Non praevalebunt


Elogio della potenza cattolica


di Alberto Giovanni Biuso pubblicato il 24 giugno 2007

Dopo alcuni anni, sono tornato a visitare Piazza S.Pietro a Roma. È qui tutta la potenza del Cattolicesimo, in questa piazza-vagina che abbraccia, accoglie, stringe; in questa imponente facciata color rosa di un enorme Palazzo che solo una croce e la cupola michelangiolesca indicano essere una chiesa; nell’interno del tempio più maestoso della cattolicità, in cui nella navata centrale sono indicate le misure degli altri grandi edifici di culto sparsi per il pianeta ma tutti in ogni caso più piccoli; nel profluvio di statue di papi –dallo ieratico Pietro di Arnolfo di Cambio all’agglutinato Giovanni XXIII-; nel baldacchino dei Barberini costruito con il bronzo sottratto al Pantheon e nella gloria della Cattedra di S.Pietro che chiude l’abside e anch’essa, come il baldacchino, è opera del barocco Bernini; nei corpi dei pontefici posti negli altari delle cappelle, sotto il pavimento, nelle grotte (la più visitata tra le tombe, l’unica forse, è quella di Giovanni Paolo II mentre quelle dei suoi due immediati predecessori rimangono pressoché deserte…).

La Chiesa cattolica «è tutta una bellezza», afferma il mafioso don Mariano Arena ne Il giorno della civetta e anche la splendida magnificenza della Basilica Romana suggerisce che costui –ne fosse o no consapevole- si riferiva a dei suoi colleghi; in comune hanno almeno il costituire entrambi uno Stato nello Stato…E rispetto alla miseria della politica “laica”, davvero questa gloria non sarà mai sconfitta, contro di essa le forze del male non praevalebunt.

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