E’ morto Pinochet, è vivo Pinochet


E’ morto Pinochet. E quelli di noi che hanno sperato a lungo che il feroce dittatore cileno fosse punito per i suoi reati, rimangono con il cuore diviso.


di Lorenzo Misuraca pubblicato il 11 dicembre 2006

E’ morto Pinochet. E quelli di noi che hanno sperato a lungo che il feroce dittatore cileno, responsabile della sparizione di migliaia di oppositori politici, fosse punito per i suoi reati rimangono con il cuore diviso. Tra la felicità di vederlo finalmente morto e la rabbia di avere perso ancora un’occasione per fare giustizia.

C’è stato un periodo, subito dopo il golpe a Santiago del Cile nel 1973, in cui molti in Italia temevano una fine simile al Cile per il nostro paese. I nervi erano tesi e sembrava che da un momento all’altro si sarebbero fatte le barricate contro l’esercito.

Ricordo di aver visto in tv la registrazione di uno spettacolo dell’epoca di Dario Fo e Franca Rama. Durante uno show di solidarietà per i compagni cileni, i due fingevano che la polizia avesse circondato il palazzetto per arrestare i leader locali del movimento. L’immediatezza con cui tutto il pubblico cascava nello scherzo di Dario Fo, era ed è una spia di come per un certo periodo in Italia sia stato - per lo meno culturalmente - possibile scivolare verso un golpe militare.

Poi le strade di Italia e Cile hanno preso direzioni diverse. Oggi, Pinochet è morto. Per le vie di Santiago oppositori e sostenitori hanno dato vita a scontri. E il suo cadavere rimane in mezzo, come ingombro inamovibile tra i popoli in cerca di giustizia e le tacite assoluzioni della storia ufficiale.

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