. I prossimi cinque anni dovrebbero essere quelli del rilancio ma non si vede barlume di iniziativa. Si dice da una vita che manca un collegamento con le scuole, che il Premio passa sulla testa dei viareggini, che tutto viene deciso in camera caritatis. L’aggiunta del Premio Tobino e le presentazioni in diversi stabilimenti balneari dei libri in concorso sono semplice maquillage. Non c’è da discutere solamente della durata di ogni presidenza o del numero dei membri della giuria: c’è, a mio avviso, da ripensare la concezione stessa del Premio, la sua mission, come si dice, la sua reimpostazione in un contesto ambientale e culturale mille miglia lontano da quello in cui è nato, senza stravolgerne le radici. Si dovrebbe lavorare sul versante interno riguardante il rapporto con la comunità cittadina sotto il profilo della partecipazione e della crescita culturale e su quello esterno dell’immagine di un Premio e di una città da proiettare nel panorama dei centri e delle attrazioni culturali di livello europeo.


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