La Costituzione : ci stanno scippando sotto il naso la cara “Vecchia Signora”?


Napolitano il 2 Giugno ci ha rassicurato , "La Costituzione è simbolo e fondamento di democrazia". Ma ora i fatti che la cronaca ci riporta, i contrasti e l’ accavallarsi di funzioni tra organi, ci debbono seriamente preoccupare


di Marista Urru pubblicato il 2 luglio 2008

Noi Italiani siamo rissosi e divisi su tutto, ma su una cosa sembra che siamo d’accordo, l’attaccamento alla nostra Costituzione, attaccamento che ha resistito a decenni di colpevole disinteresse nelle scuole ed altrove.

Siamo tutti in sostanza profondamente grati ai Padri Costituenti che nel lontano dopoguerra seppero riunirsi superando particolarismi e divisioni, per regalarci una Carta Costituzionale che ancora viene considerata come una delle migliori esistenti, se non addirittura la migliore.

Quella carta Costituzionale ci ha regalato anni di relativa prosperità e pace, nonostante la nostra situazione alla uscita dalla guerra fosse più che difficile , e ancora a tutti non è ben chiaro quanto fosse difficile.

Quanto abbiamo sentito tutti vicino il Presidente Napolitano quando il 2Giugno affermava: " La Costituzione, simbolo e fondamento di democrazia’’

Ci siamo sentiti rassicurati in tempi così difficili per il Paese: Il Presidente Napolitano è il “nostro Presidente”, ci siamo detti, lui è il guardiano della Costituzione e con lei della Democrazia, poveri,in difficoltà, usurati, maltrattati dai dipendenti dello Stato, ma almeno liberi!!

Ora però la Vecchia Signora, dopo decenni di servizio ed in vista del nuovo che avanza, avrebbe bisogno di un po’ di restauro, per poterci servire ancora, ma essendo al passo con i tempi.

La Costituzione stessa dedica la Sezione II Revisione della Costituzione e Leggi costituzionali all’argomento; quindi si tratta di applicare norme già previste per aggiornarla come si conviene.

Niente di questo si riesce a fare o non lo si si vuole fare.

Ma la Costituzione viene cambiata ugualmente di fatto.

Io non sono un giurista, e mi viene da accostare il metodo che vedo dipanarsi man mano dalla lettura dei giornali a quello in uso da tempo dai Banchieri: si cerca di fare un poco come fanno le Banche con gli usi commerciali. Sembra strano quel che dico, ma lo è meno di quel che appare: Banche e banchieri , ricordate? D’improvviso spantecarono per fare passare la vulgata di esser niente altro che “commercianti” di danaro. Nel frattempo una “dottrina occulta” e pervasiva fatta da avvocati di parte e da alcuni appartenenti ad ambienti Universitari, cercava di giustificare certi soprusi con evidente profilo di usura, come usi commerciali, quindi validi… una storiaccia in definitiva, non ancora del tutto archiviata.

Ora ad altro e ben più alto e illustre livello, debbo ritenere per la disperazione verso l’immobilismo politico , si cerca di forzare la mano con “USI COSTITUZIONALI”. Si cambia la Costituzione di fatto , passin passino.

In altro modo non so spiegarmi quello che allibita vedo dalle cronache di questi giorni: Il CSM. di fatto ha operato una importante riforma costituzionale, extra Parlamento, si è sostituito alla Corte Costituzionale.

Illustro in breve per chi avesse la voglia e la pazienza di seguirmi:

Art 70 - della Costituzione

La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere.

Art 71 –

L’iniziativa delle Leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale….

Art. 73.-

Le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un mese dall’approvazione. Se le Camere, ciascuna a maggioranza assoluta dei propri componenti, ne dichiarano l’urgenza, la legge è promulgata nel termine da essa stabilito. Le leggi sono pubblicate subito dopo la promulgazione ed entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo alla loro pubblicazione, salvo che le leggi stesse stabiliscano un termine diverso.

Art. 74. Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata. De plano quindi : le Leggi le fa il Parlamento.

Vediamo un po’ che cosa è e che fa il Consiglio Superiore della Magistratura: ovviamente la Costituzione se ne occupa con chiarezza adamantina, non si può sbagliare né cavillare

Art. 104. La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere. Il Consiglio superiore della magistratura è presieduto dal Presidente della Repubblica. Ne fanno parte di diritto il primo presidente e il procuratore generale della Corte di cassazione. Gli altri componenti sono eletti per due terzi da tutti i magistrati ordinari tra gli appartenenti alle varie categorie, e per un terzo dal Parlamento in seduta comune tra professori ordinari di università in materie giuridiche ed avvocati dopo quindici anni di esercizio.

Il Consiglio elegge un vice presidente fra i componenti designati dal Parlamento. I membri elettivi del Consiglio durano in carica quattro anni e non sono immediatamente rieleggibili.

Non possono, finché sono in carica, essere iscritti negli albi professionali, né far parte del Parlamento o di un Consiglio regionale.

