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Cinestudio Catania: comincia la 34esima edizione.

di Pina La Villa - giovedì 25 ottobre 2012 - 4130 letture

Cinestudio Catania: comincia la 34esima edizione. Un’alternativa culturale a cinepanettoni e americanate, di Fabio Gaudioso

Il Cinestudio di Catania è, da decenni, un punto di riferimento culturale, sociale, civile, nel disgregato panorama del capoluogo etneo. Giovedì 7 Novembre (che data storica: per E. J. Hobsbawm l’inizio del ’900!) parte la tradizionale rassegna cinematografica, giunta quest’anno alla sua edizione numero 34. Ne è passato del tempo, sono state proiettate migliaia di km di pellicola, da quel “Jonas che avrà 20 anni nel 2000” (titolo assolutamente non casuale e benaugurante) del regista svizzero Alain Tanner con cui, proprio nella stessa sala cinematografica di oggi, iniziò il tutto 32 anni fa. La rassegna, che si conferma tra le più longeve e “affollate” d’Italia, da qualche anno, come si diceva, ha ritrovato la sua “culla”, il vecchio Mirone, oggi Multisala King, dopo la lunga e indimenticabile permanenza all’Ariston e gli anni di “cattività” all’Abc e all’Odeon. Da questo Novembre all’Aprile 2013 le centinaia e centinaia, quasi un migliaio, di abbonati saranno “impegnati” per 16 settimane, più 3 di fuori abbonamento (il primo film di questi tre, molto bello, è già stato proiettato il 24 ottobre: “Cadenas” – catene – di Francesca Balbo, un mediometraggio di un’ora, poetico docufilm sulle casellanti delle ferrovie sarde): in totale, considerando la “speciale” maratona no stop della Notte dei cinefili, una ventina di film, all’incredibile prezzo di1-2 euro a pellicola! Bellissime le prime due opere proposte: “Io sono Li”, di Andrea Segre, con Marco Paolini in una delle sue rarissime apparizioni cinematografiche, produzione italo-francese del 2011, presentata alla Mostra del Cinema di Venezia, con grandi apprezzamenti della critica e del pubblico; e, vera e propria chicca, prima visione assoluta in Italia, “Neds”, del britannico Peter Mullan, vincitore del Leone d’Oro qualche anno fa a Venezia con “Magdalene”, visto solo al Festival di Torino di due anni fa e, poi, mai distribuito in Italia. Un’ultima doverosa segnalazione per “Una separazione”, in programmazione a metà Dicembre, dell’iraniano A. Farhadi, vincitore dell’Orso d’Oro al Festival di Berlino e dell’Oscar come miglior film straniero lo scorso anno…e scusate se è poco! Questo è il Cinestudio, dunque: dar la possibilità al “popolo dei cinefili” catanesi, ma tanti vengono dalla provincia e, anche, da altre, apposta per vedere film altrimenti introvabili e di poter ammirare, per esempio, il film che ha vinto l’ultimo Oscar! E’, pertanto, autentica leggenda metropolitana considerare il programma del Cinestudio come “pesante”, “palloso”, “difficile”, da “tagliarsi le vene” e altre banalità di questo tipo; aveva, forse, questo carattere alle origini, nei mitici anni Sessanta, ai tempi di Giampiero Mughini e del suo comunque glorioso Cuc, o – sempre forse – nei primi anni del Mirone, ancora in Via Di Prima, ma nelle ultime edizioni, con buona pace di riduttive battute degne, davvero, di film alla Fantozzi o alla Verdone, il Cinestudio è – “solamente”- una rassegna cinematografica di qualità, in netta alternativa estetica al triste e univoco, sicuramente egemonico, panorama debordante fatto di cinepanettoni commerciali nazionalpopolari o da film “all’americana”. Questo è quanto! Per chiudere con una veloce sinossi: 9 film sono di produzione europea (di cui 4 italiani), un film iraniano, 3 film statunitensi e uno russo. Quattro film sono reduci dal Festival di Venezia, 3 sono stati presentati a quello di Berlino, 2 hanno partecipato al Sundance Film Festival, la più prestigiosa rassegna di cinema indipendente americana, 2 sono stati al Festival di Torino, dedicato ai giovani, e ancora altri dai festival di Roma, Locarno e, ovviamente, Cannes. Infine, come genere: 10 sono i film drammatici e ben 5 le commedie, la metà, quindi; media qualche anno fa assolutamente impensabile. Ma, non è più il Novembre del 1327, non è più il tempo del vecchio maestro Jorge, geloso custode della biblioteca de “Il nome della rosa”. Non a caso il nostro cattivo protagonista del grande romanzo di Umberto Eco non aveva il dono della vista: per chi, invece, ce l’ha non si perda l’opportunità di deliziarla con la 34esima edizione del Cinestudio di Catania. http://www.zenzeroquotidiano.it/cinestudio-catania-comincia-la-34esima-edizione-unalternativa-culturale-a-cinepanettoni-e-americanate/


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