La scuola tra intonaci e tagli / di Alessandro Cossu


Secondo l’Inail, nel 2007 sono stati 12.912 gli incidenti che hanno riguardato il personale scolastico e 90.478 quelli relativi agli studenti. Secondo Legambiente, in italia sarebbero 10.000 gli istituti scolastici che necessiterebbero di interventi urgenti. Mentre per Cittadinanzattiva le aule presentano crolli di intonaco in un caso su cinque e altri segni di fatiscenza nel 29% dei casi.


di Redazione pubblicato il 29 novembre 2008

Scuola fatale. A dirlo sono non solo i fatti di sabato a Rivoli, con la conseguente morte di uno studente di 17 anni, ma gli allarmi lanciati già da tempo da diverse organizzazioni civiche, caduti fino ad oggi in un parziale e assordante silenzio. Sono purtroppo i casi di cronaca a doverci ricordare, impietosamente, che la nostra scuola necessiterebbe di investimenti importanti e duraturi per affrontare seriamente la messa in sicurezza degli istituti scolastici.

Sono ancora vivide nei nostri occhi le immagini dei morti di San Giuliano di Puglia. Era il 31 ottobre 2002, e sotto le macerie della scuola elementare lasciarono la vita 27 bambini. Gli stessi che oggi i loro familiari ricordano con una aula simbolicamente vuota del nuovo istituto, consegnato recentemente, e già bollato dal Comitato dei genitori come una "cattedrale nel deserto".

Secondo l’Inail, nel 2007 sono stati 12.912 gli incidenti che hanno riguardato il personale scolastico e 90.478 quelli relativi agli studenti. Secondo Legambiente, in italia sarebbero 10.000 gli istituti scolastici che necessiterebbero di interventi urgenti. Mentre Cittadinanzattiva, che oggi [24 novembre 2008, NdR] celebra la sesta Giornata nazionale della sicurezza scolastica, le aule presentano crolli di intonaco in un caso su cinque e altri segni di fatiscenza nel 29% dei casi. Il 20% ha pavimenti sconnessi, il 24% ha finestre rotte, il 15% banchi danneggiati, il 51% presenta armadi e librerie non ancorati alle pareti. E alle aule spetta anche il titolo di "ambiente più sporco" con polvere, sporcizia e imbrattamenti soprattutto sugli arredi, situazione segnalata nel 29% delle scuole monitorate.

Le palestre sono poche e malmesse: ben il 39% delle scuole non ne ha. Per il restante 61%, la palestra è collocata in un locale spesso fatiscente, sporco e inadeguato allo svolgimento delle attività. Il 50% ha un impianto elettrico arretrato e nessuna norma antincendio, il 42% non ha porte antipanico, il 30% presenta segni di fatiscenza o crolli di intonaco. Il 29% ha attrezzature sportive danneggiate e addirittura c’è un 9% che non ha alcuna attrezzatura. I pavimenti dei bagni presentano numerose irregolarità nel 12% delle scuole monitorate mentre finestre non integre sono presenti nel 17% dei casi. Riguardo alle porte esse sono state trovate in cattive condizioni nel 31% delle scuole. Ben il 30% è sprovvisto di bagni per studenti disabili. Sul tema della certificazione la situazione si conferma gravissima. Il certificato di agibilità statica è presente solo nel 34% delle scuole, quello di agibilità igienico-sanitaria è disponibile nel 39% dei casi, quello di prevenzione incendi nel 37%. La segnaletica è messa male e molto meglio si potrebbe fare spendendo poco: ancora una scuola su quattro non ha la piantina con i percorsi di evacuazione e le uscite di emergenza non sono segnalate nel 17% dei casi. Nelle scuole che hanno laboratori scientifici, solo il 63% ha cartelli informativi sulle precauzioni da seguire e l’84% possiede armadi chiusi per riporre sostanze e attrezzature pericolose.

A questo stato si aggiunga che, ad oggi, non è ancora possibile avere dei dati ufficiali sullo stato delle scuole, ma solo stime. Lo stesso sottosegretario alla protezione civile ha tenuto a precisare che ci sarebbe bisogno di 13 miliardi di euro, ma che se anche ci fossero non saprebbero dove spenderli tutti. E’ infatti dal 1996 che il sistema scolastico italiano attende la realizzazione della Anagrafe degli istituti scolastici. La legge 23 di quell’anno prevedeva infatti che il ministero avrebbe dovuto realizzare una anagrafe in grado di "accertare consistenza, funzionalità e sicurezza di tutto il patrimonio di edilizia scolastica. Ma a tredici anni di distanza ancora nulla. Oggi però la Gelmini ha annunciato la definitiva realizzazione "entro un mese". Da anni inoltre 500 milioni di Euro stanziati attraverso il Cipe sono lì fermi. I finanziamenti previsti dal decreto di luglio 2008 sono solo 97 milioni, gli stanziamenti divenuti famosi per la "messa in sicurezza di 100 istituti" sbandierata dal Govermo e che in realtà copriranno molto di meno. Una emergenza quindi che attende ancora una risposta convincente, per evitare che per continuare ad andare a scuola si sia costretti ad indossare il berretto giallo di sicurezza.


Articolo di Alessandro Cossu, pubblicato su Aprileonline.info il 24 novembre 2008

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