Art. 105. Spettano al Consiglio superiore della magistratura, secondo le norme dell’ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni ed i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati… Quindi l’organo di autogoverno della magistratura è talmente importante da avere come suo Presidente la più alta carica dello Stato: il Presidente della Repubblica, il garante supremo della Costituzione, ed ha avuto ben determinate le funzioni:

spettano ad esso tutte le competenze in materia di assunzioni, assegnamenti, promozioni e provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati ordinari.

Un potere enorme nell’ambito di spettanza che però è ben circoscritto.

Nelle Norme sulla Costituzione e sul funzionamento del Consiglio Superiore della magistratura vi è un articolo 10 , che recita a proposito di quel che può fare i CSM:

Può fare proposte al ministro per la grazia e giustizia sulle modificazioni delle circoscrizioni giudiziarie e su tutte le materie riguardanti l’organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia.

Dà pareri al ministro, sui disegni di legge concernenti l’ordinamento giudiziario, l’amministrazione della giustizia e su ogni altro oggetto comunque attinente alle predette materie.

Quindi, può fare proposte e dare pareri al ministro della Giustizia, il quale qualora lo ritenga, ne tiene conto nella sua interlocuzione con il Parlamento.

Non spetta in nessun modo al Csm stabilire l’incostituzionalità di una norma ancora in discussione in parlamento.

C’è un’apposita Corte Costituzionale e ancora prima il vaglio che il Presidente della Repubblica fa a norma di Costituzione.

La Corte costituzionale giudica:

sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti, aventi forza di legge, dello Stato e delle Regioni; sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato e su quelli tra lo Stato e le Regioni, e tra le Regioni; sulle accuse promosse contro il Presidente della Repubblica, a norma della Costituzione.

Art. 135. La Corte costituzionale è composta di quindici giudici nominati per un terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta comune e per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative.

I giudici della Corte costituzionale sono scelti tra i magistrati anche a riposo delle giurisdizioni superiori ordinaria ed amministrative, i professori ordinari di università in materie giuridiche e gli avvocati dopo venti anni d’esercizio.

I giudici della Corte costituzionale sono nominati per nove anni, decorrenti per ciascuno di essi dal giorno del giuramento, e non possono essere nuovamente nominati. Alla scadenza del termine il giudice costituzionale cessa dalla carica e dall’esercizio delle funzioni.

La Corte elegge tra i suoi componenti, secondo le norme stabilite dalla legge, il Presidente, che rimane in carica per un triennio, ed è rieleggibile, fermi in ogni caso i termini di scadenza dall’ufficio di giudice.

NB, la Costituzione specifica che : L’ufficio di giudice della Corte è incompatibile con quello di membro del Parlamento, di un Consiglio regionale, con l’esercizio della professione di avvocato e con ogni carica ed ufficio indicati dalla legge.

( Appunto.. i Padri Costituenti erano lucidissimi, non facevano confusioni pericolose )

Rivediamo cosa si detta in Costituzione sui componenti del CSM: “Ne fanno parte di diritto il primo presidente e il procuratore generale della Corte di cassazione. Gli altri componenti sono eletti per due terzi da tutti i magistrati ordinari tra gli appartenenti alle varie categorie, e per un terzo dal Parlamento in seduta comune tra professori ordinari di università in materie giuridiche ed avvocati dopo quindici anni di esercizio.Il Consiglio elegge un vice presidente fra i componenti designati dal Parlamento.

La composizione diversa attiene a diverse funzioni, e quelle della Corte Costituzionali non sono considerate esplicabili da chi eserciti la “professione di Avvocato, e le esclusioni sono enumerate minuziosamente.

i Costituenti erano lucidissimi difensori della Democrazia, sapevano gli enormi danni che certi “lassismi, certe sciatterie posson provocare....

Ora da quel che leggo il CSM avrebbe espresso un parere (certo illustre , certo colto e pregevole) di incostituzionalità scavalcando di fatto la Corte Costituzionale , onde probabilmente forzare il Governo che sta facendo quello per cui è stato votato: sta legiferando a norma di Costituzione; e sempre a norma di Costituzione, se quel che legifera sarà incostituzionale, c’è un organo apposito che se ne deve occupare, la Corte Costituzionale.

Come dobbiamo sentirci noi cittadini se un organo di rilevanza come il CSM appare debordare dalle sue funzioni, appare voler condizionare la funzione legislativa, appare scavalcare un organo costituzionale, la corte Costituzionale, andando apparentemente contro quel coacervo di norme studiate a salvaguardia della Democrazia e per il bene degli Italiani tutti da Costituenti che ben presente dovevano avere i pericolo che una democrazia può correre, vista la Storia da cui provenivano , gli anni passati quando un tale Benito Mussolini affermava:

“ Nella mia concezione, non esiste una divisione dei poteri”- Benito Mussolini

Bene se alla divisione dei poteri sotterraneamente, indirettamente, magari a fin di bene, si rinuncia nei fatti, c’è da aver paura, ed io ne ho.

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