A Lentini si lavora ancora per la Casa di Comunità di piazza Aldo Moro. L’opera doveva essere consegnata il 30 giugno 2026.
I vertici del distretto territoriale e gli impiegati/e traslocati nei locali di Piazza Aldo Moro, stanno facendo le divine cose per sistemare i locali, ancora non consegnati dall’impresa appaltatrice, senza aria condizionato e rete internet. Lavorano in condizioni precarie in attesa del completamento dei locali per lo svolgimento dell’attività amministrativa, dei medici specialistici e della presenza, per 72 ore la settimana dei medici di famiglia. Un ritardo che non ha nessuna giustificazione sapendo che l’opera doveva essere consegnata entro il 30 giugno ’26, per poi permettere l’avvio dell’attività operativa nel rapporto con l’utenza. Nelle stesse condizioni ve ne sono molte in Sicilia e in altre regioni anche per la mancanza di medici.
Le strutture certificate sulle 1038 previste entro il 30 giugno sono 900. Oltre 1300 tra case e ospedali di comunità sono ufficialmente aperte in tempo fissato per oggi dall’Europa, come scadenza per spendere i tre miliardi del Pnrr per costruire queste nuove strutture della Sanità nel territorio.
In tutto questo c’è l’incognita dei medici. La verifica sulla partenza andrà fatta Azienda sanitaria per Azienda per avere un quadro d’insieme veritiero perché molte cose non vere stanno circolando. Superata la consegna, come previsto entro 30 giugno, una indagine andrà fatta per aver un quadro analitico della situazione senza presa in giro o altro come spesse volte accade dalle nostre parti. Per questo dovranno scendere in campo anche le amministrazioni comunali in quanto non sono sufficienti la buona volontà delle associazioni e del volontariato.
Ci vuole coralità e generosità per dare un concreto impegno al fine di portare avanti la sanità di prossimità con queste nuove strutture. La sanità nel nostro territorio non può essere considerata una merce di scambio del partito trasversale di Rione sanità per fini di potere personale e, successivamente, al servizio dei potenti di turno per dire poco spregiudicati nel cambio di casacche e tute di sicurezza.