L’eutanasia e il nazismo


Hitler avviò un programma che prevedeva l’eliminazione di malati giudicati inguaribili da apposite commissioni mediche...


di Redazione pubblicato il 30 settembre 2006

Hitler avviò un programma che prevedeva l’eliminazione di malati giudicati inguaribili da apposite commissioni mediche. L’operazione fu estesa a persone ricoverate in ospizi e manicomi criminali a discrezione di commissioni di psichiatri, senza l’approvazione o un qualche coinvolgimento dei famigliari nelle decisioni. La morte avveniva per inalazione di monossido di carbonio in uscita da autoveicoli.

Le persone coinvolte in queste operazioni (medici e psichiatri), la morte per inalazione di gas, le teorie eugenetiche a fondamento dell’ideologia sono elementi presenti anche nella successiva deportazione nei lager.

Nel 1920 era stato pubblicato il primo libro che teorizzava il diritto dello Stato di imporre l’eutanasia: L’autorizzazione all’eliminazione delle vite non più degne di essere vissute. Due i motivi: ridurre le sofferenze personali del paziente e il loro costo sanitario, per razionalizzare la redistribuzione della ricchezza sociale. Gli autori erano Alfred Hoche (1865-1943), uno psichiatra, e Karl Binding (1841-1920), un giurista.


Fonte: Wikipedia.org

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