Tempi moderni: le buone maniere oggi


E cosa vuol dire possedere buone maniere oggi? Quali sono le consuetudini di un vivere che è spesso complicato dalla rapidità degli eventi, dalla modernità dei contenuti, dalle nostre innumerevoli esigenze?


di Donatella Guarino pubblicato il 11 ottobre 2006

Cambiano i costumi e le parole che li rappresentano, “cambiano i tempi” si dice…Ma dove sono finite le buone maniere? E cosa vuol dire possedere buone maniere oggi? Quali sono le consuetudini di un vivere che è spesso complicato dalla rapidità degli eventi, dalla modernità dei contenuti, dalle nostre innumerevoli esigenze? Moltissimo è cambiato: nelle relazioni interpersonali, nella comunicazione, nelle abitudini alimentari... E sono di conseguenza cambiate le parole che le definiscono. Si sa, la lingua è dinamica, e alcune parole subiscono un destino crudele. Il loro uso è altalenante, poi di colpo cadono in disgrazia. E non le usiamo più! E pian piano ne dimentichiamo anche il significato. Una di esse è la parola galateo. Essa fa repentinamente pensare ad un tempo passato, ad un mondo che fu, a cose che non fanno più parte di noi e del nostro modo di essere. E’ un vocabolo non più di moda. E’ un termine che non fa tendenza.

Esistono, poi, vocaboli che hanno subito una rivoluzione semantica e una traslazione di idee. Oggi non esistono più zitelle e/o zitelli ma, piuttosto, single. Matrigna, vocabolo emotivo, che subito ci ricorda Cenerentola o Biancaneve, non è più in uso. Eppure le bambine che hanno perso la loro mamma e che ne hanno una nuova - che è la nuova moglie del papà - esistono sempre! Ma del resto, forse, è anche un bene che alcune parole siano morte e sepolte, come nel caso di matrigna. E’ una parola triste. Anche se la nuova moglie del papà è buona, essere matrigna la rende malvagia tout court. Destino delle parole a parte, sempre è auspicabile che ci sia una leggerezza e una raffinatezza nei modi. Ma non sempre risaltano le buone maniere. A scuola, in Parlamento, in macchina sembra piuttosto il contrario…

Buone maniere, bon ton. Insomma, sapersi porre. Saper stare con gli altri. Beh, io sono una donna del mio tempo: inquieta, irrequieta, indipendente, passionale, moderna, iperattiva, contraddittoria e tantissime altre cose ancora. Ma a volte non mi sento del mio tempo. Non mi ritrovo in alcune cose. Non condivido alcune cose. E certo non per bigotteria o moralismi toutcourt, piuttosto per buon gusto. Sì! Buon gusto. Penso ad alcune cose successe. A come le ho giudicate e al perché le ho giudicate. Solo spinta dal buon gusto. Semplice. Buon gusto, buone maniere, bon ton. Beh, il mondo mi piacerebbe di più se ci fosse un po’ di raffinatezza nei modi. Le buone maniere sono contagiose. Purtroppo le cattive pure!

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