Moratti cancella Darwin


Nelle scuole italiane riformate dalla Moratti, Darwin addio. E’ una notizia che nei dibattiti in corso è passata quasi inosservata.


di Redazione pubblicato il 31 marzo 2004

Di Filippo Gentiloni

Nelle scuole italiane riformate dalla Moratti, Darwin addio. E’ una notizia che nei dibattiti in corso è passata quasi inosservata, ma che il «divino» vuole sottolineare, con amarezza. E’ noto che la battaglia contro l’evoluzionismo è una delle bandiere della destra americana e non solo, ma che non ci aspettavamo che anche la nostra destra la assumesse e la facesse sventolare. Eppure la stessa chiesa la aveva ammainata o, comunque, accantonata.

E’ stato l’ufficio studi della Cisl a notare che nei nuovi programmi della scuola media, fra le molte cose scomparse (fra l’altro, anche la storia antica) bisogna annoverare anche «l’evoluzione degli esseri viventi». Addio evoluzionismo, e ritorno, quindi, al fissismo e creazionismo. Ritorno all’800. E’ bene ricordare, da una parte, quanto la teoria di Darwin avesse sconvolto le tranquille sicurezze cristiane, e non solo. Sulla creazione, ma anche, dall’altra, quanti passi avanti le chiese abbiano fatto, nel corso di un secolo, per venire incontro a Darwin e alle sue teorie che più o meno tutti gli scienziati avevano accettato. Chi negava questo coro quasi unanime si vedeva relegato nei cortili dei vecchi fondamentalismi.

Molti studiosi cristiani - cattolici e non - si erano impegnati alla ricerca di mediazioni che salvassero, insieme alla evoluzione delle specie, l’immagine del Dio creatore dal nulla. Basti ricordare la grande figura di Teilhard de Chardin, scienziato e credente. Le mediazioni raggiunte accettavano, più o meno tutte, l’evoluzione delle specie ma insistevano sulla creazione diretta dell’anima spirituale dell’uomo. Soluzioni non certo prive di incertezze - soprattutto il dualismo anima-corpo appariva insoddisfacente - ma che comunque permettevano di eliminare la rigida spaccatura fra le scienze moderne e le chiese. La lettura letterale della pagina biblica della creazione rimaneva esclusiva degli ambienti più fondamentalisti: il creazionismo era una delle loro principali bandiere. La scuola italiana aveva accettato con una certa tranquillità la teoria evoluzionista.

E ora? La riforma Moratti sembra volere imboccare una strada del passato, strada che neppure il Vaticano si sente di percorrere, se non con imbarazzo. Ben altri sono i problemi indotti dalla globalizzazione, con l’islam, ad esempio, alle porte di casa e i cinesi in espansione. Mentre si fa strada sempre più decisamente una lettura delle pagine bibliche che tiene conto delle moderne leggi dell’ermeneutica, anche per quello che riguarda Adamo ed Eva, i nostri progenitori e le scimmie relative.

Speriamo che i credenti cristiani non siano costretti a dover scegliere ancora una volta fra la scienza e la fede. O, meglio, fra la logica e i fondamentalismi cari alla riforma Moratti.


L’articolo di Filippo Gentiloni è stato pubblicato su Il Manifesto, 21 marzo 2004.

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